Recensione – Game, Set, T-REX – Michele Borgogni

Game, Set, T-REX è un classico romanzo di formazione su un dinosauro che impara a giocare a tennis. Dickens, scansati!

Scheda Tecnica

Trama

Trey, il giovane figlio dei campionissimi del tennis Fernando Nappo e Anastasia Grigorieva, è un predestinato: con geni come i suoi non poteva che dedicarsi allo sport che ha resi famosi i genitori. In più è fortissimo, veloce, intelligente, coraggioso, sensibile… C’è solo un piccolissimo problema: è un dinosauro. È nato così, con il testone enorme, la pelle squamosa, troppe zanne inquietanti e le braccia estremamente corte rispetto a un corpo tanto imponente, probabilmente per colpa della maledizione di una strega russa un po’ distratta e molto vendicativa. Ma non sarà certo il minuscolo ostacolo rappresentato da un corpo non esattamente in linea con gli standard di bellezza del mondo occidentale a fermare il nostro eroe. Game, Set, T-REX è un classico romanzo di formazione su un dinosauro che impara a giocare a tennis.

Recensione

Ok, so cosa state pensando…ma la Cappellaia Matta cosa si è fumata questa volta per uscire con questa recensione strana?!? Secondo me è un grande scherzo, una burla per tutti noi!!! Nessuna burla miei cari fanciulli, sono abbastanza lucida (non si direbbe dal mio viso smunto post influenza) da ricordare bene cosa ho letto insieme a Michele Borgogni e vi confermo che questo libro ha molto da insegnare a tutti noi.

Parliamo di una strana storia, inquadrabile già dalla premessa della trama, confutando una chiave di lettura palese per un occhio attento ma più analizzato per i nuovi lettori. Michele ha scelto di parlare di una famiglia di “vincenti”, chi ha ricevuto tutto dalla vita perché capace di lottare con le unghie e i denti, acclamati da tutti e riconosciuti come personaggi di spicco. Ma, come ben sappiamo, la luce della ribalta non accontenta ogni nostro singolo desiderio come una bacchetta magica e questa coppia si sente pronta per il grande passo: avere un figlio. Conoscendo la solita fortuna che circonda le figure letterarie, anche i nostri protagonisti non saranno tanto fortunati perché dovranno patire molto prima di veder nascere la luce dei loro occhi….direi più scioccarli.

Niente spoiler fanciulli perché l’autore non solo pone l’attenzione in copertina con grafiche varie e un titolo più che esplicito, ma in particolar modo, la trama dice tutto. Questo bambino è un vero dinosauro, in tutti i sensi. Panico!!! Non scappate, il bello deve ancora arrivare. Ora che siete tornati, vi racconto cosa succede a questo bel bambino un po’ cresciuto per la sua giovane età. Semplice, il caro Michele adopera la tecnica dell’auto-ironia per mettere in gioco un tema estremamente delicato sotto tanti punti di vista. Come accennato precedentemente, il bambino-dinosauro ha due genitori molto conosciuti e ammirati per successi nello sport perché hanno intrapreso la carriera del tennis. Voi immaginate solo cosa possa vivere un qualsiasi essere viventi e con quale pressione mediatica e personale, deve vivere e sopravvivere. Questo riecheggiare dei successi altrui, creerà dinamiche che ognuno di noi ha provato sulla propria pelle: cercare di non deludere i genitori, cercare di dare il meglio di sé stessi anche dove non vogliamo e il giudizio troppo critico di quest’ultima figura. Un continuo bombardamento di eventi che raccontano l’esistenza delle “diversità” nella società e l’effetto collaterale che questa entità provoca nel mondo.

Possiamo facilmente intuire che parlare di quanto la “diversità” possa spaventare perché lontano dalle certezze inculcate da altri, incuriosire perché animali da spettacolo, sperimentare perché vogliamo sempre dare una risposta a tutto……bastaaaaaaa!!! La normalità è quello che noi abbiamo di tatuarci sulla pelle, non esiste nulla che afferma il contrario oppure nel caso possibile, risulterà sempre alterato dal volere umano. Michele pone il suo tono ironico sul mondo che costantemente esplode intorno ad un semplice bambino, giovane, adulto e anziano. La forma è l’arma vince del tutto perché rende reale, anche il concetto più astratto o estremo. Potrà sembrare senza senso all’inizio ma cercate di andare oltre la superficiale essenza di un libro, imparate a guardare cosa veramente cerca di dirci un’autore oltre a mille e mille parole. Io sono riuscita a vederlo, e tu?
Eh Michele, occhio la prossima volta all’impaginazione, mi fido di te.

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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