Segnalazione – Candlee Cane at Christmas – Melissa Spadoni

Clark interrompe il mio delirio incessante con un bacio che sa proprio di menta piperita e zucchero. Di neve e di Natale. Sa di lui, di me e di noi.
Le sue mani calde e grandi mi avvolgono le guance e mi inclinano di più la testa all’indietro, in modo da approfondire la sua dolce invasione e farmi smarrire totalmente in lui e in questo attimo.
Non c’è nient’altro.

Scheda Tecnica

  • Titolo: Candlee Cane at Christmas
  • Autore: Melissa Spadoni
  • Editore:‎ Independently published
  • Data pubblicazione: 11 novembre 2022)
  • Genere: Commedia Romantica
  • Pagine: 115
  • Ebook: 1 euro
  • Cartaceo: 10,00 euro

Trama

Piacere, mi presento: mi chiamo Candee e odio il Natale.
Lo so che ora tutti voi starete storcendo il naso, e mi starete additando, perché in teoria questa dovrebbe essere una storiella natalizia e io dovrei esserne la protagonista, ma così è, potete pure pensare che io sia una persona brutta, cattiva e persino antipatica, ma a me non importa.
Ho i miei buoni motivi per odiarlo, credetemi.
E non cambierò di certo idea per voi, né per la mia migliore amica, o per il mio pesciolino rosso che mi fissa tutto giudicante dalla sua boccia di vetro, né tantomeno per il primo bell’imbusto con l’uniforme da pilota di linea che entra nel mio albergo, con profondi occhi color topazio e il sorriso seducente.
Oh, proprio no!
Può dire e fare tutte le moine che vuole, tanto io non cederò mai ai suoi tentativi di rabbonirmi nei confronti di questa festività sopravvalutata, né, tantomeno, a lui e ai suoi modi fascinosi.
Forse…

«Ida…»
«Andiamo, Candee! Che male c’è se ti piace un ragazzo e tu piaci a lui? Tanto più se questo ragazzo è un fico spaziale, che fa il pilota di linea, con un fisico da paura e un sorriso da sciogli mutande?».
Raddrizzo la schiena e mi fisso sul piccolo anello in argento che porto al dito medio destro. Lo faccio girare attorno alla falange sovrappensiero. «C’è di male che quasi certamente non fa sul serio e anche fosse, probabilmente domani sera, o al massimo fra due giorni, se ne torna a casa sua. In California».
«E allora?».
Sbuffo. «Non sono quel tipo di persona. Lo sai. Non sono brava nel lasciarmi andare. Mai stata. Ci metto un secolo per permettere a qualsiasi persona di avvicinarsi a me. Figuriamoci acconsentire a qualcuno di entrare in contatto con le mie parti intime».
«Tra un po’ avvizziranno e cadranno, quelle parti intime, se continui a lasciarle inutilizzate».
«Non sono inutilizzate».
«Il tuo vibratore non conta».
Storco naso e bocca. «Per me, sì».

«È per questo che non ti piacciono i dolcetti natalizi?».
«I dolcetti, le canzoni…»
«E il Natale?».
Sta per rispondere, quando all’improvviso l’ascensore ha un forte scossone che ci fa ribaltare in avanti e poi si fa tutto buio.
«Oh… cazzo…» dimeno le mani, alla ricerca di un appiglio. «Non si vede niente!» cerco, cerco e finalmente trovo qualcosa.
Qualcosa di caldo e favolosamente morbido sotto i miei palmi. Ma che…
«Ahm… ti… ti serve qualcosa?».
«Qualcosa?».
«Perché, se cercavi la tastiera dei pulsanti, per chiamare la portineria, ti avviso, non è questa».
«Io…» mi blocco.
Mi blocco perché ho finalmente compreso cosa sto tastando, o meglio, palpando. Ho letteralmente le mani compresse attorno a due sfere sode e morbide al contempo e che mi riempiono i palmi.
Il suo seno.
«Uh!».
«Già. Uh…» si schiarisce la gola. «Hai intenzione di spostarle da lì?».
«Non saprei…» mi succhio la bocca. Sto seriamente iniziando a prenderci gusto.

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