Recensione – Volevo solo sfiorare il cielo – Silvia Ciompi

Se chiude gli occhi vede Emma che le dice: «Quando sei triste, spaventata, felice, innamorata, eccitata, depressa, prova a pensare a una canzone. Per ogni momento della vita esiste una canzone in grado di alleviare il dolore o di amplificare la tua gioia.»

Scheda Tecnica

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Trama

Dopo la morte della madre Emma, Clelia ha smesso di vivere. Nasconde le cicatrici sotto il trucco pesante e le magliette scure troppo lunghe, con il silenzio unico compagno delle sue giornate, da cui la musica, tanto amata da Emma, è bandita. Il giorno del suo compleanno, quando la nonna le consegna la chiave di uno scantinato che le aveva comprato la madre per allestire una web radio, Clelia all’inizio non ne vuole sapere, poi la curiosità di scoprire il suo ultimo piano ha la meglio. Ed è proprio fuori dallo scantinato, sotto il sole cocente di giugno, che conosce Lorenzo, appena arrivato all’Isola d’Elba da Roma, con i suoi ricci ribelli, la faccia da schiaffi e un sorriso arrogante. Tra i due prima è guerra aperta, poi tregua armata, infine pace che assomiglia tanto all’amore. E all’improvviso, mentre l’estate infuria e l’afa diventa sempre più opprimente, Clelia non si nasconde più e la musica torna a fare da colonna sonora ai suoi giorni. Ma la ragazza non sa che Lorenzo è in fuga da tutto, soprattutto da se stesso, e si porta dentro un terribile dolore. Una volta che i segreti di entrambi verranno svelati, la loro storia sopravvivrà ai contraccolpi della vita? Dopo “Tutto il buio dei miei giorni” e “Tutto il mare è nei tuoi occhi”, Silvia Ciompi ci consegna una nuova storia d’amore spaccacuore.

Biografia

Silvia Ciompi, classe ’93, vive in Toscana. Scrive da sempre e ovunque: diari, poesie e ora romanzi. Ha esordito, prima su Wattpad e poi in libreria, con il romanzo Tutto il buio dei miei giorni, seguito da Tutto il mare è nei tuoi occhi, facendo sognare migliaia di lettrici.

Recensione

Benvenuti fanciulli in questa nuova recensione, annunciando subito che si tratta di un libro molto difficile da descrivere e pieno di emozioni che queste poche parole non basteranno per esaltare i propri pregi…cerchiamo di dare il massimo!!!
Oggi vi racconterò una storia dove una giovane donna, forte e sicura dai capelli dal taglio sbarazzino, decide di mettersi in gioco e narrare la vita di due giovani ragazzi investiti dalla peggiore sorte: la perdita totale di fiducia. Che sia per se stessi, che per il resto del mondo, non importa perché senza fiducia manca la spinta per fare o “vivere” veramente la nostra esistenza. Ed è qui che conosciamo Cleria e Lorenzo, così diversi ma allo stesso tempo legati da un filo sottilissimo, indistruttibile: la rinascita.

Come si fa a spegnere l’interruttore e non sentire più niente? Perché Cleria azzererebbe tutto, si dimenticherebbe ogni cosa, pur di non sentire così tanto male dentro. Perché i ricordi sono il fango di un lago melmoso, basta taccare l’acqua con le dita di un piede per affogare. I ricordi sono una rovina.

Come accennato precedentemente, i due protagonisti non hanno vita semplice: una ragazza solitaria, sempre vestita di tutto punto tra maglioni e indumenti total black, gestisce una vita fatta di commissioni di sartoria e mancanza totale di luce e mare. Strano visto che ci troviamo nelle meravigliose terre dell’Isola d’Elba, ma andiamo avanti… caratterino difficile tanto da far tremare la povera nonna che non riesce mai a smuovere una nipote inerme verso ogni forma di desiderio e/ volontà. Una giovane vista colpita da una serie di tragici situazioni che, naturalmente, oltre a segnare hanno inciso sulla sua pelle ogni singolo attimo di ossigeno che lei desidera togliersi per sempre.

Come canta De Gregori, il vero amore può nascondersi, può confondersi, ma non si perde mai, e Clelia se lo chiede adesso se potrà trovarlo un posto dentro di sé, uno spazio nero dove nascondere tutto quell’amore interrotto.

Dall’altra parte abbiamo un ribelle Lorenzo che scappa di casa per mero capriccio adolescenziale (ne siamo certi?) e stravolge la sua vita presentandosi alla porta dello zio bonaccione e considerato più di un secondo papà. Questo desiderio di allontanarsi dalle mura famigliari viene snocciolato nel corso della storia, raccontando così di una semplice ragazzo con una lingua biforcuta, strafottente e troppo pieno di se. Ohhhhh quanto vi sbagliate!!!

Forse perché, per la prima volta, si è fermato a guardarla davvero. Frose perché riconoscere negli altri il buio, quando il buio ce l’hai nel cuore e nella testa, è molto più facile.

Un gioco sottile tra realtà e illusione, apparenza e profondità, contornato da un susseguirsi di flashback che arricchiscono la narrazione avvincente e maledettamente poetica. Ebbene sì, giovani avventurieri, vi troverete di fronte una lettura diversa dal solito, difficile sotto il punto di vista emotivo ma pieno di sfaccettature che dovete assimilare senza remore. Questa è la prima opera di Silvia Ciompi ma capisco al 100% perché viene decantata da molti…le sue opere sono una spaccato di verità così profonde e viscerali che, dopo la fine di questa lettura, cambierete modo di vedere la vita ed ogni singolo attimo.

Un lettore si approccia alle storie perché vuole provare il brivido di immedesimarsi nella vita di ogni singolo personaggio, Volevo solo sfiorare il cielo è letteralmente un inno alla gesto più semplice: lottare. Due ragazzi così pieni di prospettive ma ostacolati da chiusure fisse, senza punti di luce e incappati tra di loro, cadendo in un destino sempre pieno di sbalzi del cuore. Volevo solo sfiorare il cielo è dedicato a tutte quelle persone che non credono nel lieto fine, che non desiderano altro che arrendersi all’inesorabile gioco dell’esistenza, manovrato da un giocatore sconosciuto ma arbitro silenzioso che vigila su ogni nostra scelta.

Non sarà una lettura semplice ma vi assicuro che, alla fine, ne vale la pena. Complimenti a Silvia Ciompi per la sua penna piena di valore e dal connubio incisivo tra attimi e canzoni. La musica avrà un grande ruolo in questa giostra di matti ma, questo suono melodioso e retrò, avrà un gusto diverso da prima. Vi consiglio di leggerlo con la musica inserita all’inizio del libro, sempre in base alle vostre abitudini ma pone un gusto diverso alla narrazione, enfatizzando passi di pari passo. Uao la Cappellaia Matta sembra quasi romantica. Bene, non voglio dire altro perché ho già parlato troppo. Cosa state aspettando? Acquistate la vostra copia e osservate insieme a me la sensazione di sfiorare il cielo. Solo per voi. Ma, prima…

Però, spoilet alert: per quanto bello, il problema numero uno del lasciarsi invadere il cuore è il vuoto che resta, quando l’amore decide di fotterti e se ne va via, strappandoti il sole e lasciandoti inerme, in balia delle onde altissime.
Adesso, trattieni il respiro che il mare diventa profondo.
E, se hai il coraggio, resta in ascolto.

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

2 pensieri riguardo “Recensione – Volevo solo sfiorare il cielo – Silvia Ciompi”

  1. Interessante recensione. E se accompagnata dalla visione del video con cui descrivi la preparazione dello scatto su instagram… la curiosità per il libro in oggetto è assicurata. Bravissima, Palma! E mille auguri di un gran successo a Silvia Ciompi

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