Recensione – La leggenda dei Neder – Roberta Fierro

«Quello che sta accadendo non è colpa tua, Diana. Dovrai capire che certe cose vanno al di là del nostro volere, provengono da qualcosa che non è facile comprendere a pieno. Ciò che devi sapere è che sei qui è perché sei stata scelta.»

Scheda Tecnica

Trama

È da un po’ che Diana Lewis si sente intrappolata in una vita che non le appartiene, per questo motivo decide di cambiare le carte in tavola abbandonando il suo lavoro ordinario per dedicarsi a ciò che ama: l’arte.
Un nuovo impiego, diverse prospettive e persino un coinquilino inaspettato…
Ma le sue sono davvero scelte personali o qualcuno la sta mettendo alla prova?
Uno sconvolgente incontro con un angelo le mostrerà la verità su chi potrebbe diventare, ribaltando tutte le sue certezze.
Alcune cose che pensava fossero frutto del caso diventano di colpo un segno del destino.
Il suo cammino si intreccerà così con una battaglia che imperversa ormai da secoli: quella tra i Neder, i prescelti dei Sette Arcangeli della luce, e i Negromanti, le marionette umane degli angeli caduti, conosciuti anche come Dissidenti.
Riuscirà Diana a riequilibrare le sorti dello scontro o soccomberà all’oscurità di Lucifero?

Biografia

Roberta, classe 1992, diplomata in Scienze Umane Economico-sociale, è nata nella splendida Napoli, tutta pizza e sfogliatella. Sognatrice sin da bambina, lettrice compulsiva, amante delle serie TV e bookblogger. Per lei la scrittura è tutto, l’ha salvata nel momento più buio della sua vita e da allora non l’ha più abbandonata. Grazie al potere dell’inchiostro e della fantasia ha combattuto i suoi demoni interiori. Ha pubblicato diversi romanzi Urban Fantasy con piccole CE, prima di catapultarsi nel mondo del self publishing con “Archangels Dilogy”.

Recensione

Benvenuti fanciulli in questa nuova recensione dedicata alla prima opera che leggo di Roberta Fierro (spero non l’ultima) e dal titolo tanto atteso dalla sottoscritta perché la trama è il punto debole e le aspettative salivano sempre di più, ogni volta che vedevo un contenuti su Instagram…mai attesa è stata più piacevole!!!

Inizio specificando due aspetti prettamente personali ma tanto vicini a questa dilogia. Dovete sapere che la Cappellaia Matta ha un grande (per non dire enorme) passione per arcangeli, contrasto Paradiso e Inferno, più le mille varianti concesse da queste “credenze”. Proprio da quest’ultimo termine, proviene il mio personalissimissimooooo tallone d’Achille: anche se credo in un’entità “superiore”, su carta non posso essere definita credente/cristiana/qualsiasi religione vi viene in mente. Questa mia repulsione, mi porta ad avere una concessione delle storie a tema, come “difficili”. Fortunatamente Roberta ci vuole molto bene e ci delizia con una serie di “burle” molto simpatiche e soft. Ci arriviamo insieme.

La protagonista indiscussa, nonché perenne voce narrante, è Diana. Giovane ragazza intraprendente, amante dell’arte ma malinconicamente costretta a sottostare ai poteri forti dell’avaro denaro, è costretta a lavorare presso un posto di lavoro tossico e per niente motivazionale.

La sua anima era in continua lotta con ciò che doveva fare e quello che realmente le andava di fare.

Rievocata dal peso del suo imponente nome, derivante dal termine Diviana che rappresenta la dea della luce diurna, Diana verrà travolta “letteralmente” da sette Arcangeli dalle personalità contrastanti e caratterini niente male, per non dire marzitudine perenne ahahah. Diana verrà a conoscenza di una guerra che persevera da anni, con risvolti lontani anni luce dalle nostre ideologie. Scopriremo così una piramide discendente che oscilla dal paradisiaco al diabolico, per passare da quel dispettoso destino che mette il suo zampino impiccione, coinvolgendo noi poveri umani in un gioco al di sopra di tutto e tutti.

L’equilibrio tra gli esseri umani e gli angeli era di vitale importanza: bisognava stabilire delle regole, fidarsi reciprocamente, accogliere e ascoltare le parole e i silenzi dell’altro, riuscire a comprenderne i bisogni…
Non era un compito facile, ma se due anime erano destinate a stare insieme, a collaborare e a condividere una lacrima, tutto sarebbe venuto da sé, in maniera spontanea.

Da questo momento in poi, entriamo nel vivo della storia che ci porterà tanti ormoni impazziti, scleri di tutti i colori, battibecchi estremamente pericolosi e cotte al limite della pazzia. A suon di scontri accesi, Roberta ci tiene incollati alla storia senza lasciare mai l’attenzione, sempre alta a causa dei diversi personaggi inseriti. Proprio l’autrice si concentra su ogni singola azione e dialogo, per raccontarci diverse vite e passati tanto scottanti da sentirsi ancora sulla pelle. Ho apprezzato tremendamente questa sua dedizione “alla causa” perché palese l’approfondimento dell’autrice sull’estetica esterna e soprattutto “interna”. Non ci fermiamo solo alla visibile bellezza ma scopriamo tante sfaccettature complete e coerenti con i personaggi. Anche se visibile il primeggiare di alcuni, tutti possiedono una voce, uno spazio e un ruolo, risultando tridimensionali ai lettori.

L’autrice è stata capace di bilanciare tutto alla perfezione, ammaliando tutti i palati più pretenziosi: chi desidera la ship, chi pretende l’azione, chi si concentra sulla personalità, chi studia la coerenza e chi come me desidera “solo” sentirsi parte integrante di tutto. La protagonista Diana è un’esplosione in crescita, al punto da farvi sentire spaesati dal finale esplosivo come vissuto sulla propria pelle. Ma la parte più delirante è la vena ironica scelta dalla cara Roberta, nei confronti di Dio. Gli stessi Arcangeli si burlano delle scelte e “creazioni” del loro padre, rendendo umani questi magnifici ed eterei esseri eterni. Anche le stesse “pizzicate” dantesche, dimostrano lo studio complesso dell’opera.

Ciò nonostante, Raphael sapeva che quel ragazzaccio mostrava di sé solo la parte peggiore, perché la migliore la riservava unicamente a se stesso e a chi riteneva degno.
Persino lui in tutti quegli anni non era mai riuscito a conoscere a fondo il sangue del suo sangue.

Consiglio di leggere questo libro, non solo perché evita di perdersi in chiacchiere anche se si parla di dilogia, perché scritto “divinamente” (aggiunta stilistica appropriata), può avvicinare perfino chi gli urban fantasy non conosce neanche l’esistenza e possiede le carte in regola per essere una serie ottima.

P.S. vi va di scoprire il vostro Arcangelo abbinato? Alla fine del libro trovate un quiz a tema, chissà cosa sarò capitato a me?

Alla prossima dalla CAPPELLAIA MATTA.

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