Recensione – Nandera _ Il ragazzo della profezia – Pierluigi Cuccitto

Buongiorno Fanciulle e Fanciulli, eccomi di nuovo qui con voi con una nuova recensione per la mitica Palma!
Dopo due libri dalle tinte noir e horror, oggi andiamo a parlare di un titolo che si discosta completamente da questo genere, in quanto ricade a pieno titolo nella definizione di Fantasy per ragazzi.
Il libro di cui voglio parlarvi è Nandera – Il ragazzo della profezia, di Pierluigi Cuccitto, pubblicato per Saga Edizioni, nella collana Bifrost, uscito in tutte le librerie e negli store digitali il 7Marzo.
Senza perdere ulteriore tempo in chiacchiere e indugi, vi lascio alla scheda tecnica del libro, alla trama e alle mie considerazioni nella recensione. Buona lettura!

Scheda Tecnica

  • Titolo: Nandera
  • Sottotitolo: Il ragazzo della profezia
  • Autore: Pierluigi Cuccitto
  • Editore: ‎Saga Edizioni
  • Collana: Bifrost
  • Data pubblicazione: 7 Marzo 2022
  • Genere: Fantasy
  • Copertina flessibile: 200 pagine
  • Cartaceo: 10,00 euro su amazon
  • Ebook: 3,99 euro
  • Kindle Unlimited: disponibile

Trama

C’era una volta una magica terra chiamata Nandèra… Nel suo ventre scorreva la magia, una magia capace di dare senso a ogni cosa, una magia dove uomini e animale parlanti vivevano in armonia.
C’era una volta un idillio spezzato dall’odio e dall’orgoglio e tutto cambiò improvvisamente a Nandèra. E la magia offesa e vilipesa scomparve per sempre.
O forse no?
“Dai campi nascosti, dai colli perduti, le parole chiare e semplici pronuncerà colui che di esse è digiuno; un sentiero oscuro e luminoso avrà, se sceglierà sentieri noti e sconosciuti per coloro che vivono freddi e perduti”.
Ecco la profezia, l’effluvio di salvezza che abbracciava i cuori aridi dei suoi abitanti.
Sarà Joan il misterioso giovane predestinato?
Ingaggiato dal mago Borèo per compiere una missione, Joan riscopre in sé una magia spontanea che usa per ritrovare gli Animali Parlanti, salvarli e realizzare il suo sogno. Una splendida avventura alla ricerca di esseri magici, di se stessi e di un mondo libero.

Biografia

Pierluigi Cuccitto è nato a Urbino nel 1981. È laureato in Beni Culturali e Ricerca storica. Ha pubblicato la favola fantasy Lo specchio è oltre (Sigismundus, 2013), i romanzi Il ragazzo in ritardo (Tabula Fati, 2017), Racconti Disprassici (2020, Dialoghi edizioni), e Nandèra. Il ragazzo della profezia (Saga edizioni, 2022).
È socio attivo dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani.

Recensione

Quando pensiamo a un fantasy per ragazzi ci viene subito da credere che un target più adulto di lettori possa trovare il libro in questione troppo blando o fuori dalle corde di quello che abitualmente siamo portati a leggere. Beh non è questo il caso di Nandera, in cui la definizione di fantasy abbraccia un concetto che è molto più ampio di quel che si possa pensare.

La storia inizia in un mondo dove la magia è stata quasi completamente messa al bando, dove le creature magiche sono state cacciate per anni per ricavarne dei trofei da appendere in casa, dove si procede in modo spedito e disastroso verso il concetto di essere “efficienti”.

È qui che incontriamo il nostro protagonista, Joan, un ragazzo semplice, di umili origini, che non ha mai visto altro che i campi e le terre dove lavora e vive abitualmente. In questo contesto bucolico incontrerà una figura misteriosa, che poi scoprirà essere il mago Borèo, il quale lo instraderà e lo spingerà a partire per la sua avventura. Il mago è convinto che Joan sia il famoso ragazzo della profezia, colui il quale sarà in grado di ristabilire l’ordine delle cose a Nandera e riportare così quelle meravigliose terre al loro originale e fantastico splendore.

Durante il suo cammino incontrerà diverse creature, scoprendo pian piano che la magia in lui non è affatto assente, ma è solamente sopita e deve imparare come utilizzarla e sfruttarla al meglio.

Joan intraprenderà così un viaggio, fisico e psicologico, in cui si troverà a dover combattere non solo contro grandi e pericolose creature, ma dovrà affrontare anche i suoi demoni interiori e alcuni mostri ben più spaventosi, gli atteggiamenti degli esseri umani. Arroganza, ingordigia, sete di potere, bramosia, questi sono solamente alcune delle realtà con cui si andrà a scontrare durante il suo viaggio, un viaggio di crescita interiore che lo porterà ad essere un ragazzo completamente diverso da quello che era nel momento in cui è partito dal suo piccolo e sperduto villaggio.

Durante il suo percorso conoscerà alcune fantastiche creature, come streghe, geni a metà, animali parlanti, ognuna con la sua storia e il suo motivo per aiutare Joan a compiere la sua impresa, tanto impossibile quanto importante e preziosa per tutti gli abitanti di quelle terre.

La storia scorre in modo fluido e senza intoppi, procedendo in modo lineare e mai sconnesso, prendendo il lettore per mano e accompagnandolo in questo splendido viaggio. I personaggi sono tutti ben caratterizzati, ognuno con il suo modo di parlare, di essere, di vedere la vita e di approcciarsi a essa, creature che si fanno breccia molto facilmente nel cuore del lettore che difficilmente riuscirà a non provare empatia con loro e a dimenticarli una volta chiuse le pagine di questo libro.

Questo è il primo di una trilogia e come ogni primo capitolo che si rispetti si conclude in un punto in cui lo sclero e l’attesa del sequel la faranno da padroni, lasciare i nostri protagonisti in quel punto e con quella determinata scena, che a dover di cronaca ammetto mi abbia anche emozionato e commosso, è un vero tocco di classe che porta inevitabilmente a voler leggere come proseguiranno le avventure di Joan e dei suoi variegati compari di viaggio.

Ho trovato solamente due “pecche”, lo metto tra virgolette perché in realtà non si tratta di vere e proprie critiche, quando piuttosto di pareri personali e di constatazioni sul romanzo.

Le avventure narrate all’interno del libro in alcuni punti si risolvono in modo un po’ troppo frettoloso, mi sarebbe piaciuto leggere di più in un paio di passaggi, di avere più dettagli e di immergermi ancora più a fondo all’interno della storia. Altra pecca, ma quello ahimè è un problema per i lettori un po’ più attempati e rincoglioniti come il sottoscritto, è il nome di alcuni personaggi.

Ammetto di aver sempre fatto fatica a ricordare i nomi dei personaggi, sia che si tratti di libri o serie tv, ma solitamente con qualche stratagemma riesco a ovviare al problema, in Nandera invece alcuni personaggi hanno nomi molto simili tra loro (vedi ad esempio Boreo e Borren, oppure Myriado e Marrya) e questo mi ha creato un po’ di confusione quando andavo ad incontrare uno di questi nomi, costringendomi a sfogliare indietro qualche pagina per ricollegare quel nome al giusto personaggio.

Ma ripeto, è un problema più mio che un vero difetto del testo e sono sicuro che i ragazzi più giovani, target principale del libro, non troveranno affatto difficoltà a ricordare i nomi e ad associarli al giusto personaggio.

Se volete leggere qualcosa di fresco, scritto con uno stile scorrevole e piacevole, con una bella morale dietro, non potete farvi sfuggire Nandera – Il ragazzo della profezia!

Vi ho incuriositi con la mia recensione? Siete pronti per partire anche voi insieme a Joan e i suoi compagni alla scoperta del misterioso mondo di Nandera?
Vi aspetto alla prossima recensione e che gli antichi echi delle Parole vi indichino la via. Un abbraccio!

@danielepasquiniscrittore

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