Review Party: Una verità per ricominciare – Ashley Munoz

Buongiorno splendori! Questo lunedì oltre all’articolo delle uscite, vi trovate anche una recensione… non male, eh? Oggi sono qui a parlarvi di un libro che avevo adocchiato già al Salone del Libro, ero stata attratta dalla copertina e anche dalla trama, quindi non mi perdo in chiacchiere e vi lascio al mio parere su Una verità per ricominciare di Ashley Munoz.

Ringrazio la Read & Love Publishing per la copia ARC.

Titolo: Una verità per ricominciare
Autore: Ashley Munoz
Data di pubblicazione: 11 novembre 2021
Genere: Contemporary romance
Editore: Read & Love Publishing
DISP. SU KINDLE UNLIMITED!
Ebook: €4,99
Cartaceo: €15,20
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Faith: La nostra storia era un classico, la tipica favola. Due giovani ragazzi che si innamorano tra i banchi di scuola, facendo progetti di una vita insieme. Lui era il mio sogno…e io ingenuamente pensavo di essere il suo. Finché non ha barattato il nostro amore e mi ha scaricato con una bugia. Ora, sto tornando alla vita che conoscevo… non come la patetica ragazza che l’ha lasciata cinque anni fa, ma sembra che io non sia stata l’unica a cambiare. Indurito dalla vita, gli sguardi di Jace Walker ora mi trafiggono grondando calore e derisione. Ha la guerra negli occhi e il veleno nelle vene. Pensavo che tornando a casa sarei stata al sicuro, ma sembra che io sia scappata dal mio presente solo per essere travolta dal mio passato.

Jace: Ho barattato il mio futuro per salvarle la vita. Sapevo a cosa andavo incontro quando ho fatto l’accordo, sapevo cosa avrei potuto perdere, ma sapevo anche che non avevo altra scelta. Ho rischiato e ho perso. Ora l’unica persona con cui avevo sognato di avere un futuro stava ritornando nella mia vita portando il cognome e l’anello di un altro uomo. È stato come tornare indietro nel tempo, le sue labbra dipinte di rosso, i suoi capelli dello stesso oro miele e lì adagiata sul suo petto c’è la nostra promessa, che mi ricorda che forse io ho mentito, ma lei è scappata. Io ero un bugiardo, lei una codarda. Ora è a casa, e non è mia.

Devo ammettere di aver tribulato un po’ con Una verità per ricominciare, ma non voglio che pensiate male, perché in realtà il romanzo di Ashley Munoz mi è piaciuto, solo che inizialmente sono andata a rilento. Non conoscevo la penna dell’autrice e devo dire che aver subito iniziato con un prologo bello corposo mi ha quasi traumatizzata, non sapevo bene cos’altro mi sarei dovuta aspettare, ma una volta superate le tante pagine del prologo la lettura è andata liscia.

La storia di Faith e Jace non è iniziata proprio benissimo, nel senso che ho storto un po’ il naso al pensiero che lui inizialmente fosse il bulletto che faceva di tutto solo per poter attirare la sua attenzione, ma c’è da dire che si è fatto perdonare abbastanza in fretta – per poi farmi incavolare nuovamente e più volte, man mano che la storia andava avanti.

Sarò sincera, di fronte mi sono trovata due personaggi spezzati e feriti. Dal prologo al primo capitolo sono passati cinque anni, tante incognite, un primo incontro doloroso quasi come un pugno nello stomaco e un riavvicinamento fatto di alti e bassi. La storia ha un senso logico, vengono affrontati vari temi importanti – che ancora non ho deciso se siano stati trattati bene o abbastanza superficialmente – ma la storia d’amore dei protagonisti è talmente il fulcro di tutto che il resto passa quasi in secondo piano.

Faith è uno di quei personaggi che cresce con la storia, ma sinceramente questa crescita si è vista poco e solo verso la fine, ma nonostante abbia fatto scelte opinabili e sia scappata un po’ troppo spesso, non sono mai riuscita ad avercela del tutto con lei.

Jace è un altro discorso… diciamo che per quanto abbia fatto delle scelte, convinto fossero quelle più giuste, mi sono chiesta più volte che senso avesse fare un passo avanti e venti indietro. Il problema di questi due protagonisti è stato il dialogo, che secondo me è mancato un po’ troppo, arrivando spesso a farsi del male solo perché non volevano svuotare il sacco e in parte affrontare le conseguenze che determinate verità avrebbero comportato.

So che può sembrare molto confusionario, ma le mie parole sono vaghe di proposito perché non voglio fare spoiler, vorrei che questo fosse chiaro. So anche che potrebbe sembrare che la recensione sia negativa, ma in realtà non è così. Perché vi ho detto tutto ciò? Perché sono dell’idea che un libro è giusto abbia parti negative e positive, ma quando si arriva comunque alla fine, vuol dire che il lavoro dietro è stato apprezzato. Infatti mi trovo a dirvi che le sensazioni dei protagonisti le ho sentite. Mi sono anche quasi commossa più volte, nonostante – ripeto – abbia trovato più volte esasperanti certe scelte. Che dire? Questa è stata sicuramente una lettura che mi ha scosso ma che ho fatto volentieri e che nel complesso sono contenta di aver fatto.

Vi avviso che nel testo troverete qualche svista, ma niente di così grave da non farvi godere la lettura. Vi aspetto alla prossima recensione.

Jess.

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