Amministratrice @unteconlapalma · Collaborazione - Casa Editrice · intervista

Intervista – Sandra Moretti

Recensione – L’Isola di Heta – Sandra Moretti

  • Benvenuta nel blog Un tè con la Palma, iniziamo subito con una domanda semplice per rompere il ghiaccio. Descrivi la tua persona brevemente e utilizza un aggettivo per racchiudere al meglio il tutto.

Iperattiva. Sono una persona che non riesce a stare senza fare niente e se non ho qualche progetto per le mani corro subito a procuramene uno. Amo aiutare gli altri, non per nulla ne ho fatto una professione, sono una psicologa e psicoterapeuta per l’età evolutiva.

  • Come nasce questa storia?

L’Isola di Heta nasce da un’immagine mentale, una ragazza che d’improvviso si ritrova in un’altra dimensione. Su questa immagine ho costruito un mondo intero, che fa della saga un romanzo di fantascienza sociologica.

Ho scelto di scrivere su questo genere specifico perché l’accento del libro non è posto tanto sulle nuove tecnologie, non solo almeno, ma ampio spazio è dedicato agli elementi del vivere sociale, come la politica del Sistema, l’economia di Heta, i mass media, i conflitti. Un mondo dilaniato da un tradimento, un attentato meschino che ricorda i nostri fatti di cronaca degli ultimi vent’anni; una realtà in cui si respira l’essenza della paura, della diffidenza e nella quale si subiscono gli effetti nocivi di questi stato d’animo: la nascita del Sistema ne è il più lampante esempio, una dittatura mascherata dietro una facciata di protezione e affidabilità; l’inserimento dei chip; la manipolazione della stampa…

Questo libro nasce dalla crudezza delle nostre vite, dalla volontà di raccontare cosa accadrebbe se si superassero alcuni confini etici e morali.

Ma nasce anche con lo scopo di raccontare come, anche una semplice ragazza, possa cambiare le cose, ha un messaggio di forza, di speranza di positività.

  • Notando la protagonista femminile, la domanda nasce spontanea, quanto di Thea è tratto dalla tua personalità?

Non molto a dire il vero è più ispirata alle ragazzine che ho conosciuto negli anni grazie al mio lavoro. Sia a chi erano ma anche a chi sono diventate nel lavoro di sostegno fatto insieme.

  • Durante la narrazione non possiamo osservare il nome della protagonista che risulta ricavato dal titolo. È voluto? Dicci tutto perché sono super curiosa.

All’inizio l’isola aveva un altro nome, poi ho dovuto cambiarlo per esigenze editoriali e ho voluto giocare con il nome di Thea. L’alfabeto greco e gli studi dei classici mi sono venuti in aiuto e quando ho trovato Heta mi è sembrato un matrimonio perfetto.

  • Un aneddoto di questa storia?

Quando cercavo l’editore ho avuto tanti no, risposte poco gentili e altre invece motivanti, ma comunque negative. Così sono partita per il Salone del Libro di Torino con dietro cento sinossi e insieme a mio marito e una cara amica abbiamo battuto stand per stand tutte le case editrici lasciando sinossi e facendo colloquio. Ebbene, un mese dopo mi hanno chiamata dalla Tabula Fati per propormi un contratto editoriale. Non puoi capire la gioia!

  • È stato semplice costruire un mondo così diverso dal nostro? A cosa ti sei ispirata?

Il world contest è stato divertente da creare ma complesso. Far sì che tutto costruisse un quadro complessivo che potesse rappresentare un mondo verosimile.

La creazione dello Zodiaco è stata la parte più divertente. I segni della Terra sono trasposti in segni con nomi e caratteristiche differenti su Heta.

Mentre il sistema planetario e politico mi hanno impegnata di più, ho fatto ricerche, consultato amici astronomi e politologi, proprio perché volevo che fosse il più realistico possibile.

  • Quale personaggio è stato difficile da pensare e plasmare?

Il più complesso è stato il tenente. Creare una figura così carismatica, un sopravvissuto, buono e integerrimo, avevo timore che sembrasse poco vero. Ho prestato molta attenzione alla psicologia del suo personaggio, per mettere in evidenza luci e ombre della sua condizione.

  • Considerando la struttura e tutta la narrazione, quanto tempo hai dedicato alla nascita di questo libro?

Anni. Ho iniziato nel 2012, e il primo volume è del 2016, il secondo del 2018 e il terzo uscirà quest’anno, probabilmente a ottobre. Ma non mi sono presa cura solo del primo volume in quegli anni, in realtà la stesura è stata di tutti e tre i capitoli della saga.

  • Hai mai pensato a cosa ti piacerebbe cambiare del tuo libro? Oppure, c’è un dettaglio che avresti cambiato?

No, amo tutto di Heta per quello che è diventata. Grazie alla editor ho potuto fare pace con i tagli e le modifiche e mi rendo conto che quello che è rimasto è proprio quello che desideravo.

  • Ultima domanda e poi spinosa, progetti futuri?

Il progetto futuro è la conclusione della trilogia stessa, che dovrebbe vedere il suo epilogo a ottobre 2020.

Inoltre sto lavorando a due progetti paralleli, un romanzo collettivo sempre sul genere SCI-FI e una raccolta di racconti.

SANDRA MORETTI

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