Recensione: Wings – Valentina Ferraro

Buongiorno splendori, oggi sono qui a parlarvi del primo libro di una serie, di un progetto che non ha tenuto impegnata una sola autrice, ma ben dieci… non credo che la serie abbia veramente bisogno di presentazioni, perché negli ultimi mesi se ne è sentito parlare molto, e quindi non potevo esimermi. Ebbene sì, sono qui a lasciarvi il mio pensiero su Wings, di Valentina Ferraro, che ha aperto le danze con il primo volume della Red Oak Manor Collection!

Titolo: Wings
Autrice: Valentina Ferraro
Serie: Red Oak Manor Collection #1
Data di pubblicazione: 10 gennaio 2022
Genere: New Adult
Editore: Self publishing
DISP. SU KINDLE UNLIMITED!
Ebook: €2,99
LINK D’ACQUISTO

Lily-Rose June, fra le mura grigie e umide di Red Oak Manor, ci è nata e cresciuta. Le giornate per lei si dividono tra lo studio, le umiliazioni che i ricchi figli di papà della scuola che frequenta si divertono a infliggerle e le faccende da svolgere sotto l’attenta supervisione di Miss Price, la direttrice dell’orfanotrofio. Eppure, una domenica incolore come le altre, la sua quotidianità viene stravolta dal ritorno di quel ragazzino dagli occhi blu che le aveva fatto battere il cuore per la prima volta. Jace Lowell Campbell viene scaricato davanti al vecchio portone dell’orfanotrofio, con due valigie nere al seguito e una rabbia cocente che impregna l’aria. La sua punizione è esemplare: dovrà scontare la sua penitenza all’interno di Red Oak Manor. Peccato, però, che il vero castigo sia tenersi alla larga da June, che è da sempre il suo punto debole. Lei che fa sembrare bello anche un posto miserevole come l’istituto in cui è nata e cresciuta. Abbassare la guardia, adesso, gli sarebbe fatale, perché c’è una verità assoluta con la quale Jace dovrà fare i conti ancora una volta: June non se ne può andare da Red Oak Manor. E lui non può rimanere…

È inutile girarci attorno, bene o male, tutti abbiamo sentito parlare di questa Collection, di questi dieci libri, in qualche modo tutti collegati, scritti da dieci autrici. Sembrava che il 10 gennaio non dovesse mai arrivare, invece il fatidico giorno è anche già passato e non voglio e non posso mentirvi: non vedevo l’ora! Talmente tanto che appena il libro è passato online sono corsa a prenderlo e ho iniziato a leggerlo.

Dovete sapere che la maggior parte delle autrici in questione le ho già lette e le seguo costantemente, e Valentina Ferraro – che è colei che ha aperto le danze – è una di quelle.

Ancora prima di iniziare la lettura di Wings, sapevo che il romanzo sarebbe stato bello corposo e devo anche ammettere che avendo già letto altro della Ferraro non mi sono stupita. Per me la Ferraro scrive bene, è scorrevole e crea storie interessanti ma l’ho sempre trovata un po’ prolissa, quindi avevo un po’ paura di ritrovare ciò anche in questo libro. Questa caratteristica c’è, non posso negarlo, ma è stata una scelta ponderata e ben pensata e vi spiego anche perché: la Ferraro apre il primo dei dieci romanzi che arriveranno, il suo è stato il compito più “arduo”, non solo per l’ansia che sicuramente sarà venuta alle autrice, ma proprio perché essendo il primo volume della serie, di cose da spiegare ce n’erano in abbondanza, quindi il dilungarsi era quasi d’obbligo ma non ho trovato che ciò abbia appesantito la storia – anzi – credo che proprio questo abbia dato modo al lettore di avere una panoramica più completa del famoso maniero.

Sono tante le caratteristiche di Wings che mi hanno colpito, il come tutto inizia, dove si vede questa grande villa che sarebbe l’orfanotrofio, così cupo e triste, (P:S: ovviamente è stata una scelta stilistica di rendere il posto così, almeno io l’ho vista in questa maniera, perché sappiamo tutti che gli orfanotrofi non sono il male supremo, sì?) pieno di ragazzi diversi, con problemi ed esigenze diverse, per poi passare a vedere la crescita dei protagonisti principali, ovvero June e Jace.

June è piccolissima quando incontra e conosce Jace. I due vengono da due mondi diversi ma se per alcuni aspetti sembrano così diversi, in realtà sono simili. Loro sono i due pesi di una bilancia: lui ricco, lei povera, lui ha una famiglia pessima ma almeno ce l’ha, lui è solo e lei no. I due si racchiudono come in una bolla per pochi attimi, attimi che li fanno stare bene, che li fa sentire completi. Ma il tutto svanisce dall’oggi al domani, almeno finché di fronte al cancello, Jace, non ci viene lasciato per punizione, anni dopo. Il rapporto tra i due è un po’ turbolento: se June è quella buona, tranquilla e che tiene la testa bassa perché preferisce essere invisibile, Jace è un concentrato di rabbia ed esplosioni.

In questo libro sono state portate più fasi della vita dei due, fasi che in qualche modo s’intrecciano, che li porta a stare bene e male solo quando sono insieme. Perché insieme sentono qualcosa, insieme scoprono i sentimenti, June scopre che la vita è più che ubbidire ed essere presa di mira – senza un apparente motivo – e lui scopre che a volta un sorriso può illuminare una stanza, capisce che non sempre quello che a primo acchito sembra da buttare lo è poi davvero. Sé stesso incluso.

Un’altra piccola cosa che mi ha fatto sorridere, è che tutti i personaggi che rivedremo nei vari libri della serie sono presenti. Ognuno di loro scaturisce curiosità nel lettore, perché comunque in questo caso li abbiamo visti di sfuggita ma alcune caratteristiche le scopriamo, li vediamo e sarà curioso e interessante vedere man mano lo svolgimento e la storia di ognuno di loro, grazie alla mano di un’autrice diversa.

Sono tante le cose che mi sto tenendo per me, perché non voglio fare spoiler, ma anche perché Wings è da leggere, da assaporare. Il Maniero è un posto particolare, non sono solo delle mura messe lì, che racchiudono dei ragazzi sfortunati. In quel posto si sente anche l’unione di quei ragazzi, si vivono le loro risate, i loro caratteri diversi e anche le loro sventure, ma bene o male tutti si amalgamano… perché anche se non di sangue, quei ragazzi sono una famiglia.

Il rapporto tra June a Jace è come un giro sulle montagne russe, se inizialmente li vediamo girarsi attorno, sorridersi e farsi male con le parole, l’attimo dopo li troviamo che litigano, che si nascondono, che si confidano, che provano le prima emozioni e i sentimenti. Sentiamo i loro dolori, il loro amore che sboccia come se fosse la cosa più normale del mondo, ma anche la più sbagliata perché vengono da due mondi diversi. Per me, il loro rapporto, è continuamente messo su due pesi e due misure. Se da una parte assaporiamo i dolori, le paure e i sentimenti di una giovane June, dall’altra viviamo il dolore e la rabbia radicata di Jace. Probabilmente è proprio lui quello che cambia man mano, che si svela più lentamente o che lo fa con frasi ad effetto che non fanno venire le farfalle nello stomaco solo alla protagonista. Lui è quello che deve apparire tutto d’un pezzo, quello che fatica anche solo a sorridere, che cerca chi non deve perché quella ragazzina gli fa provare cose strane, ma nello stesso tempo la cerca perché sa che solo vicino a lei può stare bene e dare quasi un senso alla sua vita.

Siete pronti a farvi conquistare? Perché con questo libro si vivono emozioni, ma soprattutto si entra in mondo dove si vuole sempre di più. Vi potrà sembrare strano ma ho fatto fatica a lasciare questo libro. L’ho trovato talmente scorrevole non importa quanto sia lungo, quando sono arrivata all’epilogo – con gli occhi lucidi, lo ammetto – avevo solo una domanda per la testa: “di già?”. Questo, credo e spero, può farvi capire quanto mi è piaciuto il libro. Complimenti alla Ferraro, ma anche a tutte le altre, perché in minima parte, c’entrano anche loro.

Alla prossima,
Jess.

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