Review Party: Taste me – Chiara Cavini Benedetti

Buongiorno splendori, oggi sono qui a parlarvi di un libro uscito ieri, che non mi ha solo stupita, ma mi ha letteralmente catturato il cuore (e giuro che non me lo aspettavo). Siete pronti a sapere quello che ho pensato di Taste me di Chiara Cavini Benedetti? Allora proseguite pure.

Ringrazio l’autrice per la copia arc in anteprima.

Titolo: Taste me
Autore: Chiara Cavini Bendetti
Data di pubblicazione: 05 novembre 2021
Genere: Forbidden romance
Editore: Self publishing
DISP. SU KINDLE UNLIMITED!
Ebook: €1,99
Cartaceo: €15,50
LINK D’ACQUISTO

«Continui a giocare con il fuoco, ragazzina.»
«Perché voglio bruciarmi. Bruciami, chef.»

Rayden Wade è la perfezione racchiusa in una giacca da chef. Bellissimo. Determinato. Capace di far tremare chiunque con un unico sguardo. E fa tremare me. Ogni volta che mi parla, che mi sfiora, o anche solo che respira. So che non dovrei volerlo. So che dovrei stare lontana da lui e dall’oscurità racchiusa nei suoi occhi. Proprio come so che, se scoprisse ciò che nascondo, non mi guarderebbe più allo stesso modo. Ma non sono l’unica ad avere dei segreti, e quelli di Rayden sono molto più pericolosi dei miei. Un bravo chef dovrebbe saper gestire il fuoco, ma quello che tormenta la vita di Rayden lo sta divorando. E se non posso salvarlo dalle fiamme… brucerò con lui.

Prima di iniziare ho due premesse da fare: quando mi è arrivata la richiesta di lettura per Taste me ho accettato ad occhi chiusi perché il modo di scrivere di Chiara Cavini Bendetti mi piace un sacco, ma avevo anche un po’ paura perché la componente forbidden non rientra proprio nei miei interessi, ma mi sono ricreduta fin da subito. E sono stata contenta di ricredermi, perché almeno per me… questo è uno dei best di quest’anno.

So che per molti potrebbe sembrare strano, ma fin dal prologo ho sentito un trasporto incredibile con questa storia. Credo di essere rimasta fin dal principio colpita dal rapporto che Avery ha con il padre (argomento per me delicato), ma soprattutto mi ha colpito il fatto di avere di fronte agli occhi una ragazzina di diciotto anni che però sulle spalle è come se ne avesse il doppio, se non di più. Avery è matura per la sua età, è matura a causa del suo passato, delle perdite subite e per come vive. Lei vive i suoi sogni, combatte per essi, credendo in sé stessa, nelle sue capacità. È una cosa che mi è piaciuta un sacco, perché spesso nei romance – soprattutto quando ci si ritrova davanti una protagonista così giovane – non è la donna della situazione ad avere il controllo, la forza o le palle (passatemi il termine), invece l’autrice ha voluto far risaltare quanto non importino i drammi, i problemi o le ingiustizie subite, perché si può essere anche giovani, ma il tutto ha sempre una doppia faccia della medaglia: la vita è fatta di scelte, e perché bisogna buttarsi giù quando ci si può rimboccare le maniche e sorridere? In questo concetto mi sono rivista molto, perché non è che nella vita non ci si possa abbattere, ma a volta un sorriso, o semplicemente emozionarsi per i piccoli traguardi raggiunti, ti fa sentire veramente viva e sorridere fa bene.

Non voglio pensaste che Rayden mi abbia convinto meno di Avery, perché in realtà l’autrice ha dato il giusto spazio e spessore anche a lui. Rayden è un uomo che pare severo, dispotico, che ha raggiunto i suoi sogni, che pretende la perfezione perché ha bisogno di risalire in sella, di riscattarsi. Quando decide di aprire il nuovo ristorante non si sarebbe mai potuto aspettare di ritrovarsi tra i piedi una ragazzina caparbia, che anche se piccola ha dentro un fuoco che lo convince a puntare su di lei. Sono stati proprio gli occhi di Avery a far sì che lui aprisse i propri. Grazie ad Avery, Ray, impara a sorridere, a riamare il suo lavoro partendo dalle piccole cose, prende coscienza di sé e del fatto che non deve per forza essere sempre il super-alpha della situazione, che pretende e basta. Insomma, si apre ad avere un rapporto, nonostante il suo passato sia sempre lì in agguato, facendolo quasi impazzire con i sensi di colpa.

Una delle tante caratteristiche che mi ha colpito del romanzo è lo spazio che l’autrice ha dato all’ambito culinario: non si è fermata a dire che lui fa lo chef, che lei ama la cucina e che ha dei sogni. Ha permesso al lettore di entrare in quella cucina, di vedere il dietro le quinte, d’imparare di più su un mestiere che sacrifica tanto la vita di chi ci lavora ma dove per alcuni quello non è semplicemente un lavoro, è vita, una realizzazione personale.

Ho apprezzato tanto la tenacia di Avery, il suo carattere forte, dove non si arrende mai, dove i sorrisi non sono mai sprecati, dove l’impegno può portarti ovunque perché non bisogna mai arrendersi. Il rapporto tra i due è un continuo crescendo, dove prima si basa sull’attrazione, la curiosità, dove l’impegno per un lavoro sfocia in molto di più; poi arrivano i sentimenti, la passione, lo scoprirsi, l’amalgamarsi, lo stare bene insieme. Per me è stato come vedere un composto che lievita, per poi diventare un dolce da assaporare e amare. Tra i due, forse, quello che fa più passi avanti è Rayden, l’autrice credo abbia puntato molto sulla sua crescita emotiva, dove lo vediamo aprirsi, sorridere di più, amare di più e combattere con i suoi demoni del passato – anche sbagliando, anche ferendosi e soffrendo.

Non ho trovato nulla di scontato in questa storia, ogni pagina è stata un crescendo di emozioni, di sentimenti, di botte in testa che non ti aspetti. Non mi capita spesso, ma ho percepito fin dal principio che non sarebbe stata una semplice storia d’amore. Consiglio candidamente questo romanzo, e lo faccio a cuore leggero, sapendo che i gusti sono gusti, che non possiamo pensarla tutti nello stesso modo ma credo sia innegabile la bravura di Chiara Cavini Benedetti – nella scrittura e anche nella struttura che ha dato a questo libro (ma in realtà questo è un pensiero generale sulle sue pubblicazioni).

Che dire ancora? Ho letteralmente divorato questo romanzo in una giornata, ho amato tutto e spero si sia capito, ma soprattutto spero possiate dare a “Taste me” una possibilità, perché secondo me non ve ne pentirete. Cinque stelle è dire poco e ribadisco che per me rientra assolutamente in uno dei miei best dell’anno.

Jess.


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