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Fuori dal Tomo – Nemèria – La seconda Rivolta degli Orchi – Sara Cremini _ Personaggio: Anasawi

NemériaLa Seconda Rivolta degli Orchi

Cinque razze popolano l’antico e affascinante mondo di Neméria: maghi, streghe, nani, elfi e orchi. Questi ultimi sono gli unici a non possedere alcun potere magico. Per questo motivo, il generale orco Krusher è deciso più che mai ad entrare in possesso della magia. Un potente oggetto, chiamato Token, potrebbe fare la differenza e portare gli orchi a prevalere sulle altre razze. Gli unici che possono opporsi a questo temibile nemico sono cinque giovani avventurieri: il mago Luis, la strega Anasawi, gli elfi Mairy e Kiran e il nano Gelawgi. L’esito di questo inevitabile scontro sarà nelle loro mani ed essi avranno bisogno di tutto il coraggio necessario per sconfiggere Krusher. Riusciranno a rimanere sempre fedeli ai propri princìpi? Un piccolo grande romanzo high fantasy che vi terrà incollati alle pagine, dalla prima all’ultima, con un finale improvviso e inaspettato che vi lascerà in trepidante attesa del capitolo successivo.

Recensione -Neméria_La Seconda Rivolta degli Orchi – Sara Cremini

Autori tra le righe – @lecronachedinemeria

Oggi abbiamo l’onore di conoscere Anasawi, direttamente da: “La Seconda Rivolta degli orchi”, personaggio del primo volume della saga high fantasy: “Le cronache di Nemèria”. Di Sara Cremini, pubblicato il 4 Settembre 2018 dalla casa editrice Europa Edizioni. Libro vincitore del premio Miglior Libro (Dickens Book Award) il 25 Aprile 2019.

Come abbiamo fatto ad incontrarla? Semplice! Anasawi è fuggita via dall’inchiostro per venirci a parlare di sé, del resto “Fuori dal Tomo” nasce per questo, per dare spazio ai personaggi!

Salve e benvenuta signorina Anasawi! Spero non le dispiaccia se la definisco in codesto modo, siccome non conosco la sua età e la sua situazione sentimentale! Su si accomodi e si metta a suo agio. Ci parli un po’ di lei e del suo ruolo all’interno della storia.

«Sì, emmm, salve a lei. Io non sono molto abituata alle interviste, ecco… diciamo che mi agito sempre un po’ quando devo fare queste cose. Ops, che sbadata, mi sono inciampata nel mio vestito, ihihihi. Ecco, ora riesco finalmente a sedermi. Stavamo dicendo? Ah, sì! Mi ha chiesto di parlare un po’ di me. Sono felice che mi abbia chiamata signorina, in effetti sono ancora molto giovane, ho solo cinquantanove anni! Perché fa quella faccia? Ah, non sapeva che a Neméria l’età non funziona come sulla vostra terra? Potremmo dire che i miei anni corrispondono circa ai vostri 25-30. Non sono molto ferrata in matematica. Ok, mi sto perdendo come mio solito. Sono un pochino logorroica, non so se l’ha notato. Signorina va bene, anche perché essendo giovane non sono ancora sposata. Naturalmente mi piacerebbe trovare l’amore, ma per ora sono molto concentrata sulla sperimentazione e l’esercizio dei miei poteri magici. Il mio ruolo nella storia non l’ho ben capito nemmeno io. O meglio, so che mi hanno chiesto di intervenire per il bene del mio mondo, ma preferirei non svelare troppo. Rischierei di dire cose che, per contratto, devo tenere per me!»

Uh, davvero interessante! Dalle mie fonti, sono a conoscenza che la sua è una magia di origine bianca e che i suoi poteri sono attivi da poco. Cosa significa questa cosa? In realtà lei non sarebbe una strega?

«No, no, no! Certo che sono una vera strega, come può pensare il contrario! Solo che, per vari motivi, la mia scintilla magica si è attivata molto tardi. Per un po’ sono stata convinta di aver ereditato il sangue anamagico degli orchi, pensi lei. Invece mi sbagliavo, ahahahah. Si, bene, tornando a noi, la mia magia è bianca, infatti non sarei per nulla capace di compiere fatture malvagie e di questo ne vado molto fiera!»

Come personaggio di un libro, avrà sicuramente le sue amicizie e inimicizie. Ci può rivelare con quale compagno o compagna ha più legame e perché? Ho sentito nominare un certo Luis… ci può rivelare degli extra?

«Luis? Che ha sentito a proposito di Luis? Emmm, non c’è proprio nulla da dire. È un mio amico, mi sta simpatico, anche se non ha molto senso dell’umorismo, ed è un mago molto capace. Comunque, non mi soffermerei troppo sulla sua persona, sia mai che legga questa intervista e pensi che io provi qualcosa per lui. No, no, no, assolutamente. È un caro amico e nulla più. In generale, devo dire che mi trovo molto bene con tutti i miei compagni. Con Mairy ho fatto molta fatica a legare, inizialmente, ora credo di poterla definire un’amica. Kiran è Kiran. Mi sta molto a cuore. È un principe molto premuroso, sa? E poi c’è Gelawgi! Dovrebbe proprio conoscerlo: è così simpatico, spontaneo e solare. Poi ama molto gli animali, cosa che apprezzo tanto in lui! Le dico la verità, sono tutti e quattro molto preparati in campo magico ed io mi sento un po’ imbranata rispetto a loro. Ciò che apprezzo di più dei miei amici è la loro capacità di aiutarmi e farmi sentire parte del gruppo anche quando mi sento inutile. Oh caspiterina, sto diventando tropo noiosa!  Mi scusi!»

Nemèria è il mondo in cui si svolge la storia ed è popolato da cinque razze diverse. Come si vive all’interno di un mondo con popolazioni così diverse?

«Io ci vivo molto bene. Ho passato la maggior parte della mia vita a Piana Stregata, la città delle streghe, ma devo dire che da quando ho intrapreso questo nuovo viaggio ho potuto vedere posti bellissimi e incontrare persone molto interessanti. Di ogni razza, naturalmente. Certo, ognuna delle nostre razze ha caratteristiche proprie, ma, in fondo, siamo tutti diversi, in generale, giusto? Dalla faccia che sta facendo ho capito che non mi sono spiegata molto bene… quello che intendo è che la diversità è ciò che rende unico ognuno di noi e allo stesso tempo ci rende uguale agli altri. Nella nostra diversità tutti abbiamo dei pregi e dei difetti, quindi non ci si annoia mai. Mi piace conoscere persone nuove, appartenenti a tutte le razze. Ho legato meno con orchi e orchesse, ma non per mia diretta volontà. Spero ci sia modo di rimediare in futuro.»

Capisco. Nel libro si parlerà anche del Token, un potente oggetto che potrebbe fare la differenza in mani sbagliate. Vuole spiegarci, anche con spoiler se può, che cos’è e a cosa serve realmente?

«Beh, come le dicevo prima, per contratto non posso rilasciare spoiler, però penso di poterle dire qualcosa sul Token. È un oggetto terribile! La sua forma è brutta, sembra un bastone con degli artigli, e il fatto che possa rubare la magia ad una razza per donarla ad un’altra me lo rende ancora meno simpatico. È stato creato  da un mago dalla levatura morale e magica davvero elevata… per questo ancora non mi spiego cosa lo abbia portato a creare un oggetto simile… posso aggiungere che, nel libro, si potrebbe trovare risposta a questa domanda. Non è uno spoiler questo, vero? Per gli Dei, spero che non lo sia!»

Accidenti! Sembra roba tosta, vi auguro il meglio per le vostri sorti future! Ma ora ritorniamo a lei, siccome siamo qui per conoscerla meglio: come si definirebbe in tre parole e perché?

«Simpatica, volenterosa e chiacchierona. Simpatica perché mi piace molto l’ironia e spesso mi ritrovo spontaneamente a fare battute di spirito. Volenterosa perché non mi sono arresa di fronte alla mia inesperienza e provo sempre a mettermi in gioco. Chiacchierona… beh, visto che mi sta intervistando e la sto sbrodolando di parole, non credo di doverle spiegare il perché mi definisco così! Ahahah!»

Visto che ormai abbiamo preso il giro…ci vuole confidare un suo segreto?

«ummm… mi ci faccia pensare un attimo… io non ho molti segreti perché sono una strega che ama la verità e la sincerità… però… in effetti una cosa c’è… non ho mai avuto un primo amore… Per gli Dei, che imbarazzo! Sono diventata tutta rossa, vero? Beh, non devo vergognarmene, si vede che non ho ancora incontrato la persona giusta!»

Visto che siamo qui per dare spazio a voi personaggi, ci vuole dire che rapporti ha con la sua scrittrice? Ha qualcosa da rimproverarle?

«Con Sara ho un ottimo rapporto. Potrei dire che ci assomigliano davvero molto, in tanti aspetti. Abbiamo per lo più gli stessi pregi e gli stessi difetti. Quindi ci troviamo molto bene quando ci confrontiamo, ecc. Naturalmente, come in tutti i rapporti, anche nel nostro ci sono delle cose che non sempre vanno bene. Forse perché ci frequentiamo troppo, ahahah! Una cosina da rimproverarle l’avrei, ma sono sicura che si tratti di spoiler. Posso solo dirle che sono molto arrabbiata per un segreto che ha tenuto e mi ha letteralmente spiattellato addosso solo nelle ultime pagine del libro. Quella cosa poteva proprio evitarsela. Mi ha molto ferita. Spero che si decida a rimediare! Mi spiace ma non posso aggiungere altro!»

A suo parere, come reputa sé stessa all’interno della storia? Invidia la posizione di altri personaggi o è contenta del suo ruolo? Le piace il carattere assegnato?

«Sono molto felice del ruolo che Sara ha scritto per me. Ovviamente alcune cosucce le avrei scritte diversamente. Avrei preferito essere più coraggiosa o magicamente preparata, per esempio. Pensando alla storia, per come si è sviluppata fino ad ora chiaramente, posso affermare che considero il mio ruolo molto rilevante all’interno della narrazione e che, nonostante le piccole cose che avrei scritto diversamente, mi ritengo per lo più soddisfatta del carattere che mi è stato assegnato. Se avessi potuto scegliere io, forse mi sarebbe piaciuto di più interpretare il ruolo del nano Gelawgi, proprio perché è molto simpatico ed il suo potere è legato al rapporto con la natura e gli animali. Però sono felice di essere la strega Anasawi, me lo lasci dire!»

Siamo arrivati purtroppo alla fine. Perché secondo lei, nonostante tutto quello che abbiamo raccontato finora, dovrebbero acquistare e leggere questo libro? Provi a convincere chi è ancora dubbioso!

«Secondo me Nemèria La Seconda Rivolta degli Orchi è un buon libro perché può parlare a tutti, grandi e piccini. Il linguaggio è scorrevole, la storia fila liscia e permette di svagare con la mente per qualche ora. Credo anche che Sara abbia inserito alcuni messaggi davvero interessanti nella trama. E poi, il mondo di Neméria è di per sé unico e magico. Mi piacerebbe davvero tanto che sempre più persone venissero a visitarlo: a mio avviso, ne vale la pena!».

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