Recensione – La vita che mi hai lasciato – Roberta Longo

È proprio per una di queste sue idee se, adesso, sto lasciando un vaso in vetro pieno di luci sulla spiaggia. Me l’ha detto lei.
Pensa che tu non sia ancora tornata da noi perché, dove sei te, c’è troppo buio forse.
“Papà, dobbiamo fare luce alla mamma. Così ci troverà.”

Scheda Tecnica

  • Titolo: La vita che mi hai lasciato
  • Sottotitolo: Quanto amore puoi dare in una vita?
  • Autrice: Roberta Longo
  • Editore: ‎Independently published
  • Data pubblicazione: 17 agosto 2020
  • Genere: Romance 
  • Pagine: 262
  • Cartaceo: 10,90 euro
  • Ebook: 1,69 euro
  • Kindle Unlimited: disponibile

Trama

Quanto amore puoi dare in una vita? Se lo chiede Cassandra, ogni volta che stringe la mano di Dong, che si perde nel suo sguardo duro ma pieno di emozioni, che lo vede sorridere e liberarsi dalle zavorre del passato.
Se lo chiede Dong, ogni volta che stringe sua figlia tra le braccia mentre cerca un modo per essere un padre capace, ogni volta che la solitudine lo attanaglia e una vita che non ha scelto lo travolge.
Sono insieme, sono soli. Sono due anime che si sono trovate e hanno percorso insieme chilometri alla ricerca di un posto in cui amarsi senza timori, che hanno capito che quel posto erano loro, ma hanno finito per non trovarsi più.
La storia di una seconda possibilità che non sempre arriva, di una tempesta sempre pronta a esplodere e la continua, inesorabile, voglia di vivere e amare al massimo.

Recensione

Buongiorno fanciulli, come state? Siete pronti a ricoprire di dolcezze le vostre mamme? Ecco, reputo che questa recensione non potesse capitare periodo migliore. Ho atteso…e atteso…e atteso…il momento adatto per approcciarmi all’opera di Roberta Longo, trascinata dagli ammonimenti di alcune persone che mi tenevano super attenta ad evitare un blocco del lettore prossimo, a causa della potenza del testo. Il tempo passava e la paura di non riuscire aveva annullato ogni mio piccolo interesse in merito. Durante questo periodo, sono capitate alcune cose tristi che hanno reso ulteriormente difficoltoso l’approccio…morale della favola? I libri arrivano nel momento che LORO reputano perfetto…e proprio in quel momento, durante le pulizie settimanali, una cucciola di Cappellaia Matta, fa cadere accidentalmente una pila di libri portando alla luce l’arcano scrigno…e che fai, non lo sfogli? Ecco che non mi sono più fermata.

Te l’ho detto, non smetterò mai di farlo. Però tu torna, noi abbiamo sempre bisogno di te.

La storia parla di due giovani ragazzi, così diversi tra loro e dai passati e futuri presenti, diametralmente opposti al punto che lo scontro risulta inevitabile. Cassandra è un girasole, solare altruista e che segue la luce come il fiore abbinato, una scatola di energia pronta ad esplodere in netta distinzione alla rigida istruzione del taciturno peonia, orientale, solitaria e distaccata dal resto delle persone. Ma sappiamo benissimo che quando due anime devono unirsi, nessuno può allontanarle…o forse no?

La vita è un susseguirsi di eventi, alcuni felici e altri molto molto tristi, scoprendo ulteriori lati di noi che solo il tempo snocciola con dovizia di particolari…proprio come Roberta farà con questa storia. Piccoli passetti, porteranno alla luce momenti di forte condivisione sociale e caratteriale, passando dalle forti differenze culturali fino ad arrivare al momento più buio: la scomparsa di Cass…ma…ogni momento scuro precede un flebile raggio di luce che avrà il nome di Clarissa.

Dovevi vederla, con gli occhioni arrossati e stropicciati. Mi ha guardato concentrata, valutando ogni mia parola e poi ha sorriso.

Un padre rimasto solo, con una bambina da dover crescere, di per sé toccherebbe anche l’animo più glaciale ma l’autrice ha scelto di andare oltre, raccontando quell’orologio naturale che va….va…senza mai fermarsi e preannunciando nuovi accenni di vita. Una Clarissa che cresce e un Dong in bilico tra la mancanza della sua metà e quel pezzettino di sé che scorrazza nella sua quotidianità. La vita che mi hai lasciato possiede molteplici significati: la perdita di Clarissa e la “gioia” nata dall’amore fin troppo giovane ma vero.

Non è facile comprendere ogni stato d’animo, malessere e cadute che un famiglia deve sopportare e considerare la solitudine di Dong porta con sé una consapevolezza forte, decisa e diretta. Nessuno regala nulla e tutto può spegnersi senza permesso, sta a noi decidere di riaccendere quella fiamma e lasciarla impressa dentro il nostro cuore. Una storia che strazia, commuove e fa riflettere, con la scrittura pulita e trasparente dell’autrice che non lascia spazio ad edulcorate dolci note ma segue un ritmo fatto da alti e bassi, note forti e acute, in un assolo fatto proprio per noi. Non so bene a chi consigliarlo, perché questo libro vi sceglie e voi non potete fare altro che accettare senza riserve e amarlo/odiarlo per sempre. I libri sono fatti per cambiarci e La vita che mi hai lasciato è fatto per stravolgervi.

Piccolissima nota dolente va ad alcuni dettagli nell’impaginazione che non ho apprezzato: oltre alla mancata sillabazione delle parole, poteva essere adottata una struttura più coerente (meno margini e più grande il font) perché by passando le lettere, ho fatto fatica a leggere (soprattutto nelle note a pie di pagina).

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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