Recensione – Mademoiselle Coco e il profumo dell’amore – Marly Michelle

“Aveva imparato che l’ordine cistercense considerava il cinque un numero dal valore simbolico, l’incarnazione pura e perfetta delle cose. Le rose avevano cinque petali […] L’essere umano aveva cinque sensi e le cinque stigmate di Cristo venivano ricordate in ogni preghiera. […] Il cinque rappresentava anche il numero dell’amore e di Venere, la somma indivisibile del numero maschile, il tre, e di quello femminile, il due.”

Scheda Tecnica

Trama

Parigi, 1919: a trentasei anni Coco Chanel è già un’icona di stile e tutte le signore si contendono le sue audaci creazioni, simbolo di una donna moderna, sensuale anche quando indossa i pantaloni. Gli anni di povertà in cui Coco era soltanto Gabrielle, un’orfana abbandonata in un convento, sembrano ormai alle spalle, eppure le sue umili origini continuano a perseguitarla, tanto che il grande amore della sua vita, l’aristocratico inglese Boy Capel, la adora ma non rinuncia a un matrimonio di interesse. Quando Boy muore in un tragico incidente, Coco sprofonda nella depressione, finché, durante un viaggio a Venezia, un impresario russo le offre un fazzoletto che emana il profumo più inebriante che abbia mai sentito: un’essenza realizzata per la famiglia degli zar, e divenuta introvabile dopo la rivoluzione. Coco non ha dubbi: è questa l’eau de l’amour che desidera ricreare in ricordo del suo innamorato. Rientrata a Parigi, nemmeno il turbine di feste e nuove passioni – come quella per il grande musicista Stravinskij – riescono a distoglierla dalla sua ossessione. Sarà l’incontro con il granduca russo in esilio Dmitrij Romanov, con cui fuggirà in Costa Azzurra, a metterla in contatto con un noto profumiere che la accompagnerà nella ricerca della fragranza perfetta. Coco sente finalmente di essere a un passo dal suo obiettivo: la creazione di quello che diverrà il profumo più esclusivo e desiderato di ogni tempo, Chanel N° 5…

Recensione

Salut Etoile, oggi vi parlo di un libro che volevo leggere da tanto tempo e che, finalmente, ho trovato in offerta, 2 tascabili giunti a 9.90: Mademoiselle Coco e il profumo dell’amore. Ci troviamo a Parigi, 1919, Chanel ha 36 anni, è un’icona della moda, impossibile credere che una povera orfana sia a capo di un impero tanto vasto, Coco è la dimostrazione che il talento paga. Il libro, però, parte dal momento più tragico nella vota di Coco: la morte dell’amatissimo Boy Capel, suo storico amante. Il lutto fa sprofondare la grande stilista in una tetra depressione, dalla quale solo l’idea geniale di creare un profumo unico, che possa fungere come monumento del loro amore, sembra poterla ridestare. 

“Boy non c’era più. E all’improvviso l’unica cosa che contava era rivederlo. Forse per capire se era morto davvero. Forse per convincersi che non aveva sofferto. Voleva vegliare sulla sua bara. Era il suo uomo, non suo marito, ma comunque la parte più importante della sua vita. Anzi… lui era la sua vita. 
Senza Boy, niente aveva più significato.”

Un romanzo scritto davvero bene, scorrevole, appassionante, vivace ed emozionante, che non annoia mai, con dialoghi e descrizioni ben bilanciati e personaggi davvero ben caratterizzati, soprattutto se pensiamo che non sono inventati ma storici. Infatti incontriamo Misia Sert, musa della Belle Époque; Sergej Djagilev, impresario dei Ballets Russes che collezionò successi internazionali; Igor Stravinskij, uno degli esponenti più significativi della musica moderna; Dmitrij Pavlovič Romanov, discendente dello zar di Russia; sua sorella Marija Pavlovna Romanova; il grande profumiere François Coty, ancora oggi la sua casa produce profumi per Calvin Klein e Chloé; Ernest Beaux, che divenne capo profumiere per Chanel; Jean Cocteau, uno dei più importanti poeti francesi; Pablo Picasso, che non ha bisogno di presentazioni.

“(Coco Chanel) Aveva abbastanza soldi per sostenere gli artisti e la loro arte; un compito di gran soddisfazione. Meno apprezzabile era il fatto che Stravinskij, al contrario di Gabrielle, fosse un nottambulo. Dopo il concerto, infatti, non aveva accennato a voler abbandonare la suite. […] Lo sguardo del compositore era stato un po’ troppo profondo, la stretta di mano troppo lunga e il bacio di congedo troppo ruvido.”

Il romanzo abbraccia un arco temporale che va dal 1919 al 1921, anno di nascita dello Chanel n.5, l’autrice, con maestria e dopo attenti e approfonditi studi, romanzano ovviamente qualcosa come è giusto che sia, ci mostra la vita di Chanel in quel periodo, il dolore, i nuovi amori, le amicizie, il suo stile di vita, la depressione, la forza, la nostalgia, le insicurezze, con una delicatezza unica, il tutto calato in un perfetto quadro storico.

” Carestie e malcontento per il governo dei bolscevichi avevano portato agli scioperi dei lavoratori […] il popolo rivendicava nuove elezioni […] si parlava di un ritorno al potere dei Romanov in una Russia democratico-parlamentare improntata sul modello della monarchia britannica. Era quello per Dmitrij il momento di far valere i propri diritti. Ma lui era in viaggio con Coco Chanel, e i suoi sostenitori dovettero pazientare fino al suo rientro a Parigi”. 

È un romanzo storico ma anche d’amore e, a tratti, formazione, ogni passaggio è ben spiegato e ha soddisfatto la mia curiosità sulla stilista francese. So che Michelle Marley ha scritto altri volumi dedicati ad altrettante grandi donne del passato, non vedo l’ora di leggerli ma, nel frattempo, vi consiglio caldamente questo: non ve ne pentirete.

@raffaella_iannecebonora_author

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