Recensione – Sull’Orlo del Vespro – Amina Havet

Era nato cacciatore, lo aveva sempre saputo nonostante non amasse infrangere le regole. Figlio di contadini era sempre stato una persona onesta ma da quando la carestia aveva raggiunto anche loro, cacciare nelle terre del sovrano era diventato l’unico modo per sopravvivere.

Scheda Tecnica

Trama

Chi ha paura delle streghe? Cristopher Lancaster se l’era chiesto più volte prima di infrangere il divieto di bracconaggio. Figlio di umili contadini, si era sempre considerato un ragazzo onesto fino a quando la carestia lo aveva costretto a cacciare nel bosco pur di aiutare la sua famiglia. Guardarsi le spalle e sorvegliare quelle degli altri, era una tacita regola a cui tutti quelli come lui sottostavano prima di mettere piede nella foresta, ma proprio questo principio gli si ritorcerà contro, quando una notte si accorgerà che l’incauto bracconiere a cui ha deciso di prestare soccorso, è in verità una donna. La sorpresa di scoprire la moglie del suo signore sola nel bosco sarà molta, ma sicuramente non tanto quanto lo stupore di accorgersi che questa è una strega disposta a uccidere pur di mantenere segreta la sua natura. In una manciata di secondi Cristopher passerà dallo stato di predatore a quello di preda e l’inseguimento tra i due, si trasformerà in una caccia all’uomo che culminerà con una pesante maledizione che costringerà Cristopher a vivere nella sua forma umana esclusivamente di notte, e a vagare sotto le sembianze di un gatto nero di giorno. Con il passare dei secoli Cristopher riuscirà a far perdere le proprie tracce, ma proprio nel momento in cui credeva di aver conquistato un suo equilibrio, ecco che la minaccia del passato tornerà a bussare alla porta del suo presente. In un mondo dove il confine con la superstizione è sottile come il soffio del vento, Cristopher sarà costretto a fare una scelta: affrontare la sua più grande paura o continuare a nascondersi tra le pieghe del tempo pur di fuggire dalla creatura che lo vuole morto.

Biografia

Amina Havet. Nata il 16 Marzo 1985 e cresciuta per il mondo, Amina Havet ha sempre nutrito un forte interesse per la cultura e le leggende locali di ogni Paese. Laureata in Lingue per la Comunicazione Internazionale nel febbraio del 2008, ha deciso di unire la passione per la creatività e l’amore per la fantasia in un unico libro che ha come protagonista indiscussa la millenaria città di Roma, da sempre centro del mondo e punto d’incontro per le persone di diversa nazionalità.

Recensione

Buongiorno fanciulli viandanti e benvenuti in questa recensione scoccata il giorno più pauroso dell’anno, dove streghe e magia impregnano l’aria senza togliere la nostra cara nostalgia di fantasia costante che mette un carico maggiore al libro scelto per voi. Primo di una trilogia urban dark fantasy, conosciamo così il percorso di Amina Havet che decide di rinnovare la sua opera nel corso degli anni e dimostrare che le storie possono essere sempre migliorate, se il legittimo proprietario ha il coraggio di mettersi in gioco.

Dalla trama molto curiosa e quella sana nostalgica superstizione dei gatti neri, ci immergiamo Sull’ordo del Vespro che si propone come libro introduttivo della serie ma pilastro più leggero di quello che sembra. Perché, dovete sapere fanciulli, che l’autrice ha saputo bilanciare molto bene quella fantomatica proporzione tra informazioni/pesantezza e dinamiche/riflessioni. Ma entriamo nel vivo.

La nostra storia viene incentrata principalmente sulla pelle di Cristopher, un ragazzo comunissimo che per vivere si diletta a cacciare e senza nessuna remore cosciente, oltrepasserà un limite invalicabile incrociando il suo cammino con una vera e propria strega. La maledizione è servita.
Passano i secoli e Cristopher rimasto eternamente un ragazzo giovane, cova un grande segreto che lo rende fotosensibile alla luce perché sotto sortilegio maledetto. Trasformato in un gatto dal pelo nerissimo, vaga per le città odierne zampettando alla luce del giorno ma cacciando da bravo predatore umano, la notte. Una doppia vita che fortunatamente non farà da solo.

Cercando di evitare possibilmente spoiler, mi fermerò qui e indagheremo insieme sui lati positivi e negativi di un libro che ha piacevolmente accompagnato le mie ore di letture senza mai strafare. Sull’orlo del Vespro è un volume contestualmente breve (meno di 300 pagine) ma ricco di tante e ingarbugliate sfaccettature. Una su tutte, sarà la concezione delle streghe. Da sempre considerate cattive e relegate, in questo volume possiedono un ruolo predominante (per non dire primario) che provocherà veri e propri atti di caos che vanno fermati. Poteri estremamente elevati anche nei giorni nostri e palesemente alla luce del giorno per tutti noi. Questa voglia di porre “importanza” a questa figura, a tratti referenziale, è particolarmente piaciuta al mio lato stregato anzi a dir poco solleticato. Il fatto di dare letteralmente “la caccia alle streghe” sarà molto evidente per tutto il libro, senza mai risultare una carneficina immotivata.

Altro lato molto amato, è l’ideologia del gatto nero da sempre considerato la chiara trasposizione demoniaca di tutti i pregiudizi, in questo libro possiede un ruolo elegante e riflessivo ponendo l’attenzione su tutti quei comportamenti che nei giorni nostri, anche meno. Grazie. Il tutto visto da una mente giovane e allenata come Cristopher, ricorderà quanto i tempi maturi non cambieranno mai la mente bigotta delle persone.
Diffidente di natura, la chiara trasposizione animale del ragazzo verrà dedicata al dolce felino total black, simbolo di fierezza, audacia da tanta diffidenza in tutto e tutti. Coerenza pura.

I personaggi della storia, sia primari che secondari, avranno un buon ruolo equilibrato senza mai scavalcare o evadere lo spazio altrui. Il giusto mix permette di legare con tutti e apprezzare oppure odiare, qualsiasi protagonista della storia. Essendo rivolto principalmente per un pubblico giovane, la ship è immediata per tutti e le coppie sono palesemente servite su un piatto d’argento, invogliando il lettore a proseguire e scoprire le dinamiche in serbo per noi. Sarete ampliamente accontentati, promesso.

La parte “magica” ha un buon ruolo predominante, descritto in maniera dettagliata ma mai pesante, ti rende ulteriormente godibile in momenti di azione vera e propria, creando delle bellissime dinamiche attive. Per evitare spoiler, vi dico solo che la “caccia” sarà molto animata e i battibecchi renderanno comica anche la scena più “seriosa”, ottimo mix per alleggerire gli atti in sé, considerabili cruenti. La stessa maledizione verrà interpretata e “digerita” dai protagonisti che convivono con loro stessi, senza mai rinunciare a nulla e permettendo alla immortale giovinezza, di crescere con loro.

Come ammette caldamente la stessa autrice, non ci troviamo di fronte alla storia originale del secolo, basti pensare ai riferimenti a Sabrina – Vita da strega, Ghostbusters – Acchiappafantasmi, L’incantesimo del lago… potrei andare all’infinito. L’arma vincente di questo libro è la forma della storia stessa. Non si proietta come qualcosa di nuovo e innovativo ma accattivante e ammaliante nella sua semplicità. Vicina ai più giovani, tocca le corde che ognuno di noi (amanti del genere) ci aspettiamo dopo mille e infiniti libri con storie troppo articolate e intrecciate che ti rendono confuso e “affaticato”. Sull’orlo del Vespro è una chiara boccata d’aria al genere Urban Dark Fantasy che non disdegna le sue origini ma si discosta dai canonici libri al quale siamo diventati abitudinari e assuefatti. Una storia che si legge in maniera veloce, piacevole e preventivamente coscienti delle dinamiche palesi anche per l’occhio meno allenato. Amina Havet scrive in maniera fresca e genuina, senza mai alterare troppo la concezione delle cose ma lasciandoti e lanciandoti dei bei messaggi di amicizia, amore e un pizzico di magia.

Opterei per una veloce rilettura acchiappa-refusi per scovare ed eliminare gli ultimi strascichi rimasti dall’ultimo restyling e un abbassamento del prezzo elevato considerando il pubblico di riferimento, troppo giovane per investire 20 euro su una storia auto-pubblicata che non propone una storia nuova ed originale (basti pensare che Fidanzati dell’inverno con casa editrice, flessibile, per un totale di 504 pagine, viene a costare 16 euro). Per il resto è una storia che consiglierei a tutte le nuovi menti che vogliono approcciare al genere, e tutte quelle persone che vogliono volutamente staccare da libri troppo strong nei momenti sbagliati. Un bel momento di relax tra amori e litigi, magia e maledizioni, tra gatti e brezze vivaci…ops, mi fermo qui. Non vedo l’ora di leggere anche L’Anello Mancante e sperare di chiudere un cerchio semi aperto dal primo volume.

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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