Recensione – Trovami nel sole – Silvia Montemurro

Frase del giorno: Non mereo dolore. Questa è una mia frase preferita. Significa che non merito di soffrire. Nessuno lo merita. Sarebbe da tatuarsela addosso, cosi che tutti quelli che ti trattano male la possano vedere. Non mi merito di soffrire. Tu non mi farai del male. Mai più. Siamo al mondo per essere amati, siamo qui per stare bene.

Scheda Tecnica

  • Titolo: Trovami nel sole
  • Autore: Silvia Montemurro
  • Sequel: Cercami nel vento
  • Editore: ‎Sperling & Kupfer
  • Data pubblicazione: 12 luglio 2022
  • Genere: New Adult, Narrativa
  • Copertina flessibile: ‎198 pagine
  • Cartaceo: 16,05 euro
  • Ebook: 9,99 euro

Trama

Dopo essere sopravvissuto alla più terribile delle tempeste, l’amore tra Camilla e Teo sembra non poter naufragare mai. Ma il destino, si sa, talvolta è pieno di sorprese e può creare le circostanze più inaspettate. Infatti, durante una vacanza in Sardegna, tra giornate trascorse in riva al mare ed escursioni in cerca di panorami mozzafiato, Camilla si avvicina a Michele, il gemello di Teo, che, con la sua chitarra e il suo sorriso solare, si conquista pian piano uno spazio sempre più grande nel cuore della ragazza. Con il rientro a Santa Croce, la situazione si complica: Teo e Camilla sono costretti a interrogarsi sulla loro relazione, sul sentimento che li unisce, su ciò che si aspettano dal futuro. Pur tra mille difficoltà e incertezze, sceglieranno di rimanere l’uno accanto all’altra o preferiranno dirsi addio?

Recensione

Benvenuti fanciulli in questa nuova recensione dedicata al più atteso sequel del periodo. Silvia Montemurro ritorna nelle librerie con Trovami nel sole, volume che segue il celebre Cercami nel vento, opera ampliamente argomentata sul blog. Per ovvi motivi, se non avete ancora recuperato il precedente volume, vi consiglio di non continuare perché rischiate di scoprire troppe informazioni importanti e fulcro centrale della storia.

Rimasti colpiti e profondamente emozionati dalla conclusione della storia di Camilla e Teo, un po’ tutti erano vogliosi di scoprire cosa sarebbe successo dopo, come la ragazza avrebbe gestito la malattia e le relative ripercussioni e come lo stesso Teo poteva assorbire ogni cosa. Assaporando il magnifico magnetismo delle terre sarde, Camilla rimane ammaliata dal senso di libertà provocata da un mondo cosi incontaminato come la Sardegna. Tra il vortice del mare e il vento che scompiglia i capelli, la giovane capisce che non desidera più ritornare in una gabbia fatta di negatività e costrizioni, provando quel senso di ribellione che stordisce un povero Teo, confuso da tali cambiamenti. Per concludere il cerchio, troviamo anche il gemello del ragazzo, Michele, che diventerà una figura importante di Camilla, troppo stanca dalle diverse ansie provocate da tutti coloro che la circondano.

C’è solo una persona che saprebbe esattamente come sto in questo momento, e si trova molto distante da qui. Non posso più parlarle, non posso più sentire il suono della sua risata. Certe mancanze segano via un pezzetto di te. Ti lasciano il cuore onco e l’anima in mezzo alla strada, senza più voce.

Cosa penso di questo libro? Uno dei temi che Silvia decide di trattare, è la consapevolezza che una persona dopo un lungo periodo di malattia (più o meno grave) può riscontrare un forte cambiamento (negativo o positivo). La stessa Camilla avrà diversi alti e bassi che faranno provare quel senso di instabilità che si necessita per capire il personaggio. L’altra facciata della medaglia, chi rimane vicino ad una persona in forte difficolta. Non sempre risulta semplice sostenere e incoraggiare, coloro che non voglio essere lontanamente aiutati. Anzi si finisce per risultare opprimenti e asfissianti.

[…] Sapeva che tutto ciò che stata provando era sbagliato e incomprensibile. Tuttavia, non poteva farne a meno, faceva parte di una Camilla che ora era diversa. Si scosse e smise di fissarlo.

Personalmente l’aspetto che ha reso tutta l’opera a tratti incompleta, è stata la velocita. Ebbene sì, tutto il libro con le relative dinamiche, hanno una tale frettolosità che non offrono il giusto tempo per metabolizzare, empatizzare ed emozionare. Non sono riuscita mai, e dico mai, a toccare con mano il malessere di Camilla, anzi il più delle volte mi sono sentita lontana anni luce e a tratti stizzita dai suoi cambi di rotta perenni e incostanti. Ricordiamoci sempre che si trattano di personaggi molto giovani, ma la poca costanza, ha reso altalenante quella che secondo il mio umilissimo parere, era una storia che meritava il giusto spazio. Mettendo anche in conto la lettura tanto recente del primo volume, questo cambio di rotta, ha destabilizzato ogni mio pensiero. Speravo in qualcosina in più.

Quello che ti manca non lo troverai nel vento, né nelle parole che un’altra persona ti dirà. Questo senso di vuoto in una sera di fine estate ti sta comunicando qualcosa.

Anche la scrittura di Silvia Montemurro, evoluta nel tempo, sembra più matura e convinta del proprio scorrere…andava solo dato più respiro alle cose. Anche la stessa malattia, fulcro del primo e (a tratti) del secondo, sembra passare in secondo piano. Mi dispiace moltissimo di non aver accolto al massimo questa storia, ma reputo che poteva dare molto di più. Sicuramente ognuno di noi possiede un proprio cervello, quindi siete liberissimi di lasciare un commentino per confrontarci. Vi consiglio di leggerlo per togliervi ogni dubbio e accolgo un rispettoso dialogo con tutti.

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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