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Segnalazione – Eros sogna l’Amore – Davide Buonocore

Scheda Tecnica

Trama

Viaggiare nei propri sentimenti permette di conoscere mondi meravigliosi in cui ogni legge fisica, ogni logica, ogni aspettativa può essere capovolta. Mondi che, come in un più complesso sistema solare, orbitano tutti intorno alla luminosa stella dell’Io. Esplorando i luoghi dell’erotismo, dell’immaginazione e dell’amore, la raccolta si pone l’obiettivo di descrivere queste realtà paradossali in cui anche Eros potrà trovarsi a sognare l’Amore.

Biografia

Davide Buonocore nasce a Capri dove vive stabilmente fino al conseguimento della maturità classica. Si iscrive successivamente alla facoltà di Giurisprudenza presso l’Università La Sapienza di Roma. Da sempre riscontra dentro di sé un legame viscerale con la sua isola che lo pone in stretto contatto con la natura e i temi del panismo chiaramente riscontrabili nei suoi scritti. Appassionato di arte e di poesia, oltre ad essere scrittore, si dedica attivamente alla pittura e alla scultura.

Introduzione

“Eros sogna l’Amore” si divide in tre sezioni: poesie libere, poesie in rima e poesie brevi. Il titolo formula un paradosso richiamando i tre macrotemi su cui si fonda la raccolta ossia quello dell’erotismo, dell’amore e del sogno inteso come dimensione onirica. Eros e Amore si rincorrono in questa raccolta seguendo un percorso sensoriale tra i vari stadi del sentire umano. Sarà come un toccare senza toccare, uno sfiorare leggerissimo che permette di conoscere senza possedere. Un percorso in cui Eros si troverà a chiedersi se l’amore sia solo un qualcosa di meccanico, dovuto allo scoccare delle sue frecce o se in realtà consista in altro da lui indipendente e sconosciuto a cui anelare.
La struttura si arricchisce di ulteriori microtemi ricorrenti, soprattutto per quanto riguarda le ambientazioni in cui prendono vita le immagini descritte nei singoli componimenti. Sono nato e cresciuto sull’isola di Capri e questo ha particolarmente favorito il rapporto panico stabilitosi tra me e la natura. È lì, dove il Mare più passionale, irrequieto maschio, ha sposato l’Aurora più limpida, radiosa femmina, che si erge la loro figlia più bella, Capri; sorretta e protetta dal padre profondo, vegliata e coperta dalla madre lucente.
Fin dai tempi antichi, l’isola ha sprigionato un richiamo quasi magnetico verso i suoi visitatori. Una sorta di sacralità pagana che spogliava l’essere umano delle sue sovrastrutture per connetterlo con ogni senso primordiale a quella Madre Terra circondata dal mare. Un’isola in costante mutamento, rabbiosa con le sue mareggiate, supplicante con i rombi nelle sue grotte, entusiasta dei colori cangianti della sua flora, accogliente con le braccia del suo porto. Un’isola che definirei viva, che rilascia nella sua aria feromoni eccitanti dal profumo di agrumi e di polline.
Un luogo in cui ci si dimentica di essere umani per diventare creature.

Poesia libera

MALEDETTO IL MIO CUORE

Scusami,
anzi scusalo, il mio cuore.
Non ho colpe,
ha fatto tutto lui, il mio cuore.
Ho provato a chiedergli
di amarti come prima,
ma ha smesso di parlarmi,
quel traditore.
Vorrei poterti dire ti amo
senza mentire,
ma il mio cervello
è un attore più bravo del mio cuore.
Ha deciso di farmi del male,
ha distrutto tutti i miei sogni
per fare spazio ai suoi,
stracciandoli a metà
come foto di noi due felici.
Ha imparato cos’è lottare per la libertà,
ha capito che con i suoi battiti
può fare rumore
e come colpi di pistola
si ribella al nostro amore.

Maledetto sia il mio cuore.

Poesia in rima

FIGLIA DEL VENTO

Soffia, stride, imperterrito il tempo,
scaldata dal vento nel cielo nuvolo,
tu, vestita del bello, abitante d’Olimpo,
volteggi cullata dal suo paterno refolo.
Come foglia colorata tu voli,
come sirena del cielo ti muovi
e i ricci capelli di profumo gomitoli
sono nient’altro che dell’eros i rovi.
Farfalla alata vorticosa mi sfiori,
mi seduci aguzzando le antenne lente,
mi nutri del nettare dei tuoi fiori
appagando la mia di te fame crescente.
Ti veste, ti fascia, ti copre il tramonto.
Ti sveste, ti spoglia, ti scopre l’aurora.
Voce narrante del tuo stesso racconto
parli d’amore ad un cuore che implora.
Fetale dormi nel grembo dei sogni,
solo rinvieni con lo schiocco dei baci.
Virginea del nudo tuo corpo ti vergogni,
ma al tocco delle mie istigate mani taci.
Risplende la tua così ariosa purezza
sotto i raggi di luna di vivo argento,
ma da fresca rugiada evapori in brezza
e intensamente ti inspiro, figlia del vento.

Poesia breve

GIORNI LONTANI

Giorni lontani,
i nostri.
Ossessionato
vado saltando da un ricordo
all’altro senza sosta.
Non mi sostiene la memoria
né mi saziano i sogni.
Immagino, soffrendo, di tornare a viverti.

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