Recensione – Vodka_La criminalità non muore mai – Stefania Bertelle

La frequentazione con Nikolay mi ha cambiata, mi ha quasi resa un’estranea ai miei stessi occhi.

Scheda Tecnica

Trama

Provocare qualcuno per incitarlo
a spararti è da stupidi.
Eppure in quel momento sembrava
l’unica cosa importante.

Per Monique, la conoscenza di Nikolay è stato un viaggio nella perdizione. La sua innocenza è stata schiacciata da un mondo troppo pesante per le anime buone e la sua vitalità è stata inghiottita in un vortice di dolore e disgrazie da cui sembra impossibile uscirne.
Adesso che la parte marcia è stata estirpata, Monique tenta di rifarsi una vita al fianco di Zakhar.
Quando crede di aver ritrovato la tranquillità e la forza di andare avanti, l’arrivo di un’inaspettata notizia la farà di nuovo inginocchiare di fronte a chi le ha preso il cuore, lo ha marchiato col suo nome e glielo ha restituito privo di certezze.
D’altronde si sa, chi non muore si rivede e l’ascesa al successo di un criminale non è un gioco da ragazzi, dietro a una mente diabolica c’è sempre un cuore che ha smesso di battere, capace di non guardare in faccia a nessuno pur di prendersi ciò che vuole. Monique subirà e ingoierà tutta l’amarezza che le sarà possibile per amore e speranza, fino a quando non morirà anche quest’ultima.

DISCLAIMER: Il romanzo contiene scene e linguaggio espliciti. La lettura è consigliata a un pubblico adulto e consapevole.

Recensione

Meno di qualche settimana fa, abbiamo parlato del primo volume della serie Vodka, il mafia romance firmato da Stefania Bertelle che persevera a farci impazzire e il giorno ufficiale della seconda uscita, inauguriamo con la recensione del più controverso personaggio mai incontrato…Monique? Nooooo! Zakhar? Noooo! Ovviamente il caro e tenebroso, quanto glaciale…Nikolay.

Piccola precisazione doverosa: essendo il seguito, concluso su un punto tanto ma tanto importante, per evitare di fare qualsiasi forma di spoiler, vi consiglio di fermarvi qui nel caso di un accidentale incrocio di questo articolo e recuperare la recensione del primo volume…se invece, sapete bene la conclusione e fremete dalla voglia di conoscere il seguito…benvenuti nella tana del bianconiglio…

Ogni suo singolo movimento e ogni singola parola che esce da quella bocca così inumidita è un richiamo. È una richiesta.
Colto dall’eccitazione, faccio l’ennesimo sbaglio, la sollevo facendola aggrappare al mio corpo, la sposto fino al letto e la faccio sedere sul materasso. Come immaginavo, non oppone resistenza. In un attimo mi libera dall’asciugamano svelando e rimanendo ammaliata da ciò che più stava aspettando.

Rimasti con il fiato sospeso dopo lo sparo provocato da Zakhar, scopriamo che colui che verrà colpito a morte, è proprio Nikolay. La spaventata, quanto schioccata, Monique vedrà l’ultima volta il corpo dissanguato del suo amato, proprio in quelle quattro mura tanto care a lei. Fuggita insieme a Zakhar, si allontanano dalla scena del crimine, per eliminare ogni tipologia di traccia…Monique deve nascondersi e nessuno deve sapere dove.

Rimasta sola al mondo, accoglie le grandi spalle di Zakhar come segno del destino e rimarcati da un malessere fisico, avrà modo di prendere a pieno petto una delle notizie più sconvolgenti, oltre alla morte di Nikolay: è incinta…proprio di colui che non ha mai amato la ragazza ed espressamente allontanato in tutti i modi. Il dado è tratto.


Colgo la mia immagine riflessa nello specchio, faccio un passo indietro per guardarmi: vedo un uomo, ma alle volte non lo riconosco. O meglio, fingo di non riconoscerlo, perché fa male vedere il mio riflesso. Fisso il mio fisico, il corpo pieno di cicatrici e la pelle colma di tatuaggi.
Poso lo sguardo sulle mie mani. Sporche. Sporche per tutti gli omicidi commessi, sporche per tutte le donne che hanno toccato e per tutta la droga che hanno maneggiato. «Sono nato così» continuo a ripetermi a bassa voce, fissando le mani. «Sei nato così» latro guardando l’uomo allo specchio, come se volessi cercare di giustificare e convincere me stesso della ragione per cui sono un mostro.

La cosa che sconvolgerà tanto è il corpo massacrato di Nikolay, rimasto sopravvissuto ad un attacco di ira del suo più caro fratello ma volutamente mirato per fingere la sua morte. Architettato a tavolino, Nikolay e Zakhar ritorneranno a pieno regime: la cocaina e lo spaccio non si producono da soli. Quest’ultimo obbligato al tacito silenzio per evitare di spargere la voce alla giovane rossa della sua “non” morte.


Mi abbraccia da dietro e questa volta la lascio fare. Non amo gli abbracci. Non ne ho mai ricambiato uno. Ma questa volta, anche se non reagisco, lo accetto.

Cosa ne penso? Alla conclusione di Seduzione Criminale, solo l’autrice sa quanti consigli su consigli “mai richiesti” (mettiamo le carte in tavola ahahah) ho espresso e sottolineato alla povera Stefania che, zitta zitta, ha messo in saccoccia e rimesso in ballo…Ebbene sì, la donzella ha seguito ogni dritta e amplificato le potenzialità di alcune cosine. Per motivi di “informazioni compromettenti e spoilerose ahah” eviterò di entrare nel dettaglio ma posso rivelarvi che La criminalità non muore mai, possiede tutto quello che cerco in un buon mafia romance. Sicuramente partiamo avvantaggiati dall’ampia introduzione del primo volume, ma Stefania si è molto concentrata sul maggiore spessore dei personaggi. Oltre a fornirci più informazioni, ha creato un legame più concreto tra di loro, giustificando ed evidenziando la coerenza dei carattere. Continuerete, ovviamente, a non sopportare Monique…ma…ebbene sì…Stefania è riuscita nell’arcano…ha inserito dei particolari che “motivano” il comportamento odioso e infantile della rossa. Anche nei dialoghi diretti, viene rimarcato più volte e conferma il pensiero comune: Monique è l’innocenza/stoltezza fatta in persona. Prende bronci, rimane sprovveduta ma pone un piccolo scintillio grazie alla sua maternità (motivo più che valido per maturare, almeno si spera).

Miss Coerenza, rimane sempre il caro Nikolay: freddo, calcolatore, scorbutico, attaccato alla sua fidata bottiglia, risulta implacabile, voglioso di maggiore potere e senza nessuna forma di scrupolo, senza guardare in faccia nessuno. Tutti sono nemici, al di fuori della sua famiglia.

Reputo che la crescita sostanziale nella scrittura dell’autrice, ha reso fruibile, accattivante e scorrevole, quello che di base, aveva infarinato nel primo. Più diretto, autentico, audace a tratti e violento in altri, senza perdere mai di vista l’obiettivo primario: il cambiamento. È possibile piegare il male?

Sono orgogliosa del percorso intrapreso dall’autrice perché volenterosa di crescere e ampliare i suoi orizzonti e sono certa che il terzo mi farà letteralmente innamorare, soprattutto dopo un finale così schioccante…ma così schioccante…che devo immediatamente chiamare la mia psicologa per una seduta extra. Stefania tu mi farai venire un coccolone ahahah

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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