Recensione – Élite immortale – Francesco Falconi

Lei, in un modo che ancora gli sfugge, è la chiave di volta. Il tassello mancante del mosaico incomprensibile che è stata la sua vita. Un ponte che si erge sopra un fiume di dannazione, dalla sponda del passato a quella del presente.

Scheda Tecnica

  • Titolo: Élite Immortale
  • Autore: Francesco Falconi
  • Editore: ‎La Corte Editore
  • Data pubblicazione: 7 aprile 2022
  • Genere: Paranormal romance
  • Copertina flessibile: ‎288 pagine
  • Cartaceo: 17,95 su amazon
  • Ebook: 9,99 euro

Trama

Frida ha venti anni e vive a Firenze. Schiva e introversa, il suo carattere si è indurito dopo un tragico evento accaduto cinque anni prima. Frida ha pianto così tanto, quella notte, che ora non è più capace di versare una sola lacrima.
La sua vita si divide tra gli studi universitari, le uscite con l’amico Sebastian e il volontariato in ospedale, dove si reca quasi tutti i giorni a trovare l’anziana Delia, che l’ammalia con le sue storie sulla stirpe dei SenzaLacrime: creature maledette, simili a vampiri che si nutrono di lacrime e dolore, capaci di far innamorare con un soffio, di immobilizzare con lo sguardo, fino a privare le proprie vittime di ogni sentimento.
Queste leggende la suggestionano a tal punto da spingerla ad avere delle inquietanti visioni che la portano a dubitare della sua stessa lucidità. Quando improvvisamente Delia viene a mancare e l’amicizia con Sebastian s’incrina, Frida sente che il mondo le sta crollando addosso. È in questo momento che incontra però un ragazzo affascinante e misterioso, Julien LePleur, con il quale stringe subito un legame di inaspettata passione. C’è qualcosa di inquietante, pericoloso, ma allo stesso tempo incantevole in lui, che porta Frida ad accettare di accompagnarlo fino a Barcellona.
Giunti nella città spagnola, ad accoglierla ci sarà una verità sconvolgente e inaspettata: i SenzaLacrime non sono solo una leggenda.
Ma chi è in realtà Julien? Davvero l’ha fatta innamorare solo per spezzarle il cuore? E perché quando Frida le racconta del suo doloroso passato, i suoi occhi sembrano tremare di un’improvvisa eccitazione?

Biografia

Francesco Falconi nato a Grosseto nel 1976, è ingegnere delle telecomunicazioni e vive a Roma. Seppur lavorando in ambito scientifico, ha sempre amato la letteratura tanto che il suo primo libro, Estasia, è stato scritto a soli 14 anni. Ha all’attivo una ventina di romanzi che spaziano dal genere fantasy al mainstream e sono usciti con diverse case editrici tra cui Piemme e Mondadori. Con La Corte ha già pubblicato Gli anni incompiuti che è stato presentato al Premio Strega.
Il suo sito internet è www.francescofalconi.it

Recensione

Benvenuti fanciulli in questa nuova recensione, dedicata alla fresca di stampa, nuova uscita di Francesco Falconi autore conosciuto per le innumerevoli pubblicazioni e varietà di argomenti. Essendo il mio primissimo approccio, ho approfittato della conferenza stampa live, organizzata dalla casa editrice, per conoscere meglio il punto di vista dell’autore: ne sono uscita illuminata.

Ammetto caldamente che la trama aveva già posto molte domande nella mia testolina pazza, ma avere la conferma di tale argomento, mi rendeva effettivamente euforica. Non pensavo che sarebbe risultato così tanto interessante…ops mi sono già sbilanciata…andiamo al sodo, veniamo a noi.

«Come una pietra, solo l’odio può vivere senza sole. Come una lacrima, solo l’amore può ardere senza fiamme.»

La storia racconta le vicende di Frida (ricordatevi questo nome), una ragazza dedita allo studio di psicologia, molto introversa e solitaria, grande frequentatrice dell’ospedale come volontaria nei confronti di pazienti difficili e dai tratti mentali sfaldati. Conosciamo così Delia, una signora rimasta sola, convivendo con una malattia degenerativa che porta alla mancanza di memoria. L’unico suo punto fermo è l’amicizia con Frida, capace di farla borbottare per le sue storie strampalate e agguerrire quando si tratta degli scritti della ragazza. Grazie alla sua scrittura, impariamo a carpire tutte le sfaccettature di Frida, la sua totale mancanza di emozione e apatia sterile, al punto da evitare ogni forma di commozione di qualsiasi natura.

Ma le lacrime non sono un gesto naturale e involontario, perché nascondono un potere grande e nascosto, visibile solo ad una cerchia ristretta di persone…per non dire immortali. Ecco che la leggenda dei SenzaLacrime prende vita, una benedizione malefica, iniettata nel cuore di Julien. Come da prassi, non vi dirò nulla dell’affascinante uomo schivo, ma scoprirete da soli quanto sia profonda la tana del bianconiglio.

Sulle labbra. Così soffici, nel tremore della disperazione.
Sulle guance. Così gelide, nell’abbraccio del tradimento.
Sugli zigomi. Così indifesi, nella condanna della solitudine.

Noterete fin da subito che Francesco Falconi ha ideato una struttura ben delineate, tale da farci cadere in trappola e finte convinzioni, come la stessa idea generata dal classico ideale sui vampiri. Ideologie inculcate in anni di storia, letture e miti, rimescolati in nuove consapevolezze e idee. La conoscenza del mezzo è palpabile, quanto la voglia di mostrare terre piuttosto escluse dal panorama paranormale e fantasy. Da una parte abbiamo la mia cara Firenze, terna di arte e storia, capace di ammaliare e disincantare, stupire e accogliere, ma nascondere e celare insidie alla luce del giorno. Come Barcellona, prevedibile per alcuni, speciale e magica per altri; luogo di perdizione e meta di giuramenti.

Un viaggio fatto di cattive scelte e maledizioni vendicative, ricordandoci quanto la mente umana possa risultare fragile e malleabile in base al proprio tornaconto, smentita solo dal cuore puro dei buoni. Il percorso di Frida, nome più che azzeccato per la mente colta e autocritica della ragazza, ma autodistruttiva dall’altra, rispecchia al meglio l’animo della protagonista sempre pronta a capire quali parti del suo corpo siano giusti e quanto manca dal suo cuore. Come l’eternità descritta dall’autore, una rinuncia costante e guarigione immediata dalle sofferenze altrui. Per finire il concetto stesso delle lacrime, fonte di vita ed emozione liquida.

Un libro veloce, ritmato e pieno di ispirazione, costruttivo per l’occhio più attento, ammaliatore per i superficiali. Racconta una storia nella storia, rivangando vecchi detti e riscrivendo ideali. Tutto con una scrittura ricercata e studiata, confermando il mio consenso nella struttura psicologica di una protagonista femminile, raccontata da un uomo. Ok, qui non siamo ne femministe o maschiliste, ma di consuetudine un’autore tende a concentrarsi sul sesso medesimo, perché in linea con il pensiero e comportamento. La capacità di Francesco nel porsi dalla parte femminile, senza mai risultare debole e scontata, ha inorgoglito il mio palato da lettrice accanita.

Un libro adatto a coloro che voglio sperimentare il genere e rimarcare il desiderio di “nuovo” per i veterani. Un piccolo appunto per qualche refuso presente, vi annuncio che il finale potrebbe farvi arrabbiare…e mi fermo qui ahahah…Francesco ti osservo…non farmi aspettare molto!!!

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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