Amministratrice @unteconlapalma · Collaborazione - Autori Emergenti · Collaborazione - Casa Editrice · intervista

Intervista – @nostalgye

Recensione

1. Benvenuta nel blog Un tè con la Palma, presentati brevemente e descrivi il tuo carattere con un aggettivo.

Ciao Palma e ciao lettori! Mi chiamo Paola D’Aurizio e sono l’autrice del romanzo “Non c’è tempo per la nostalgia”. Vivo a Roma, ho 26 anni e credo che l’aggettivo che più mi rappresenti sia sicuramente “intricata”. 

2. Come nasce questa storia? 

La storia presente nel romanzo parte e prende sicuramente spunto dalla mia vita e da alcune esperienze (successivamente romanzate) che purtroppo o per fortuna mi sono ritrovata a vivere.

3. Quanto tempo hai adoperato per studiare e costruire questa storia?

E’ stata una storia che è andata quasi costruendosi da sola, ho dovuto “solo” fare un po’ d’ordine interiore e capire realmente cosa stesse accadendo in me in quel determinato anno, periodo in cui, in maniera del tutto scostante, ho proceduto alla stesura della prima bozza.

4. In quale personaggio traspare la tua personalità?

In quasi tutti i personaggi presenti nel libro c’è un po’ di me, di ciò che vorrei essere e di ciò che non vorrei essere mai, eppure, il personaggio che ho sempre sentito più vicino alla mia persona, è, senza ombra di dubbio, Carole.

5. Quale consiglio offri ai futuri lettori che si prestano a leggere la tua storia?

Prima di aprire fisicamente il libro e leggere tutto ciò che nasconde al suo interno, siate gentili con voi stessi. E’ un romanzo crudo quanto delicato e nulla è come sembra, partite da questo presupposto.

6. Un aneddoto di questa storia?

L’idea di questa storia è nata durante uno strano pomeriggio di settembre di circa tre anni fa, in cui, passeggiando per le rive del Lungotevere a Roma, iniziai a riflettere sul fatto che, questa città, come me, possiede un lato nascosto agli occhi dei più, che ha quasi paura di venir fuori, ed è proprio su di esso che ho messo in piedi la trama, mattone dopo mattone. Conoscerete una parte di Roma (e di conseguenza di me) inedita.

7. Quanto, i tuoi studi, hanno influenzato la narrazione degli eventi e l’atteggiamento di ogni singolo personaggio?

Molto, moltissimo. Dapprima di essere una studentessa di psicologia posso definirmi sicuramente molto analitica, introspettiva. Ho da sempre ricercato il senso delle cose, osservato tanto, ascoltato tanto, tutto ciò che mi circonda ma soprattutto gli altri.

8. Quale messaggio desideri trasmettere?

Abbiamo bisogno di tuffarci appieno nella vita, di lasciarci e lasciar andare, di saper camminare da soli cercando nello stesso momento di restare integri, anche se i nostri pezzi potrebbero risultare sparsi qui e lì.

9. A chi consigli il tuo libro?

Lo consiglio a tutti coloro che avranno voglia di fare un viaggio dentro se stessi, di essere empatici e di accogliere -finalmente- certi dolori.

10. Considerando il primo volume, e la sua conclusione, hai qualche curiosità da dirci per il seguito?

“Non c’è tempo per la nostalgia” ha un finale aperto e sono state volutamente lasciate in sospeso delle situazioni che molto probabilmente il lettore vorrebbe conoscere subito, eppure, verranno snocciolate nel sequel. Non odiatemi, ne varrà la pena!

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