Recensione – Wambleeska – Maria Lucia Caparelli

Ero stanco di essere coraggioso. Avevo bisogno di normalità. Volevo solo essere Wambleeska e invece ero come quelle pareti vuote.

Scheda Tecnica

Ero uno di loro e non aveva importanza che nelle mie vene scorresse sangue umano. Era arrivato il momenti di condurli verso la libertà. Il mio destino doveva compiersi. Lo accolsi dentro di me. Ero pronto.

Trama

Sono trascorsi cinque lunghi anni quando Wambleeska verrà risvegliato dall’induzione ibernale a cui era stato costretto. Il suo acerrimo nemico, il Signor B, ha acquistato ancora più potere. La Terra non è più quella che ricordava, a causa dello storm fight è cambiata. La guerra tra l’esercito dei Luxvolt e quello dei WASKA è vicina. In uno scenario fragile e teso farà la sua comparsa un nuovo nemico bramoso di potere, mentre qualcuno si muoverà nell’ombra.  L’esercito WASKA aspetta il suo condottiero, ma Wambleeska vuole combattere da solo. Il ricordo di lei pesa come un macigno. Dimenticare è impossibile.
Questa è la sua vendetta.
Questa è la sua guerra.
Questa è la sua sfida.
Eppure il richiamo del suo popolo è forte come quello della libertà.
Prenderà la decisione giusta? Accetterà il suo destino? Lascerà andare il suo passato?

Chi ero? Non lo sapevo
Chi sono? Wambleeska
Chi sarò? L’aquila bianca

Biografia

Maria Lucia Caparelli è nata nel 1988, in Calabria. Laureata in biologia, da tre anni lavora come insegnante nella provincia di Pavia. Gestisce la pagina Instagram la ragazza calabrese che ha sancito il suo esordio nel mondo della scrittura. Come una libellula è il primo libro pubblicato in self-publishing. Si tratta di una raccolta di poesie, a cui farà seguito il libro Le lacrime di Halley, una raccolta di racconti brevi.
Scrivere è la sua salvezza. Un salto nel buio senza fine.

Recensione

Buongiorno fanciulli, come state? Oggi voglio parlarvi della cosa che più mi stupisce ogni volta che conosco un autore. Nello specifico quando quella persona riesce a gestire più generi contemporaneamente, senza mai perdere di lucidità, brillantezza e voglia di fare. Ovviamente non sempre è così, ma trovare casi specifici, mi rendo molto fiera perché l’autore che si mette in gioco “seriamente” si vede…ed è palpabile. Dopo una raccolta di poesie, una raccolta di racconti e una vena di ansia con La paura del male, torna con un genere totalmente diverso e la primissima esperienza come effettivo romanzo. Prima di entrare nel vivo, vi lascio alcuni contenuti realizzati per le precedenti opere dell’autrice, così da scoprire cosa si cela dietro la scrittura di Maria Lucia Caparelli.

Recensione – Come una libellula – Maria Lucia Caparelli

Scheda Tecnica Titolo: Come una libellula Autore: Maria Caparelli Editore : Independently published Data pubblicazione: 25 gennaio 2018 Copertina flessibile : 60 pagine Genere: Poesie Cartaceo: 5,50 euro Ebook: 0,99 euro Kindle Unlimited: disponibile Trama “Come una libellula” è un viaggio nella…

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Recensione – La paura del Male – Maria Lucia Caparelli

Buongiorno fanciulli e benvenuti in questa buona recensione in collaborazione con l’autrice Maria Lucia Caparelli che ringrazio per la copia cartacea omaggiata.Quando la collana editoriale Segreti in Giallo ha spiegato questo nuovo progetto, inondando di informazioni, la mia curiosità era…

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Recensione – Le Lacrime di Halley – Maria Lucia Caparelli

Scheda Tecnica Titolo: Le Lacrime di Halley Autore: Maria Caparelli Copertina flessibile: 105 pagine Editore: Independently published Data pubblicazione: 7 ottobre 2018 Collana: Racconti Copertina flessibile: 5,50 euro (in offerta) Ebook: 0,99 euro Sinossi Mi capita spesso di guardare il…

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Come da buon libro di fantascienza che si rispetti, a tratti distopico, ci troviamo in un’epoca tanto lontana da noi. Anno 2350, la Terra non è più il pianeta che noi pensiamo, molte cose sono cambiate e molte dinamiche sono in atto e la voce narrante di questa storia sarà proprio il personaggio citato in copertina: Wambleeska. La storia inizia proprio con il suo risveglio, congelato in uno stato d’ibernazione per cinque lunghi anni, ritorna nel covo dei ribelli con la consapevolezza che l’ambiente intorno a sé, sia cambiato irrimediabilmente e la sua assenza ha influito terribilmente sulle dinamiche presenti dall’inizio della guerra. Tutto il suo odio, ha un nome ben preciso: Signor B. .

Ero in una gabbia.
Una sensazione che purtroppo conoscevo molto bene, come se mi fosse stata tatuata sulla pelle. Ero stato intrappolato in una bolla di sapone per tutta la mia esistenza, in attesa di farla esplodere, ma non c’ero riuscito, mi teneva ancora imprigionato.

Ma cosa è successo? Perché parliamo d’ibernazione? Bene fanciulli, ora che ho attirato la vostra attenzione, vi spiego meglio il world building creato dall’autrice. Dovete sapere che la nostra cara Terra è riuscita per l’ennesima volta ad auto distruggersi perché l’avidità e la voglia di supremazia, hanno corroso il buono presente sulla superficie umana. Il Signor B. ha creato e generato una serie di cloni, atti a servire al genere umano per scopi poco nobili, con l’idea di elaborare diverse analisi scientifiche per obiettivi prettamente personali e successivamente economici, diventando l’uomo più ricco sulla faccia della terra. Il risultato è stata la supremazia degli uomini verso i cloni, rilegati a meri oggetti senza cervello e cuore, con la mera propensione al comando del padrone. Numeri asettici, privi di animo. Ritornare in “vita” sarà per Wambleeska un duro colpo, perché capirà quanto ha lasciato in sospeso e cosa si è generato dalla sua assenza. Bisogna riprendere in mano tutto e riadattarsi per reagire alla forza motrice e devastante del Signor B. Il suo piano non deve diventare realtà.

Aveva bisogno del mio corpo, io ero come un oggetto di cui poteva disporre a suo piacimento.
Io gli appartenevo.
Questo era quello che avevo sempre pensato. Ogni singola fibra del mio essere era sua, ero come una marionetta in mano al suo burattinaio.

Ma perché questo antagonista, è tanto affascinato e ossessionato dal personaggio di Wambleeska? Ovviamente tutto il libro ruota su questo mistero, quindi fanciulli volevate fregarmi ma io sono troppo attenta per cascarci in questa trappola. Dovete comprare il primo volume della serie, per alimentare la vostra curiosità ed interesse. Ma posso offrirvi ulteriori motivi per dare una possibilità per “Il risveglio dell’aquila”.

Chi ero? Non lo sapevo
Chi sono? Wambleeska
Chi sarò? L’aquila bianca

Utilizzando il mantra dell’intero libro, vi rilascio le mie considerazioni in merito. Uno dei fattori scatenanti, atti a farmi apprezzare tanto questo libro, è la voglia di libertà. Quella rivalsa dalle oppressioni di ricchi annoiati e meri mercenari, rivalutando lo stesso uso dei cloni. Anche se considerati come oggetti, i cloni possiedono una propria idea delle cose e anche se identici alle loro “matrici”, possono vivere e muoversi in maniera prettamente personale e autonoma. Scoprire quanto nel corso degli anni, possiamo raggiungere un livello di “stupidità” tale da farmi venire la pelle d’oca, porta a tante riflessioni interiori. Ok, stiamo parlando di un libro di fantasia ma l’atteggiamento e i pensieri, non sono poi tanto lontani dalle dinamiche odierne: vince sempre chi riesce a scacciare l’essere inferiore. Il clone può essere tranquillamente identificato come le persone povere che servono i ricchi, coloro che possono permettersi di avere al loro fianco un servo e pagarlo con la vita.

Venivamo al mondo per soddisfare le esigenze e i desideri degli umani. La nostra vita era priva di significato, eravamo come gocce in un oceano immenso, nel quale ci perdevamo fino a non ritrovare più la rotta e a scomparire. Eravamo parte di un pianeta che non ci voleva, che ci respingeva, che non ci accoglieva.

Lo stesso simbolo che contraddistingue il libro: è l’aquila. Icona grafica proiettata in più punto, leggenda inoltrata all’inizio della storia, rappresenta la fonte motrice di ogni piccolo e significativo pensiero/azione di Wambleeska perché proprio come il maestoso e alato animale, desidera ardentemente eliminare quelle catene che stringono intorno all’essere umano, che sia vero o clone. Nessuno può mettere un bollino e rendere speciale una “specie”, siamo noi a decidere cosa è giusto o sbagliato. La libertà di scegliere, pensare, agire, sono le fondamenta del primo volume fantascientifico di Maria Lucia che si dimostra, anche in questa circostanza, capace di reagire e far riflettere, senza mai forzare la mano. Grazie ai dialoghi ben costruiti, le informazioni assestate al punto giusto e le “azioni” dinamiche al punto giusto, avevo come l’impressione di aspettarmi in televisione una serie tratta da questo libro. Molto scenografico e dalle dinamiche propositive per un buon film di fantascienza, vi invito a sostenere un’autrice self italiana, capace di emozionare anche in un mondo tanto lontano a noi ma fin troppo vicino al nostro cuore.

L’odio, combinato alla sete di potere, era capace di far commettere agli individui delle cose terribili. Era in grado di accecare una persona a tal punto da far scomparire qualsiasi barlume di luce potesse avere.

Consiglio la lettura a tutte le persone che amano il genere, senza troppe pretese “sanguinolenti” ma piuttosto dediti alle riflessioni introspettive attraverso situazioni che potrebbero veramente accadere in un nostro futuro. Un libro pieno di colpi di scena, senza necessitare di scontri troppo accessi ma solo utilizzando esempi e parole. Ho apprezzato l’azzardo dell’autrice e spero in un seguito il prima possibile.

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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