Recensione – Fenix e la chiave di Moses _ Il Torneo di Hûn – Mariella E. Loi

Non vi erano lune a Inferia e, forse, quella era una delle poche cose che invidiava di Miriël, il regno degli elfi.

Scheda Tecnica

Trama

Fenix, giovane figlia di Adham, per metà umana e per metà elfa, ha passato gli ultimi tre mesi della sua vita a Miriël, lontana da casa e da sua madre. Lì ha potuto frequentare i Giardini, la scuola elfica per eccellenza, e conoscere alcuni dei figli di Minhar che popolano Ethernity, la capitale degli elfi. I tre giorni di licenza a casa provano però Fenix nell’animo: è venuta a conoscenza di una triste verità riguardante suo padre e l’amicizia con Andrew ha preso un taglio decisamente inaspettato. Con il cuore in subbuglio, la Ragazza di Luna torna ai Giardini sempre più decisa a scoprire chi sia il suo tutore. La luminosa capitale degli elfi, però, sta per essere inghiottita da un’oscurità proveniente da un sanguinoso passato, e i Corvi, seguaci del crudele Tragokadon, si stanno adoperando per farle strada. Inoltre, le insidiose prove del Torneo di Hûn si avvicinano, e Fenix ha deciso di parteciparvi, sicura del supporto dei suoi amici. Ma se si sbagliasse? Perché nulla è ciò che sembra…

Recensione

Benvenuti fanciulli e bentornati a Ethernity, insieme a Fenix e la combriccola dei protagonisti, conosciuti, apprezzati e odiati nel primissimo volume della serie, reduce da un colpo di scena che aveva lasciato stupore e incredulità in noi lettori. Ovviamente essendo il seguito, se volete recuperare Fenix e la chiave di Thuta, vi lascio la recensione lucciosamente splendente:

Dopo una necessaria introduzione del mondo Ethernity, della suddivisione dei relativi personaggi, nelle seguenti casate, dobbiamo capire il vero rientro di Fenix. Come ci si sente a ritornare a casa? Effettivamente può chiamarla ancora casa? Tramite alcuni dialoghi, che precedono il rientro alle lezioni, la ragazza potrà percepire alcuni silenzi troppo assordanti e domande ulteriori sulla sua vita, passato e presente. Alcune rivelazioni, metteranno in serie difficoltà le poche certezze maturate dalla ragazza argentata. Non c’è tempo, dobbiamo ritornare ai Giardini.

Ecco che scopriamo l’origine del titolo: ecco signori, potete ammirare e (se siete abbastanza coraggiosi) partecipare, al Torneo di Hùn. Nato come una “platonica” alleanza tra allievo e maestro, ogni coppia che prende parte ai giochi, dovrà superare tre prove articolate in maniera progressivamente complessa (ovvio perché mai una cosa semplice, no? ahahah) per rendere invalicabile il rapporto tra i componenti. Cosa succederà? Fenix cosa riuscirà a scoprire di nuovo nella sua vita magicamente complessa? Riuscirà a capirci qualcosina del suo cuore galoppante (capirete durante la lettura del libro)?

Cosa ne penso? Essendo presente una vera mappa “strutturale” creata dal primo volume, sicuramente le dinamiche sono maggiorate da un imminente torneo e relativa preparazione. Tutto scorre in maniera più ritmata e frenetica, rimanendo coerente con la scrittura estremamente pulita dell’autrice. Avrete diverse dosi di “spiegoni” più improntati a fortificare alcune risposte passate, ma principalmente per ampliare il divarico di visuale su alcuni personaggi (primari…occhio). Tra allenamenti e lezioni, cominciamo a intravedere maggiormente il carattere di Fenix e quanto ha saputo legare con quelle persone che vedeva così lontane da lei. Riesce a distinguere in maniera nitida, il suo “benessere” vissuto a Ethernity e nei Giardini e quello con la madre, maturando come personaggio e ragazza. Senza tralasciare la vena roooosaaaaa che ci piace e tifiamo come cheerleader accanite (ammetto le mie debolezze ahahah)… non negate le vostre nuove preferenze, perché veeeee sgamoooo ahahah.

Inizierete ad empatizzare con diversi personaggi secondari, messi in risalto dal maggiore spazio presente in questo secondo volume. Respirate maggiormente il valore dell’amicizia, introdotto ampiamente e reso concreto in ogni piccolo dialogo. La differenza di pensiero, carattere e filosofia, riesce a offrire un quadro dolce amaro della vita. Molto apprezzato dalla sottoscritta.

Se nel “La gemma di Osiris” avevo notato una marginale presenza magica, Mariella E. Loi a puntato a gamba tesa con un bel Torneo frizzicarello, che rievoca piacevoli ricordi dentro di me e sottolineo testualmente la mia stessa citazione tratta dalla precedente recensione: “Troverete delle piccole sfumature dal sapore di deja-vu tra film e libri conosciuto da molti, i riferimenti sono superficiali ma presenti. Personalmente non risultano fastidiosi ma sono tenuta a specificarlo.” Visto il confronto con alcune lettori della serie, confermo la mia visione di tratti “rievocativi” ma se prendete la lettura come un piacere, piuttosto che come un complotto, risulterà avventuroso e dolce.

Nota di merito: avrete un quadro delle quattro stirpi in base all’elemento terreno: terra, fuoco, acqua e aria. Illustrando ogni aspetto specifico, troverete questa “mappa concettuale” super utile per comprendere al meglio le peculiarità. E poi, vogliamo parlare del dizionario della lingua Elfica? Io volo altissimo. Per finire? Volete scoprire il vostro LAPIS VITAE? Potete scoprirlo solo acquistando la vostra copia. Cosa state aspettando?

Siete pronti al terzo? Io sono carica e vi terrò aggiornati.
Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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