Recensione – Dove soffia il vento – Cinzia La Commare

Ho troppi sogni nel cassetto, non lo apro più, dal jukebox Gianni Togni non avrebbe potuto scegliere istante e una frase migliore della sua Luna. Che a proposito sto ascoltato ininterrottamente da due giorni.

Scheda Tecnica

  • Titolo: Dove soffia il vento
  • Autore: Cinzia La Commare
  • Editore: Independently published
  • Data pubblicazione: 17 febbraio 2022
  • Genere: Romanzo Rosa
  • Copertina flessibile: 294 pagine
  • Cartaceo: 9,99 euro
  • Ebook: 2,99 euro
  • Kindle Unlimited: disponibile

Trama

A Isola Maggiore, sul lago Trasimeno, i quindici abitanti si chiedono cosa ne sarà del vecchio Albergo Isola. Adesso che Aldo Mezzasoma è morto, il luogo simbolo della loro gioventù rischia di finire nelle mani di un ricco imprenditore milanese che vorrebbe costruire al suo posto un casinò, attirando sull’isola un tipo di turismo diverso da quello familiare. La loro ultima possibilità per salvare la tenuta, la tranquillità del borgo e i loro ricordi, è Margot, la giovane nipote dei Mezzasoma, arrivata dalla Francia dopo ventitré anni di assenza, all’apertura del testamento che la vede come unica erede.
Tornare potrebbe essere l’occasione che l’aiuterà a realizzare uno dei suoi più grandi sogni: vendere per trasferirsi nel sesto arrondissement e vivere come una vera scrittrice. Oppure è soltanto l’ennesimo guaio?
Sembra facile, se non fosse per quella piccola clausola: abitare per una settimana nella vecchia dépendance appartenuta alla sua famiglia.
Tra boschi di lecci, uliveti e vecchie canzoni, sulle rive del lago in un’atmosfera unica, Margot scoprirà segreti e vecchi ricordi che faranno nascere legami inaspettati. Ma quanto è disposta a esporsi pur di difenderli? E soprattutto, è pronta a sacrificare un sentimento che non avrebbe mai dovuto provare, correndo il rischio che diventi un rimpianto?

Recensione

Benvenuti fanciulli in questa nuova recensione dedicata a Cinzia La Commare e la sua ultima opera Dove soffia il vento. Ho conosciuto la scrittura frizzantina dell’autrice, dalla sua precedente pubblicazione Io non mi innamoro, dove tra colpi di scena e risate di getto, aveva colpito subito il mio interesse e invogliata a conoscere nuove storie della stessa.

Dovete sapere che la sottoscritta ha un grande sogno nella vita: quello di visitare la Francia. Per ovvi motivi la nostra protagonista Margot, resterà nelle terre parigine il tempo di farmi empatizzare con la sua vita ahahah mai una gioia. A causa di una lettera proveniente dallo studio notarile della sua famiglia italiana, decide (con grande disappunto della madre) di capire lo steso della questione, comprendere il debito lasciato e agire sul da farsi. Ci ritroviamo così in Umbria, nello specifico nell’Isola Maggiore dove tutti conoscono tutti e nessuno può vivere lontanamente quel senso di privacy consueto nelle grandi città. Scopriamo così, un patto stipulato con la proprietà lasciata in eredità e una certa Nova Esse, azienda che desidera rinnovare completamente il vecchio hotel concesso alla ragazza. Margot tranquillizzata dalla mancata pressione debitoriale ahahaha inventiamoci termini su su… sceglie di non guardare al passato (inesistente per quanto la riguarda) e di procedere alla chiusura del contratto tra le parti…ma…colpo di scena…una clausola piccola piccola, nascosta in fondo al testamento, metterò un freno alla trepidante semi benestanti “Margot del futuro”. Dovrà restare per un lasso di tempo breve, in compagnia di queste rovine prima di scegliere definitivamente le sorti di quello che rimane dell’hotel. Cosa succederà? Quale sarà l’esito di questo “patto”?

Cosa ne penso di questo libro? Una delle capacità riscontrare nell’autrice, è la sua grande dote nello scovare i posti più impensabili e renderli tangibili al lettore, rimanendo comodamente sulla propria poltrona. Descrivere minuziosamente ogni sensazione, rende vivo e reale, luoghi per noi sconosciuti. Tra pettegoli della zona e famiglie cresciute insieme, respiriamo l’aria di unione, vicinato e velata voglia di passato nostalgico. La scelta di spolverare i nostri vecchi miti, ha reso tutto estremamente romantico perché ricordare le cassette, la rumorosa macchina da scrivere e i colpetti per far partire il jukebox, cozzano con la fredda tecnologia attuale capace di farci girare il mondo ma lasciandoci distanti anni luce nella vita perfetta degli altri. Un ritorno alle origini che mi mancava, da buona trentenne veterana e nerd.

In questo marisma generale, troviamo lei: Margot. Protagonista pungente, dalla lingua biforcuta e dalla simpatia raggelante come un sofficino appena scongelato, ha saputo darmi tante gatte da pelare. Avendo un carattere molto lontano dal mio, purtroppo non siamo diventare Best Friends ma siamo riuscite a capirci sbagliando e ricominciando. Un carattere indeciso (per motivi vari che scoprirete nel libro), seguirà la sua strada fatta di molte discese e da donna che si rispetti, piena di paranoie dovute al suo passato nebuloso e incerto. La scelta di inserire la prospettiva editoriale, è stata vincente perché ha mostrato l’ottica e il clima che deve subire un’autore per emergere, senza risultare un trattato di marketing e mercato pubblicitario.

Un libro che si lascia leggere, coinvolgente e retrò, riportando a galla tutti i nostri piccoli ricordi fatti da musica, tisanine digestive e pezzi di albergo che cadono ahahah tra nozioni di architettura e voglia di picchiare i notai, ecco a voi una storia fatta per riflettere, piena di passione a 360° e quel pizzico di viperella che non guasta mai. Non vedo l’ora di scoprire dove ci porterà nel futuro l’autrice.

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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