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Recensione – Fiocco di Neve Nero – Stefano Impellitteri

Buongiorno fanciulli, oggi parliamo di un libro in collaborazione con l’autore Stefano Impellitteri che ha gentilmente donato la copia in mio possesso. Le mie aspettative erano molto alte perché, navigando su diverse pagine di alcune mie colleghe bookblogger, e relative recensioni positive, desideravo molto leggere questo libro perché ero cosciente delle potenzialità. Non mi sono sbagliata, Fiocco di Neve Nero, è stato capace di farmi provare una moltitudine di sentimenti tra cui ansia paura e gioia.

Scheda Tecnica

Trama

Steve, senza alcun controllo, muove gli oggetti nel sonno e questo lo fa sentire diverso dalle persone normali. Non ne parla per paura di essere considerato un mostro da chi gli sta intorno. Arriva in una nuova città e nella nuova scuola avviene l’omicidio misterioso di un ragazzo apparentemente causato da qualcuno con poteri simili ai suoi. Il protagonista inizierà con il suo compagno di stanza una ricerca del responsabile, mosso dal conflitto interiore di vendicare il ragazzo ucciso da quel misterioso assassino e l’idea di aver trovato un altro simile a lui. Poco alla volta, affiora un enigmatico mistero nel passato di quella scuola e Steve, ne sembra in qualche modo collegato, divenendo bersaglio di strane visioni. Cosa ha a che fare lui con quanto la scuola nasconde? Perché lui è in grado di muovere gli oggetti con la mente?

Recensione

Fiocco di Neve Nero raccolta la storia di Steve, un ragazzo comune, con un corpo comune e dall’aspetto convenzionale, uno di noi ahahaha. Orfano dalla famiglia biologica, viene cresciuto sotto l’ala protettiva di Mary e Tom, due persone che provano un fortissimo affetto per questo ragazzo che, a volte, non sembra molto capito. Steve risulta, fin da subito, un ragazzo distaccato dalla vita e soprattutto incolpa sempre la sua persona per qualsiasi cosa succede. Scopriamo che la famiglia di Steve si trasferisce molte volte causa episodi al limite delle infestazioni di fantasmi. Oggetti che cambiano posto oppure che si rompono, tutto molto strano. O no?

[Oltre alla mente, conosci altro in grado di creare qualcosa che non esista?…La scienza conosce abbastanza bene come funzione il cervello, con i tangibili e facili da capire, ma spiegare come possano generare “concetti immateriali” come un pensiero, un ricordo o anche solo un’emozione con delle “procedure materiali” è ben altra cosa!…Hai presente la vocina che senti mentre leggi un libro? Beh, quella vocina non esiste, eppure tu la senti, come pensi sia possibile.]

La storia inizia subito con il primo giorno di scuola di Steve presso il Collegio Tal dei Tali dove, ovviamente, non presterà un minimo di attenzione perché, nel suo cuore e nella sua testa sa che, in quel luogo, il suo soggiorno sarà molto breve.

Ed è qui che conosciamo, oltre ai dipendenti del Collegio, Ricky il suo compagno di stanza, un tipo molto socievole sempre pronto a correre dietro a qualche ragazza. Uno dei personaggi che, per me, hanno smorzato diversi momenti troppo seri oppure di forte carica emotiva.

[Calmo, non dobbiamo per forza finirci in senso negativo. Potremmo portare “casualmente” qualche documento e, già che siam lì, potremmo cercare di metterli “casualmente” dentro l’archivio che, “casualmente” contiene un fascicolo che, in modo del tutto “casuale”, tratta di una scritta sul muro che qualcuno ha bruciato… in modo “non casuale”, ma voluto.]

Secondo voi può essere tutto rosa e fiori????? E nooooooooooooo!!! Stefano ha deciso di farci penare un sacco ma, ora vi stupisco con i colpi di scena…il libro è la somma di tre genere diversi. Ok!!! Ok!!! Non entrate in panico mi spiego subito.

Fiocco di neve nero è suddiviso in tre parti che dimostrano il mutamento dello stesso protagonista: la prima parte narra in maniera scandita le paure di un ragazzo che si sente sempre, costantemente, diverso. Notiamo la difficoltà di questo ragazzo nel sentirsi accettato dalle persone e soprattutto nel vedersi allo specchio e scoprire che dietro quel cuore c’è uno spirito vivo.
In questa fase verranno narrate alcuni momenti e scene che possono essere racchiuse nella definizione di Thriller fantasy, sospetti, indagini e enigmi che permettono al lettore di rimanere incollati costantemente nel libro.

Lo stesso autore aiuta noi fanciulli a capire queste linee di demarcazione, amplificate da schizzi a mano libera super accattivanti. Non ci sarà mai un cambio di scrittura effettivo ma veri e propri mutamente dei personaggi, consapevolezze e situazioni costantemente presenti. Come dico sempre, questo è un libro in continua crescita.

Nella seconda parte, forse più “rilassata” ed emotiva, abbiamo un processo di costruzione del corpo e della mente di Steve, la consapevolezza della sua diversità sarà tangibile e, soprattutto, accettata da se stesso perché consapevole di non essere diverso dalle altre persone, lui è speciale ma non vuol dire che deve essere catalogato come un mostro.

Qui riusciamo a scoprire il lato fantasy di Stefano, mi sentivo dentro alle scene di Hunder Games misto Harry Potter che non mi permetteva di staccarmi dalla storia…poveri miei occhi ahahahah. Qui troviamo uno Stefano più rilassato, quasi sognante, con scene super cinematografiche e fantasiose. Si capisce che questa parte mi piace?

Per finire la terza parte, un tripudio dei due generi precedenti con l’effettiva conclusione dei giochi. Mi fermo nel continuare per evitare qualsiasi tipo di spoiler ma dovete intuire subito che la terza parte, anche se sostanziosa, finirà in batter d’occhio perché l’autore ha descritto e narrato con una tale scorrevolezza che tutte le domande hanno una risposta e un finale diverso dal solito.

[L’essere umano è tutto fuorché semplice. Ci sono miriadi di variabili e motivi sul perché un uomo possa avere una reazione rispetto ad un’altra. Conoscere queste variabili vuol dire conoscere se stessi. In molti casi, oltre a meccanismi di difesa, ci sono in ballo anche altri sentimenti che generano questa alienazione. Forse proprio lo studio di questo effetto ne è la causa: alienazione, il sentirsi un alieno di un altro mondo. Tu, Steve, ti senti forse un alieno?]

Conclusione

Potete subito intuire che questa storia è stata di mio gradimento, anche se dovrebbe essere riletta per correggere alcuni refusi, il tutto è molto….ripeto…molto ma molto valido. I motivi?

– La costruzione della storia porta il lettore a non annoiarsi mai, muta e si adatta a qualsiasi circostanza dimostrando le capacità di Stefano di saper gestire in maniera egregia le situazioni.
– Il personaggio di Steve, essendo il più complesso, viene analizzato per tutta la durata del libro (giustamente e, aggiungerei, meno male), respiriamo le sue insicurezze e frustrazioni mutare in forza e coraggio dimostrando che nessuno di noi è diverso ma solo speciale.
– I personaggi secondari sono equilibrati sia per la narrazione che appoggio del percorso di Steve, nulla è messo a caso.
– Scrittura molto scorrevole. Non fatevi spaventare, come me, dalle dimensioni del libro perché si lascia leggere e vivere.
– Il messaggio finale, che non sto qui a dirvi perché sarebbe troppo spoileroso, anzi no… vi dico solo una cosa, Stefano a utilizzato uno dei miei motti della vita.

Il suo libro è come la vita…Imprevedibile 🙂

Faccio i miei complimenti a Stefano,
perdonatemi per la recensione lunghissima ma non potevo esimere dal narrare i dettagli importanti.

Noi ci vediamo per una nuova recensione della vostra CAPPELLAIA MATTA,
un bacio
Palma

P.s. questo è uno dei migliori libri del mio 2019. Punto. Non dico altro 🙂

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