Recensione – Nodo di sangue – Antonella Vigliarolo

«Perché vorresti andartene?» scosse la testa lei, «Si sta così bene qui.»
«L’equilibrio interiore di un uomo vale più della sua gioia.» George sospirò, voltandosi verso il mare. «Vale la pena fare qualche sacrificio per rispettarsi e onorare quello in cui credi, anche se il cammino sembra faticoso e gli ostacoli insormontabili. Non c’è nulla di più importante che essere fedeli a se stessi, Dafne. Voglio soltanto che ti ricordi questa cosa per me. Qualsiasi cosa succeda. […]

Scheda Tecnica

Trama

Dafne Foscolano ha lottato a lungo per costruirsi una vita serena e normale, lontana tanto dai traumi della sua infanzia quanto dai drammi costanti della pittoresca cittadina in cui è stata educata alla stregoneria. Eppure, quando il suo insegnante ed ex-tutore, George, scompare in circostanze misteriose, non ha altra scelta se non fare ritorno a Rocca Brumosa, un luogo magico e pericoloso dove varie specie sovrannaturali e comuni mortali hanno stabilito una riluttante convivenza. Si troverà a collaborare con lo spietato vampiro Zeno, a dispetto della diffidenza astiosa che nutre verso la sua intera specie e a confrontarsi, ancora una volta, con una comunità in cui segreti e bugie sono davvero all’ordine del giorno, riscoprendo però anche se stessa e le sue radici di strega.

Recensione

«Siamo quello che siamo, sia tu che io» replicò assente al socio del suo insegnante, ancora distratta da quella sua nostalgia fantasia.

Eccoci qui a commentare insieme uno dei libri che ti aspetti prossimamente nel catalogo Netflix, conteso tra Buffy e The Vampire Diaries perché fin troppo nelle corde di noi amanti di stregoneria e sono vampirismo. Arriverete ad un punto dove avrete l’ardito desiderio che questo primo volume non finisca mai. Ovviamente essendo una storia molto ampia, eviterò volutamente tantissime considerazioni (anche importanti) perché non voglio rovinare ogni forma di sorpresa.

Chi tra le persone che erano nella sua vita non aveva i suoi segreti? E chi tra loro poteva dirsi non pericoloso?

Iniziamo dal principio, Dafne è una ragazza esclusa da tutti perché considerata diversa, dedita al primordiale potere e mirino di troppi occhi indiscreti. Venduta per pochi spiccioli, la ragazza verrà educata alla stregoneria attraverso gli insegnamenti di un maestro che offre alla protagonista raggiunta l’età adulta, l’occasione di cambiare vita e decidere per sé. Mettendoci nei panni di Dafne, campiamo che la scelta è palesemente chiara; vivendo un’intera esistenza lontana dalla normalità, si percepisce subito il valore di una nuova vita per lei. Ma da buona cattivella, Antonella mette in gioco la carta del destino che riporterà la giovane donzella sui suoi vecchi passi, fino alla porta della sua vecchia casa: ben tornata Dafne, Rocca Brunosa aspettava solo te. In un luogo impregnato di magia e dalle creature più disparate, Rocca Brunosa cela sotto il tappeto, una storia intrinseca di sovrannaturale e fare la conoscenza con il burbero vampiro Zeno, sarà solo la goccia di sangue che toccherà la nostra protagonista.

«Hai idea di quanto sono vecchio? Potrei smembrarti senza il minimo sforzo.»
«Possiamo mettere da parte le minacce e concentrarci sul retro, per favore? Questa notte non durerà in eterno.»

Essendo un volume estremamente grande, la vastità di argomenti sarebbe pieno di riferimenti troppo specifici e inerenti a personaggi che scopriamo nel corso della storia, quindi mi soffermerò sulla figura di Dafne e Zeno. Uno degli elementi predominanti della narrazione, è la crescita della protagonista che segue un periodo di accettazione e consapevolezza che precede tutta la intro dell’opera, apparentemente rallentando le dinamiche ma personalmente convinta che l’autrice non poteva fare di meglio. La necessità di strutturare il carattere complesso della protagonista, aiuta non solo il lettore ad immedesimarsi nel suo personaggio, non solo conoscere un’ambiente particolarmente ostile ma dare profondità ai legami che circonderanno tutta la storia. Questo libro è molto vasto, che alterna i punti di vista nel corso della storia, passando dalla protagonista Dafne a personaggi secondari che creano dinamiche utili oppure lanciano informazioni che unite alle precedenti, amplificano tutto il contesto scelto.

Cosa penso di questo libro? Ammetto che la mola di pagine, inizialmente, ha spaventato molto perché era da tanto che non leggevo qualcosa di così tanto lungo ma quando sono arrivata alla fine, speravo di avere subito il seguito per fiondarmi senza tanti pensieri. Ebbene sì cari fanciulli, questo non è un libro autoconclusivo e Antonella ci delizierà con un seguito, sicuramente più “concreto” perché necessitava una presentazioni molto ampia del tutto. Anche se non abbiamo effettivi scontri tanto “attivi”, i momenti di suspance non mancano mai, anzi sono i momenti più accattivanti perché vengono narrati in modo approfondito e mai tediante, animati e coinvolgenti, dinamici e molto concreti. Ho apprezzato la scelta di “equilibrare” tutta la storia, anche se l’inizio può risultare un po’ lento ad ingranare. Ogni cosa possiede il suo tempo. L’autrice ha ottime conoscenze di prosa e mondo “dark fantasy”, deliziandoci di aneddoti rievocativi e molto affini agli amanti del genere, senza mai disdegnare i primi approcci “romantici”. Uso le virgolette perché effettivamente di “romance” non c’è molto ma quei brevi accenni alimentano molto bene la curiosità.

Ho amato alla follia Dafne perché racchiude l’emblema di protagonista indiscussa di un libro. Insicura, impicciona, estremamente curiosa, forte e tenace, dai poteri magici bene evidenti e spiegati alla perfezione, buffa e impacciata in alcuni contesti, grintosa e senza paura in altre. Una donna piena di sfaccettature che non vedi l’ora di conoscere. Non si cela nessuna esigenza di appoggiarsi agli altri, anzi odia tutto il tempo Zeno che metterà zizzanie per ogni singola azione della ragazza. Il fatto di evitare “aiuti” esterni, tradotti solo in semplici “incoraggiamenti”, sono state le scintille scatenanti dentro di me: per una volta la protagonista non è succube della figura maschile e riesce a raggiungere ogni suo obbiettivo o percorso, totalmente da sola. Finalmente anche nei libri, le cose stanno cambiando.

[…] Fin da quando era stato umano, se si trattava di prendere una decisione, aveva sempre messo al primo posto se stesso senza indugi, rimorsi, vergogna o ripensamenti. Aveva messo al primo posto se stesso perché la vita gli aveva insegnato presto che se tu non ti davi la priorità assoluta, nessun altro l’avrebbe fatto.

Cosa non funziona? Come anticipato all’autrice in privato, questo libro possiede dei piccoli dettagli che ostacolano l’apprezzamento complessivo e mettono confusione il lettore in diversi punti. Iniziamo dal fattore “costruzione”: l’opera è composta da una struttura di POV alternati; anche se maggior parte della narrazione racconta le vicende di Dafne, ci sono dei lassi temporali dedicati a personaggi utilizzati come “mezzi” secondari o primari in base alle dinamiche successive. Cosa succede se non vengono precedentemente segnati ad inizio capitolo? Che il lettore non riesce a comprendere a monte chi argomenta, trovandosi confuso (soprattutto all’inizio) e spaesato perché non viene supportato dalle informazioni basilari.

Altri fattori concatenanti e molto spiacevole, sono la presenza di diversi refusi e di una struttura “visiva” altalenante. Cosa intendo nello specifico? Tutto l’opera è un susseguirsi di cambio interlinea che oltre a risultare stilisticamente poco professionale, porta il lettore a chiedersi perché ha investito in un libro di 24 euro impaginato così malamente e dai refusi troppo numerosi in proporzione al numero di pagine (ovviamente troppo elevate per la mal gestione del file). Anche l’assenza della sillabazione, porta a crearsi una serie maggiore di pagine, facilmente evitabili.

Purtroppo anche le informazioni iniziali, possiedono delle “distrazioni”: partiamo dalla copertina che non richiama e non invoglia il lettore a leggere un libro troppo “basic” per le sue meravigliose possibilità e cosa più importante, non viene mai segnalato da nessuna parte (sia su Amazon che sulla copertina o interno libro) che questo volume non sia autoconclusivo. Non sapere che la storia comprende il primo volume di una dilogia, una trilogia o una saga…chissà non ci è dato conoscere tale informazione, porterà insicurezza nel lettore perché non saprà mai quanto dovrà sborsare per l’intera serie e in un contesto storico dove i soldi sono fin troppo importanti, questa semplice informazione sarebbe gradita.

Mi dispiace tantissimo perché reputo la scrittura di Antonella magistrale e la sua storia, una meravigliosa perla tra tante realtà ma reputo che sia stata gestita grossolanamente e paradossalmente a sminuito la “preziosità” dell’opera stessa. Se volete andare oltre questi “difetti” che personalmente sono la base, e investire (letteralmente) su questo libro, sono la prima che vi consiglia caldamente di dare una possibilità ma ovviamente dovete mettere in ballo tutto. Posso assicurarvi che la storia merita tantissimo e se siete amanti di vampiri, intrighi, vera magia, una protagonista concreta e un libro che vi lasci “sazio” con una puntina di nostalgia, siete nel posto giusto. E se un giorno mostreranno questo libro sotto forma di serie TV, sarò in prima fila per tifare per Zen….ops volevo dire Dafne.

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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