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Recensione – Tempi di quarantena – Debora Ferretti

Un volume di 60 pagine per raccontarvi i quasi due mesi di “clausura” attraverso 12 testi scritti che coadiuvano le 29 illustrazioni sui momenti salienti del lungo confinamento.

Scheda Tecnica

  • Titolo: Tempi di quarantena
  • Autore: Debora Ferretti
  • Libro illustrato a colori
  • Pagine: 60
  • Cartaceo: 12.00

Recensione

Cari lettori oggi ho il piacere di parlavi di un volume di sessanta pagine con dodici scritti che sono alternati con diverse illustrazioni che rappresenta appieno i momenti che tutti noi abbiamo vissuto e che stiamo vivendo a causa del Covid-19. Ringrazio di vero cuore la mia amica Jane per questo prezioso regalo, sicuramente è un libro che faro leggere un giorno ai miei figli per spiegare loro il nostro terrore e le nostre incertezze. Un libro che racconta come tutto ebbe, marzo un mese che mai avremmo immaginato potesse essere cosi terribili e destabilizzanti per tutto il mondo non solo per l’Italia. Non eravamo pronti e non lo siamo nemmeno oggi, le nostre vite sono cambiate, i nostri rapporti con ciò che ci circonda è cambiato.

“Credevamo che la nostra libertà non potesse venir meno, credevamo che il nostro potere decisionale non potesse mai essere soverchiato”

Debora Ferretti dedica questo libro a tutte le persone che in questo periodo hanno perso una persona cara. Quando ho letto questo il mio modo di vedere questa lettura è totalmente cambiato. Io come molti purtroppo, sappiamo bene cosa significa perdere una persona che abbiamo amato, una persona a cui non ci è stato concesso nemmeno un ultimo saluto. Brividi in sole quattro righe. Avete mai analizzato davvero cosa ha successo da marzo a oggi? Con il libro di Debora percorriamo tutti gli avvenimenti dal momento in cui la notizia del virus inizia a circolare.

“Nel giro di poco tempo, gli hashtag che tutti condividevano sui social non erano più #saturdaynight o #aperitivo time ma #IORESTOACASA e #CELAFAREMO”

Una guerra, il cui nemico è un fantasma, invisibile capace di colpirci da un momento all’altro. Persone prese dal panico e dalla confusione che inizialmente avevano scherzato su questo virus prendendo la cosa sotto gamba per poi ritrovarsi a fare i conti con una realtà dura e spaventosa. Il primo lockdown, i primi cambiamenti, persone che rivedevano le proprie priorità. Persone che non hanno visto in buon modo la quarantena, che diciamocela tutta se ne sono fregati causando altri problemi. Nuove precauzioni, dispositivi per proteggerci dal virus: guanti e mascherine (che non ci permettevano e non ci permettono nemmeno di respirare bene). Nei primi tempi il momento di libertà dalla quarantena era il momento in cui si doveva andare a buttare la spazzatura o far uscire il proprio amico a quattro zampe. Molto probabilmente prima nemmeno avremmo fatto a gara in famiglia a chi dovesse uscire per fare queste commissioni, per non parlare della spesa.

“Somigliava a una sorta di Hunger Games tutto in famiglia in cui il “tributo”, dotato di tutti i dispositivi di sicurezza necessari, afferrava la lunghissima lista della spesa e veniva spedito al supermercato”

Questo virus ha influenzato anche la vita lavorativa di molte persone che s’improvvisavano a casa per continuare il loro lavoro. Insegnanti, avvocati tutti si sono improvvisati nello “Smart Working” tranne a chi non era permesso come ai dipendenti dei supermercati sempre strapieni, alle forze armate e agli infermieri. Gli ospedali stra pieni e personale messo allo stremo delle forze. Non eravamo e non siamo preparati a tutto ciò. Per combattere la tristezza si sono organizzati diversi flashmob improvvisati a casa per rimanere uniti e dare sostegno a chi a differenza nostra non poteva rimanere al sicuro tra le quattro mura di casa. Tutte le persone di tutta l’Italia si sono unite per combattere un unico nemico: Covid-19. Il tempo passava e il problema non si risolveva, l’emergenza continuava. L’economia sempre più al rischio fino al giorno in cui ci hanno concesso una sorta di libertà sempre con le dovute precauzioni. Il modo di vivere delle persone non tornerà più quello di prima nella speranza che il buon senso prevalga sull’ignoranza. Tutto questo e molto altro ci viene fatto rivivere in queste pagine contornate da disegni meravigliosi che attraverso le loro figure e i colori ci portano a sorridere e a pensare alla speranza. Sono felice di aver avuto l’occasione di leggere questo libro illustrato e rivivere di nuovo quello che è successo negli ultimi mesi. Nella speranza che si trovi una cura e che tutti noi possiamo tornare alla nostra “normalità”.

Giada

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