Recensione – The darkness of soul – Monique Vane

Un ordine senza sentimento o parvenza di emozione.
Solo un ordine.
È questo che merito?

Scheda Tecnica

• Titolo: The darkness of soul
Autore: Monique Vane
• Copertina e impaginazione: Palma Caramia
• Copertina flessibile: 310 pagine
• Editore: Independently published
• Data pubblicazione: luglio 2020
• Genere: Contemporany Romance
Cartaceo flessibile: 12,99 euro
Cartaceo rigido: 17,99 euro
Ebook: 2,99 euro
• Kindle Unlimited: disponibile

Trama

Ha patito la fame, ha attraversato i mari e corso pericoli in cerca di salvezza, ma tutto quello che ha trovato è stato l’Inferno.
Un Inferno fatto di furti e omicidi che pesano sulla sua anima, come le torture e gli sfregi segnano il suo corpo.
Poi è arrivata lei, un tenero fagottino, e la promessa di portarla in salvo gli ha dato uno scopo: l’avrebbe salvata a costo della sua vita, lo doveva a lei, lo doveva a lui, lo doveva a chi lo aveva amato pur non avendo obblighi, solo per il ragazzo che era. 
Ora che lei è maggiorenne, il suo compito è ancora proteggerla, ma non sa più se deve proteggerla solo da Lui o anche da sé stesso.
La guarda e vede nella sua purezza, quel qualcosa che nessun’altra donna ha, la guarda e la desidera come non gli è mai successo. Lei lo rende debole e lui non può permettersi di avere debolezze.
Un uomo così deve fare paura, lui detiene il potere perché non si lascia toccare dalle emozioni, non ha una coscienza, la sua anima è così oscura che nessuna luce potrà mai rischiararla, nemmeno lei, la sua voglushe…
Lui è Elijah King, il fottuto Re di Atlantic City

Il romanzo contiene scene di sesso esplicite.
Benvenuti nel mio mondo,
se siete qui è solo per due motivi:
o state scappando da qualcosa o la state cercando.

Recensione

Benvenuti fanciulli in questa nuova recensione dedicata all’ultima opera di Monique Vane. Dopo averci deliziato con una serie che ha tolto il fiato a molte donzelle (Purple Series) e resuscitato emozioni con i dolci occhi di Eva (Shiva occhi belli), ha deciso di cambiare rotta e spingersi in oscuri meandri dark.

Nasce così The darkness of soul, pensata e sviluppata come serie autoconclusiva ma intrecciata tra loro. Come accennato precedentemente, in questa occasione l’autrice ha deciso di introdurre una nuova impronta al suo stile e “imporre” (giusto per enfatizzare il tono) decisione e maggiore strafottenza sia nella sua scrittura ma in particolare al personaggio maschile di questo libro. Occhio che questo protagonista o l’amate oppure lo dannate per la vita.

Ebbene sì, parleremo di diavoletti malandrini e angeli innocenti che rievocheranno in chiave moderna, la trasposizione della mela peccaminosa di Adamo ed Eva. Ma, conoscendo l’autrice, troverete le carte ulteriormente alterate perché la parte buna “del patto” sarà interpretato da Nives che letteralmente sarà candida come la neve (derivato dalla Madonna delle Nevi). Il nostro racconto inizierà proprio da questo punto.

Cresciuta in un convento, Nives è il ritratto dell’innocenza immacolata; sempre ligia nel suo ruolo, rispettosa delle suore che considera la sua vera famiglia e qualche “marachella” per sentirsi una giovane ragazza normale. Ignara di qualsiasi dinamica interna ed esterna, vive in una costante bolla pacifica, all’oscuro del destino che busserà a breve nella sua vita. Questa prigione di vetro, porterà un desiderio costante di conoscenza nel cuore della fanciulla; non sapere cosa circonda la sua esistenza è un tarlo tanto pesante da digerire.

Proprio come nella vita vera, non esiste solo una faccia della medaglia ma per coerenza veniamo a conoscenza del lato oscuro dell’uomo attraverso gli occhi di Elijah King. Figura temuto da tutti e ammirata da pochi eletti, un protagonista molto controverso e difficilmente “comprensibile” senza un’attenta propensione all’analisi maggiore della sua figura. Ha tratti cattivo e spiegato, cela un passato molto sofferto e pieno di schegge pronte a conficcarsi più vicine al cuore.

[…]«Non scusarti mai se non hai colpe, non scusarti mai per essere te stessa, non scusarti mai se le persone non ti capiscono, ti faranno sentire inadeguata. Il mondo là fuori ti farà sentire piccola e insignificante, ma tu non devi lasciargli questo potere. Ricordalo,» conclude con un velo lucido che aleggia nelle iridi azzurre.[…]

Una storia perennemente concentrata sul concetto di redenzione e lotta perenne tra il bene e il male. Essendo palesi i ruoli scelti per ognuno, comprendere le menti mutevoli dei protagonisti attraverso i POV alternati, è possibile decifrare la mente umana e le dinamiche che si creano di conseguenza. Scelte discutibili e difficilmente trattabili, porteranno il lettore a scegliere da che parte stare e alterare costantemente pensiero perché influenzabile.

Come specificato dall’autrice su ogni superficie visibile ahahaha (giusto per specificare quanta cura viene posto nel rispetto del lettore finale), questo libro contiene scene e atti molto violenti e crudi, tali da poter urtare la sensibilità di qualcuno. Confermo e sottoscrivo questo punto. Personalmente non risulta un problema perché amante del genere dark romance e mafia romance, questo dettaglio va ad evidenziare anche il contesto sessuale. Mi fermo qui per evitare spoiler e troppi dettagli importanti.

Cosa ne penso? Come accennato ad inizio recensione, la pragmatica e birbantella autrice è già nota su questi schermi quindi, avendo letto ogni singola opera, noto palesemente la crescita avvenuta nella scrittura di Monique, la sua “sicurezza” si respira fin da subito e il “peso” dei personaggi è fortemente caratterizzato, a tratti perfino sfrontato.

Una delle mie paure più grandi era lo spazio dedicato all’aspetto “religioso” perché essendo cristiana ma non praticante, avevo la netta ansia di trovarmi una litania atta a convertirmi. Per fortuna non è così perché viene utilizzato come mezzo/linguaggio e non come propaganda effimera; una morale intrinseca dell’umanità.
È palese il desiderio dell’autrice di “far riflettere” sulle coerenze del bene e del male, quanto siamo soggiogati dal sistema e quanto abbiamo perso per questa debolezza.

Un libro rude proprio come Elijah ma immacolata come Nives che muterà nel tempo perché plasmata dall’aria tossica della vita.

Consigliato a chi desidera lasciarsi guidare dalle diverse emozioni che ci circondano, che non “patiscono” il linguaggio spinto e “sporco” senza lasciare spazio ai tentennamenti. È una storia diversa rispetto al “curriculum” di Monique Vane ed ammetto che sono stata destabilizzata da ciò, perché non aspettavo questo plot twist estremo. Apprezzo la voglia di cimentarsi in nuovi stili e dinamiche, perché dimostra quanto un’autore desideri andare oltre la proprio comfort zone.
Come accennato, la caratterizzazione dei personaggi è nettamente polarizzante, quindi dipende tutto da voi. Uno di quei libri che vi porterà ad impazzire…in tutti i sensi. Cosa t’inventerai la prossima volta, cara Monique?

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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