Recensione – “Oui, chef!” – Giulia Ungarelli, J.S. Clarke

 Come state passando queste giornate dal sapore dolcemente natalizio? Ebbene non siete abbastanza pronti alla bellezzitudine e gioiosità (ma esiste questo termine? Concedetemi il beneficio del dubbio) della scrittura a quattro mani, delle due donzelle più fantasmagoriche del circondario….ma Palma, tutto bene? Yessss fanciulli perché sono tanto euforica, quanto contenta, di presentarvi quel libro inaspettato, delirante ma di un divertente che neanche le barzellette dette durante il cenone, posso eguagliare. Pronti? Oui, Chef!

Scheda Tecnica

  • Titolo: “Oui, chef!”
  • Sottotitolo: Un bistrot sotto l’albero
  • Autrici: Giulia Ungarelli, J.S. Clarke
  • Genere: romance contemporaneo/umoristico
  • Editore: Independently published
  • Data pubblicazione: 19 dicembre 2020
  • Copertina flessibile: 253 pagine
  • Cartaceo: 8,50 euro
  • Ebook: 0,99 euro
  • Kindle Unlimited: disponibile

Trama

C’era una volta Lavinia, che in un freddo giorno di dicembre parte dalla sua bella Roma e si reca a Parigi, per conoscere le ultime volontà del defunto zio Piero, in arte chef Pierre.
Giunta in una rù de qualcosa scopre però di non essere la sola persona attesa dal notaio. Seduto accanto a lei c’è un “cucinalumache” che, per quanto carino, la fissa in modo strano.
Lui è Damien, le lumache le cucina per davvero e non ha mai conosciuto una ragazza tanto rozza. Possibile che la nipote del suo maestro non abbia preso nemmeno un briciolo di savoir-faire dallo zio?
Tra la romana senza peli sulla lingua e lo chef parigino sono subito scintille, ma faranno meglio a domarle al più presto, perché la sorte de “Le chat froissè”, il bistrot lasciato in eredità a entrambi da zio Piero, dipende dalla loro collaborazione.
Tra una carbonara e una soupe à l’oignon riusciranno a deporre le armi?
Dopotutto è quasi Natale.  

Recensione

Proprio come una fiaba, torniamo con i piedi per terra e conosciamo le sventure dei due protagonisti, legati da una eredità un po’ ingombrante. Da una parte abbiamo la romanaccia Lavinia che si destreggia con ogni forma di lavoro possibile ed inimmaginabile, vivendo sempre in bilico tra bollette e la sua nonnina, dall’altra Damien che si ritrova a sostenere un ristorante sull’orlo del crollo fallimentare. Le premesse sono disastrose?????? Naaaaa, giusto quel tanto che basta, per una storia fatta per strappare un sorriso e un pensiero.

Cosa ne penso di questo libro? Principalmente credo, senza tanti giri di parole, che le due donzelle si sono incastrate alla perfezione, creando due personaggi sfaccettati, divertenti e dall’attrazione fatale. Un gioco di sguardi, frecciate che “Cupido spostate proprio”, lasciando il lettore incuriosito, divertito ma velocemente coinvolto perché la scrittura fresca e immediata, toglie la scena ad ogni inutile dettaglio superfluo. Ogni cosa è incastrata bene, giustificata e argomentata. I personaggi sono costruiti in modo tale da rimanere nel tempo e la storia vi tiene incollati fino alla fine, cosa volete di più? Io? Mi accontento di una Damien ahahah.

Tratte per qualche problema per l’impaginazione che vive di vita propria, il resto è deliziosamente perfetto e vi consiglio di leggere questa storia fatta di speranza, allegria e quel pizzico di trash che non guasta mai. Parola della Cappellaia Matta.

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