Recensione – Di tutte le virtù – Virginia Dellamore

Scheda Tecnica

  • Titolo: Di tutte le virtù
  • Autore: Virginia Dellamore
  • Editore: More Stories
  • Genere: Historical Romance
  • Data di uscita: 22 aprile 2019
  • Copertina flessibile : 272 pagine
  • Cartaceo: 13,99 euro
  • Ebook: 2,99 euro
  • Kindle Unlimited: disponibile

Trama

Prudence Darcy non fa onore al proprio nome: è ribelle, caparbia, impulsiva e desiderosa di vivere intensamente. La madre fa di tutto per tenere a freno le sue stravaganze e ha imposto a lei e alla figlia maggiore, la dolce e bellissima Hope, di conquistare due facoltosi partiti e di fare due matrimoni eccellenti. Ma Prudence è anticonformista anche in questo: ben lontana dal temere la povertà e il disprezzo sociale, non desidera sposarsi per interesse e, anzi, non desidera sposarsi proprio. Il matrimonio, ne è certa, la priverebbe della libertà di cui ha bisogno più della stessa aria.
È con spirito spericolato, dunque, che Prudence si appresta ad affrontare la sua prima Stagione a Londra. Vuole divertirsi il più possibile, vedere luoghi nuovi e conoscere gente interessante, prima di tornare alla quiete del suo piccolo villaggio nel Derbyshire. Durante una festa in maschera ai Vauxhall Gardens, la sua fame di avventura pare trovare pane per i propri denti. Lì, infatti, incontra un uomo affascinante che la incuriosisce molto. Subito avverte una profonda affinità fra di loro: entrambi giovani, entrambi squattrinati, entrambi bisognosi di evadere da una vita di regole e rinunce. Se Prudence credesse al colpo di fulmine e non fosse scettica riguardo all’amore in generale, penserebbe quasi di aver perso la testa per il misterioso sconosciuto dagli occhi blu di cui conosce il nome, Lawrence, e poco altro. Ma Lawrence non è chi le ha detto di essere. Non si chiama neppure Lawrence, e non intende rivelare a nessuno la sua vera identità: quella di Lord Terence Auckland, un duca tutt’altro che povero, con molti ragionevoli motivi per voler mantenere l’anonimato.
Sullo sfondo di una Londra Regency allegra e gaudente, durante una primavera contraddistinta da imprevisti ora divertenti ora pericolosi, la storia di un legame inaspettato e inaspettatamente forte fra due anime più simili di quanto avrebbero mai immaginato.
Potrà, però, un’amicizia nata da una bugia trasformarsi in amore?

Recensione

Hello drunk! Oggi vi parlerò del secondo romanzo che ho avuto il piacere di leggere di Virginia Dellamore, ovvero “Di tutte le virtù”… sarò onesta… non ho moltissimo da dirvi. A settembre vi ho parlato di “un lord da conquistare” e, purtroppo, potrei fare quasi copia e incolla… come mai? Perché le storie di Virginia sembrano quasi tutte identiche, nonostante ci siano delle differenze sostanziali.

“Come ci si sentiva a fare quel che si voleva senza neppure provare a contare fino a dieci prima di farlo? Che sapore aveva vivere con coraggio? Quanto batteva il cuore a sovvertire le regole, a decidere da soli per se stessi e tuffarsi nel mondo senza paura di sbagliarsi?”

I protagonisti a prima vista hanno un carattere molto diverso ma gira che ti rigira la minestra è quella perciò vi do’ un consiglio: non leggeteli uno dopo l’altro ma usate le letture di Virginia come pause fra un periodo e l’altro, sono regency leggeri, sempre a lieto fine, divertenti, esilaranti e scritti bene!

Passiamo a questa storia (mi è piaciuta meno di “un lord da conquistare” ma tutto sommato l’ho trovata molto carina!): Prudence è una ragazza avventurosa, incurante delle regole e…straordinariamente alta…

“La titolare di quel nome altisonante […] era una ventenne dai lunghi capelli castani, nè brutta e nè bella ma di sicuro troppo alta.”

Questo aspetto mi ha colpito perché anche in “Un lord da conquistare” sin dalle prime pagine l’autrice sottolinea la straordinaria altezza della protagonista, come mai? Virginia se ci sei dammi un segno: perché è così importante che le tue protagoniste siano delle giganti? Cos’hai contro le basse? Rispondici!

Torniamo a noi… a parte questo dettaglio per me inutile, il resto della storia si svolge in maniera abbastanza scontata, abbiamo una madre pesante, una dolce sorella, la minaccia di una vita in povertà, i classici festini e il duro gossip della Londra regency, due cugini uno più bello e interessante dell’altro, lo sfacciato Lawrence e l’affascinante Terence, amori, passioni, dolori, fraintendimenti vari ed eventuali…insomma… non manca nulla! 

“Se voleva imparare cosa fosse l’audacia, doveva pur cominciare a rompere qualche equilibrio. Se voleva diventare un uomo, non poteva essere meno coraggioso di una ragazzina”. 

Nei self publishing capita di incontrare qualche refuso in più, ciò non dovrebbe capitare con c.e., all’interno di questo volume pubblicato da More Stories invece ne ho trovati circa una decina quindi… io consiglieri un occhietto di riguardo prima di mandare in stampa, anche la copertina non è nitidissima ma questi errori non li ho trovati nell’altro libro, segno che Virginia è già sulla buona strada (e che a volte il self supera la qualità di alcuni editori)! Per il resto trovo il suo stile molto leggero, ricco di metafore interessanti e con bei messaggi di fondo legati all’indipendenza femminile, tema molto attuale.

“Detesto che una donna debba per forza vendersi al miglior offerente! Una donna non può lavorare? Non può fare il dottore o l’avvocato come gli uomini? Dev’essere per forza una gran dama o una sguattera? Se non ci si può sposare con qualcuno che ci piace, non ci si dovrebbe sposare affatto e si dovrebbe far di tutto per mantenersi da sole trovando un lavoro coerente con le proprie inclinazioni!”

Il protagonista maschile è Lord Terence Auckland, un nome un destino …ragazzo tutto d’un pezzo, severo, austero, il Principe Azzurro per antonomasia eppure… eppure non è lui il mio uomo! 

“Non sottovalutare l’importanza del divertimento. Se mai mi sposerò, desidero una compagna che mi faccia ridere e me ne infischio se non è bella. La bellezza è sovrastimata se si abbina alla personalità di un cespo di spinaci, come sovente accade alle brave signorine da marito che frequentano i salotti buoni. Graziose, ben vestite, irreprensibili, ma non ce n’è una che non sembri un’ebete.”

Io AMO il cugino Lawrence! Lascio a voi l’elegante (e simpaticamente impedito) protagonista!
Per il resto è un romanzo ricco di messaggi positivi, amore, risate e spensieratezza! Un romanzo che vi farà viaggiare lontano nel tempo e nei luoghi, portandovi in un mondo da fiaba, fiaba è la parola corretta: i lavori di Virginia sono proprio delle fiabe antiche e moderne al tempo stesso, che ci fanno sognare e sperare quindi io vi consiglio di leggerli soprattutto se siete un po’ giù di corda, avranno il potere di farvi tornare il sorriso!

Al prossimo boccale di lettere, arte alla spina.

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