Recensione – La ricerca_Quattro 2# – Luca Farru

«Quando ci siamo risvegliati è stato come se l’incubo non fosse ancora finito. Ci hanno cucito addosso un destino che non abbiamo chiesto e tutti si aspettano che salveremo il mondo con i nostri poteri incredibili e il sangue angelico che scorre nelle nostre vene. Questa cosa mi fa incazzare come una biscia! Qualcuno ci ha mai domandato come stiamo? Che desideri abbiamo? Quali erano i nostri progetti futuri?»

Scheda Tecnica

Trama

Sei disposto a smarrire te stesso per compiere il tuo destino?

Dopo essere sopravvissuti al rituale del Risveglio, Cody, Matt, Rose e Sybil partono per la missione affidata loro da Melania: trovare May, l’unica superstite della Strage dei Mille e custode di uno scrigno angelico capace di aiutare i Quattro a sconfiggere Serafyn. Il signore di Inferium, infatti, è tornato ed è più che mai determinato a riacquistare tutto il suo potere e ad attaccare Nuramen, che sta raccogliendo le forze in vista di una guerra imminente. Col mondo sovrannaturale in subbuglio, i Quattro devono muoversi nell’ombra, tentando di parare gli attacchi dei nemici e soprattutto di mettere a tacere i propri demoni interiori, che sussurrano di nostalgia per una vita umana ormai perduta e di paura di non essere all’altezza dell’incarico da svolgere. Tra pericoli e incertezze, tranelli e tradimenti, saranno in grado di sacrificare tutto, anche se stessi, per il bene dell’umanità?

Dopo il successo de Il risveglio, arriva il secondo volume della saga urban fantasy Quattro, che prosegue il racconto delle avventure dei dormienti e della lotta tra Nuramen e Inferium.

Biografia

Luca Farru, nato a Busto Arsizio, annata 1987, cresciuto in un piccolo paesino di provincia con tante ambizioni, sogni nel cassetto e fame di crescere. Alle scuole medie non era un granché, alle superiori migliorò, ma fu all’università che diede il meglio di sé: una laurea in economia ottenuta con il massimo dei voti, lui che ha sempre avuto una vena artistica che cercava di farsi strada. Di cosa si occupo oggi? Strategia aziendale nella moda: numeri, responsabilità , un team di persone da gestire e… nel tempo libero scrive! Una passione travolgente che è esplosa e non l’ha più lasciato andare, complici gli innumerevoli libri che divora da quando sono piccolo. Sogna di farne un lavoro, chissà… Lo scopriremo presto.

Recensione

Benvenuti fanciulli in questa nuova recensione che sancisce la mia sanità mentale, dopo la lettura del secondo volume della serie…io non ci arrivo al terzo volume di questo passo…giuro!!! E dopo aver minacciato più volte l’autore di conoscere le mie sorti funesti, era necessario consolidare la mia sicurezza: il terzo volume ci sarà…non vedo l’ora di chiudere il cerchio perché Luca si è particolarmente divertito con noi, per questo volume. Prima di raccontarvi cosa si cela, un passettino indietro perché avverto la presenza di “spoiler” per chi non avrà recuperato ancora l’inizio della storia. Quindi vi lascio la recensione precedente, e in caso di avvenuta conclusione del primo, potete scoprire qualcosina in più sul secondo.

Come da consuetudine in una serie urban fantasy, dopo il botto finale del “Il sigillo”, l’autore aveva lasciato dentro di noi, una conseguenza di domande piene di mille variabili causate dalla chiusura totalmente diversa da un “lieto fine”. Tutto era in malora, poteva andare solo peggio di così, ma il sacrificio dei Quattro non è stato vano. Dopo la rinascita di Serafyn, una misteriosa magia porterà di nuovo in vita Cody, Matt, Rose e Sybil che dovranno fuggire da Inferium prima che qualcuno noti la loro “linfa vitale viva” ahahahah giusto per capirci. Tra la confusione più assoluta e la scoperta di una nuova vita senza sigillo, i quattro protagonisti dovranno seguire il loro istinto e allontanarsi di tutta fretta grazie all’aiuto di Melania. Il tempo scorre e il male continua a crescere.

A Nuramen la situazione non risulta migliore della loro, perché la morte della sovrana di questo popolo, ha trascinato con sé diversi segreti celati e una grossa e amara tensione nei confronti del nuovo sovrano David, ancora troppo scosso per comprendere cosa sia veramente accaduto. Nessuno può attendere una solida sicurezza, perché la guerra è alle porte e Serafyn può decidere di attaccare da un momento all’altro. Un nuovo volto sul trono, un popolo spaventato dal ripetersi di una guerra fin troppo cruda per tutti e la verità sulle labbra di tutto che nessuno riesce ancora ad accettare. Nessuno può arrendersi e David capisce il suo nuovo ruolo e metterà in moto le prime dinamiche.

Dopo la conclusione del primo volume “Il sigillo”, una delle sensazioni che si riscontrava, era l’ansia di mille informazioni unite alle diverse dinamiche consecutivamente sorte da tali momenti, il tutto procurando nel lettore la necessità di avere e creare una “tridimensionalità” ai personaggi, tanti per un libro solo, tra primari e secondari. Le questioni in sospeso erano tante e le domande non erano da meno. Quindi cosa ha deciso di fare Luca Farru? Semplice, rimettere di nuovo tutte le carte in tavola e ricreare da zero, un seguito dal ritmo più “tranquillo” ma capace di ridimensionare tutto e tutti.

Uno dei dettagli palesi nel primo volume, era la presenza di molta azione ma poca “presentazione” dei personaggi, accantonata per offrire al lettore la necessità di esser colto dalla frenesia piuttosto che dal singolo protagonista, tanto da portare chi legge, ad affezionarsi in egual misura a tutto. Nel “La ricerca”, invece, tutto viene capovolto e offerto una prospettiva più ampia a coloro che vogliono veramente sapere, spostando la traiettoria più sul soggetto, che sull’insieme. Noterete subito che l’effettiva trama si muoverà molto poco in avanti, ma ne sono certa, avrete più dimestichezza con tutti i personaggi presenti, buoni o cattivi che siano. Ogni singolo gesto, ora possiede una ragione, una storia e un suo perché. Diversi aneddoti ruoteranno intorno ai Quattro, al punto da cominciare a creare spaccature tanto decide, quanto inevitabili.

Ammetto che in questo secondo volume, il mio cuore è stato perdutamente colto dalla crescita del più giovane della combriccola, apparentemente superficiale ma dalla mente più acuta e introspettiva rispetto ad altri. Cody si è dimostrato la rivelazione di questo volume: presente in ogni situazione, interagisce con tutti, offre motivi di riflessione, lascia perle di saggezza tra una ruffianata e una battuta sui muscoli di David, ma pur sempre coerente con il suo pensiero. Un ragazzo che sembra tutto matita nera negli occhi e outfit, nascondendo la sua crescita morale in maniera stupefacente. Uno dei personaggi più completi della storia. Naturalmente a discapito di qualche modella che risulterà ancora più antipatica, uno scrittore troppo preoccupato per lui e una dolce ribelle dai capelli corti, che si darà grandi soddisfazioni “piccanti”.

Anche se la mano è la stessa, tra i due volume è presente un vero e proprio divarico di ritmo e spessore. L’autore ha cercato di concentrarsi di più, sul singolo personaggio, piuttosto che muovere pedine per una guerra che rimane comunque imminente che personalmente, reputavo necessario per avvicinare ancora di più il lettore. Mancando la parte di effettivo “movimento”, le informazioni saranno ancora più ampie e snocciolate nel tempo. Perfino la parte “cattiva” della storia, cosa palesemente scontata in alcuni libri, possiede una sua strada, un suo passato e sue dinamiche interne ingarbugliate…nessuno si piò fidare di nessuno, troppi silenzi celati, troppe vendette congelate per il momento giusto e troppi sorrisi fintamente reali, creano un quadro ampio di cosa vi aspetta in questo libro.

Cosa ne penso? Reputo che Luca Farru abbia fatto la scelta giusta, perché concentrarsi sul peso dei personaggi a discapito dell’azione ha offerto spessore alle cose. Mi sono affezionata in maniera diretta ad alcuni personaggi velati della frettolosità del primo volume ma ampiamente descritte nel secondo, ho compreso quanto fosse radicata la scelta di far rinascere Serafyn, la paura palpabile di un popolo troppo insicuro per farcela, comprendere le scelte della precedente sovrana di Nuramen…tanti piccoli punti che hanno illuminato il cielo stellato di questo libro.

Considerando la scrittura dettagliata ma mai pesante di Luca, reputo questo secondo volume molto più corposo rimanendo nello stesso quantitativo di pagine del primo. L’autore si è dimostrato capace di darmi “un motivo” per restare ed eliminare chiunque desiderava avere tutto e subito, ha offerto un buon motivo per legarsi ai personaggi, ha concentrato le sue forze sul creare dinamica per narrare e non per accontentare, ha reso reali degli eroi che esulano dall’etichetta impostata da altri…si è superato…punto.

La nuova direzione intrapresa dalla storia, porta subito alla conclusione che dopo tutta questa introspezione, Luca ci farà sudare freddo per la conclusione della trilogia perché abbiamo tutte le carte in regola per fare un botto molto rumoroso e vigoroso. Non vi dico per qualche personaggi tifo e il perché, ma vi garantisco che le mie preferenze sono totalmente cambiate da prima. Luca ha saputo ri-alimentare il fuoco della curiosità, mettendo molta carne al fuoco….giuro Luca non ti voglio mettere ansia ma sbrigati a farci uscire la fine della serie, perché diventiamo pazze sennò.

Super consigliato, e se avete la possibilità, assaporate entrambi i volume con una distanza avvicinata perché aspettare ha reso ancora più spessa la mia agonia ahahhaah.

Alla prossima dalla CAPPELLAIA MATTA.

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