Recensione – Bacia la pioggia – Roberta Tomarchio

Devo rivederlo, è una necessità. Saranno forse i suoi occhi? O forse le sue labbra disegnate così bene? O forse ogni singola parte del suo viso in grado di alloggiare nei miei pensieri, senza neanche chiedere il permesso, che rende un bisogno primario rivederlo ogni volta?

Scheda Tecnica

  • Titolo: Bacia la pioggia
  • Autore: Roberta Tomarchio
  • Editore: Cherry Publishing
  • Data pubblicazione: 17 febbraio 2022
  • Genere: Rosa
  • Copertina flessibile: ‎268 pagine
  • Cartaceo: 13,00 euro
  • Ebook: 4,99 euro
  • Kindle Unlimited: disponibile

Trama

«Era proprio una doppia vita quella che vivevamo insieme. Di giorno due adolescenti che si stringevano la mano, passeggiando lungo i corridoi della scuola, masticando golosi chewing-gum, baci alla coca cola. Di notte due delinquenti senza remore.»

In piena adolescenza, Elena viene catapultata dalla Sicilia a Vienna. Inizialmente tutto appare dispersivo ed estraneo. Pian piano la protagonista si lascia affascinare da una realtà accattivante, dallo scorrere lento e sinuoso del Danubio. Si lascia travolgere dalla tempesta emozionale e misteriosa causata dal giovane pendolare incontrato su un tram. Il vento frizzante che soffia dall’est elettrizza la giovane ragazza che apre le braccia ad un turbine di vicende inaspettate. Una grande storia d’amore che lascerà il lettore sospeso tra sogno e cruda realtà.

Recensione

Benvenuti fanciulli in questa nuova recensione dedicata alla seconda pubblicazione che leggo, da parte di questa casa editrice che devo ancora ben inquadrare. Parliamo del libro Bacia la pioggia di Roberta Tomarchio, autrice carinissima e alla mano, con il quale abbiamo chiacchierato molto in merito e confrontato su alcuni aspetti. Un passo alla volta.

Ammaliata dalla copertina spettacolare scelta (super azzeccata considerando la storia), porta subito il marchio di fabbrica, riconducendo il lettore a saperne di più. Dalla trama, veniamo a scoprire che la protagonista della storia è Elena, giovane ragazza presa “di forza” dalla madre e portata senza troppe cerimonie a Vienna, insieme alla sorella. Con la forza perché la scelta di trasferirsi è una “necessità” per la madre della protagonista e non un piacere. Obbligata a seguire il nucleo famigliare, Elena dovrà sopportare una nuova quotidianità, puntualmente rifiutata da lei perché continuamente negata dalla sua mente e cuore. La giovane età, porterà ad allontanare madre e figlia, ampliando la distanza già evidente tra loro.

La speranza che percepisco nella sua voce mi impedisce di farle questo torto. In fondo ho smesso di lottare per questo trasferimento, non c’è più niente che possa fare per impedirlo e, forse, sarebbe meglio che lo accettassi di buon grado, cercando lo stesso entusiasmo di mia madre.

Elena avrà modo di crearsi una nuova cerchia, nuovi spazi e prospettive ma un volto coperto dalla pioggia, fermerà il tempo della ragazza, ammaliata da questo sconosciuto celato dallo sguardo indagatore. Non essendo mai stata innamorata, i primi segnali della cottarella preannunciata, saranno oscuri per lei, ma nulla vieta che lasciarsi andare alle emozioni non sia una buona mossa. . . detto dalla sottoscritta è una garanzia visto che sono la paladina dell’amore senza regole ahahah la donna cupido mi chiamano ahahah e secondo voi come andrà a finire? Lo scoprirete solo leggendo questo libro.

Cosa ne penso? Come accennato già alla donzella, credo che nel mio caso specifico, sia errato il target dei protagonisti. Essendo molto giovani, determinate scelte e parole, sono dettati dall’inesperienza, hanno reso alcuni momenti fonte di impetuosa fanciullezza. Siccome la Cappellaia Matta ha superato già i trenta e avendo una educazione fin troppo soffocante, questa ribellione adolescenziale non ha scalfito il mio carattere e non sono riuscita ad empatizzare con nessuno dei personaggi. Questo distacco tra me e l’opera, ha amplificato tantissimo quel senso di lontano di privazione. Anche nei momenti di maggiore apice emozionale, mi sono sentita lontana anni luce.

Questo senso di mancata simbiosi, è dovuta anche alla scrittura acerba dell’autrice perché la storia è stata scritta in tenera età, e la presenza di alcuni refusi durante la narrazione. Reputo il testo adatto al pubblico più pischelletto rispetto a me, perché potrebbe immedesimarsi meglio. Per il resto, un editing più “ricco” potrebbe rendere l’opera più corposa e dimensionale perché l’idea è buona, i temi sono tanti ma andavano argomentati, confermati da una migliore forma generale.

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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