Recensione – Il sigillo infernale_Quattro 3# – Luca Farru

Quattro anime meravigliosamente diverse.
Un unico obiettivo che dissipava ogni divergenza.

Scheda Tecnica

Trama

Dopo le ultime e terribili rivelazioni sul destino del mondo sovrannaturale, Cody, Matt, Rose e Sybil si preparano a incontrare May, l’unica sopravvissuta alla Strage dei Mille nonché l’unica in possesso delle informazioni per distruggere Serafyn. Tradito da chi considerava alleato e che ora trama per rovesciarlo, il demone è pronto a una grande dimostrazione di forza e sta orchestrando un attacco letale contro Nuramen, roccaforte dei guardiani un tempo inespugnabile che ora rischia di venire travolta dai nemici annidati persino entro le sue mura. Con lo scontro tra il Bene e il Male ormai alle porte, le alleanze diventano infatti sempre più mutevoli e fidarsi completamente di qualcuno è impossibile. I Quattro riusciranno a portare a termine la missione per cui sono stati scelti dagli angeli o soccomberanno in balia di forze più potenti di loro?

Recensione

Come tutte le cose belle, si raggiunge sempre una fine…e nei libri il più delle volte, porterà un vuoto esistenziale ahahahah ok ok evito la mia melodrammatica vena partenopea e ritorniamo seri. Ebbene oggi parliamo della serie iniziata solo un’annetto fa, del caparbio Luca Farru che da Wattpad, facendo un rapido inchino al self publishing, è arrivato dritto sugli scaffali insieme alla Sperling & Kupfer che ammiro per la costante voglia di superarsi. La scelta di proiettare un autore “italiano” nel panorama editoriale, nel genere Urban Fantasy, era un grande azzardo perché abituati a celebri nomi stranieri e mai effettivamente parte di noi. Luca Farru ha saputo crescere nel tempo e maturare dai complimenti e critiche ricevute nel tempo, arrivando alla fine di questa serie che tra alti e bassi, ha saputo accogliere gli amanti del genere e farli emozionare.

Abituati alle chiuse d’effetto, nessuno sapeva cosa avrebbe creato quella mente diabolica dell’autore, variabili e ipotesi erano proiettati nella mia mente, pronti ad uscire fuori tra un fazzoletto e l’altro. Ovviamente se non avete letto i precedenti due volume, sottolineo l’evidente presenza di SPOILER necessari, quindi fermatevi qui che siete ancora in tempo.


Scongiurato un pippone immenso, veniamo a noi. Eravamo rimasti a diversi momenti epici (che hanno generato triangoli amorosi scoppiettanti) e rivelazioni da What the fuck, rientriamo in carreggiata con un apparente e pacifico silenzio, ponendo l’attenzione sulla vicina, (per non dire imminente) guerra che provoca un senso di ansia generale: non possiamo perdere tempo, dobbiamo agire!!! Capendo il ruolo primario di Sybil, il saggio e stiloso Cody, una Rose in continuo declino fiancheggiato dall’amorevole Matt, resta l’unico punto fermo della storia. Ruotando intorno a queste pseudi certezze, iniziamo a spulciare le primissime crepe, camuffate dagli eventi ma palesi ormai agli occhi di tutti: i primi punti deboli vengono a galla. Tra litigi, incomprensioni, nuove consapevolezze e cambi di rotta improvvisi, la squadra primeggia per poca coerenza e nessuna certezza. Come ogni essere umano, i “marchiati” sono alimentati da sentimenti di fragilità, paure e cattive intenzioni. La vendetta, si sa, è un piatto che va servito freddo ma l’inferno non aspetta nessuno.

I personaggi secondari prendono il sopravvento e creano dinamiche che nessuno si aspetta, un susseguirsi di colpi di scena che lasciano il fiato sospeso e diverse batoste che sto ancora digerendo. Anche se le “preferenze” sono rimaste tali, sono riuscita a cambiare idea su alcuni “personaggioni” che zitti zitti hanno scavato un posticino nel mio cuore. Non posso non citare, la supremazia di Sybil, perno di ogni cosa, ricamatrice di emozioni e donna dalle mille sfaccettature, cazzuta come non mai e vogliosa di libertà che reclama a gran voce. La scelta di optare per 4 protagonisti, ha reso coerente la diversità umana: chi tende a seguire il branco, chi difende solo ed esclusivamente il suo ego, coloro che pensano agli altri prima di ogni cosa e colore che desiderano ardentemente quella sensazioni di libertà dal giudizio altrui. Ognuno di noi può immedesimarsi e trarre il bene e il brutto dei personaggi, proprio come nella vita reale. Sbagliano, sbattono la testa, litigano, sono il gruppo più distante dall’idea di squadra, che non scommetteresti mai su di loro…e invece potranno stupirvi.

Lì, in quel momento fatto di confessioni intime, paure per il futuro e incertezze, il loro rapporto mosse un timido passo in avanti. Era un passo che sapeva d’amore, un amore discreto che non aveva bisogno di essere urlato, un amore che si era fatto largo tra vuoti e ombre fino a trovare una crepa dalla quale uscire. Da soli erano due mine pronte a esplodere, ma quando erano insieme l’una disinnescava l’altra.

Parlando con l’autore, ha saputo confermarmi il periodo di “scrittura” della storia. Palesemente visibile, il suo stile è cresciuto, maturato e proiettato verso una “identità” più nitida dei personaggi. Ogni singolo momento possiede una dimensione nuova, più concreta e decisa, rendendo la lettura ancora più scorrevole e animata, in noi lettori. La stessa “struttura” ha raggiunto un senso di originalità singola, rispetto ai precedenti. Ogni cosa viene incastrata a dovere, per emozionare e arricchire il lettore. Un libro fatto per comprendere che i nostri “doveri” non sono un peso ma una scelta, che solo noi possiamo focalizzare, vedere e afferrare. Una delle conclusioni più commoventi per me (Certe morti si potevano evitare Luca, ti odio per questo ahahah) e non smetterò mai di ricordarmi di loro, quei quattro cuori che da lontano, battono alla stessa velocità. Super consigliato.

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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