Recensione – The Bizarrism Edizioni – John Mcdillan

Eccoci qui riuniti per un po’ si sana pazzia a suon di Bizzarre storie che non possono essere che associate al buon John Mcdillan con la serie The Bizarrism Edizioni. Sul blog abbiamo precedentemente parlato di:

concludiamo il cerchio con i restanti volumi del simpatico autore. Ps. attenti che le sorprese non sono ancora finite perché qualcuno potrebbe intervenire con un colpo di scena finale. Occhio!!!

Scheda Tecnica

  • Titolo: The Jester’s Rhymes
  • Serie: The Bizarrism Edizioni
  • Volume: 2
  • Autore: John Mcdillan
  • Copertina flessibile: 121 pagine
  • Dimensioni: 12.7 x 1.02 x 20.32 cm
  • Editore: Independently published
  • Data pubblicazione: 15 aprile 2020
  • Genere: Letteratura, Fantasy
  • Cartaceo: 9,99 euro
  • Ebook: 0,89 euro
  • Kindle Unlimited: disponibile

2° Atto della Trilogia del +1: Un continuo per “17 Novelle Bizzarre +1” certamente inusuale… The Jester’s Rhymes, come ogni opera inerente al Bizzarrismo, non è una semplice raccolta di poesie… Proprio come le giornate non sono degli agglomerati di consumate ore… Le piacerebbe addentrarsi nella novità?

Scheda Tecnica

  • Titolo: The XVIII
  • Serie: The Bizarrism Edizioni
  • Volume: 3
  • Autore: John Mcdillan
  • Copertina flessibile: 313 pagine
  • Dimensioni: 12.7 x 1.02 x 20.32 cm
  • Editore: Independently published
  • Data pubblicazione: 30 aprile 2020
  • Genere: Letteratura, Fantasy
  • Cartaceo: 13,31 euro
  • Ebook: 2,97 euro
  • Kindle Unlimited: disponibile

3° Atto della Trilogia del +1: Un finale onirico. The XVIII è l’ultima parte (apparente) della Trilogia del +1. Un romanzo astratto, alternativo, delirante… Non è possibile definirlo come un semplice racconto… È una storia vera, deturpata da molteplici e inspiegabili sogni incastonati tra loro, che si divertono a mutare la linea temporale della realtà, dando posto ad un’inspiegabile e bizzarra ilarità…

Scheda Tecnica

  • Titolo: Clocks
  • Serie: The Bizarrism Edizioni
  • Volume: 4
  • Autore: John Mcdillan
  • Copertina flessibile: 51 pagine
  • Dimensioni: 12.7 x 1.02 x 20.32 cm
  • Editore: Independently published
  • Data pubblicazione: 1 maggio 2020
  • Genere: Letteratura, Fantasy
  • Cartaceo: 4,44 euro
  • Ebook: 2,99 euro
  • Kindle Unlimited: disponibile

4° Atto della Trilogia del +1: Ogni cosa nella nostra vita ha bisogno di un “+1”. Anche una “Trilogia” ha bisogno di un libro in più… Chissà, Clocks sarà sempre portatore di Bizzarrismo e virtù?

Recensione

Avete presente quella vibrante sensazione di stupore nei confronti di qualcosa di diverso e difficilmente collocabile? Bene, mantenete questo patos e rivolgete il vostro sguardo verso la Trilogia del Bizzarrismo o Trilogia del +1 coniato dall’altrettanto bizzarro autore John McDillan del quale conosco già le sue capacità, dopo la lettura del volume 17 novelle bizzarre+1. Dopo quella lettura, la mia mente ancora inebriata dalla pazzia più totale, ha deciso di fiondarsi sul seguito della raccolta e non uscirne più viva senza aver concluso la lettura. Eccomi qui a narrarvi le mie impressioni in merito.

Partiamo dal presupposto che questo mondo estroverso, a tratti spaventoso, risulta di difficile comprensione per chi si sofferma alla superficie delle cose. Se avete difficoltà ad ampliare la vostra mente e cimentarvi nell’estro più totale, non è una lettura adatta a voi. Con questo non intendo scoraggiare nessuno ma approcciarsi a questi libri non è paragonabile ad una lettura easy sulla spiaggia con il caos più totale intorno a lui. Perché?!?!? Semplice, il caos è già compreso nelle pagine e di conseguenza nella mente di John quindi dovete essere lucidamente estraniati per leggere tra le righe.

Giusto per intenderci: lo stesso autore pone un’ampia introduzione a codesta affermazione, proprio per rendere consapevole il lettore finale. Questa lettura va assimilata con tutti i sensi, nulla escluso.

Tutto quello che voi leggete, sarà ricollegato a personaggi di diversa natura, dimensione e spessore; utilizzando un linguaggio sempre attento all’auto-sabotaggio delineato dalla semplice e complessa auto-ironia. Proprio perché il concetto di base è ricollegato al termine “bizzarro”, tutto è equamente associato. Ma chi definisce il limite che ti colloca in questo mondo? Sostanzialmente nessuna linea può salvarci dall’inevitabile: ognuno di noi possiede una particolare peculiarità per il quale possiamo sentirci diversi, strani e bizzarri. Ma cosa vuol dire effettivamente “bizzarri”? Ehhhh vi piace vincere facile…lo stesso McDillan ha dedicato un’intera trilogia per spiegarlo…quindi prestatevi anche voi al gioco.

Questo insieme di piccoli libri dai toni scuri e marcati, sono una serie di riferimenti malinconici e poetici sulla trasposizione moderna, ridicolizzata ma semplificata per chiunque di noi desideri veramente “guardare”. Questo spettacolizzare il tutto, è una chiara dimostrazione di quanto il genere umano sia diventando scontato e ripetitivo, tanto da utilizzare questi “esempi” come manuale per le scuole di pensiero di oggi, domani e nel futuro anteriore…ops ho sbagliato materia.

Questo è uno di quei rari casi dove gli aggettivi, le associazioni o le spiegazioni, sono del tutto effimeri a se stessi perché il Bizzarrismo va sentito da soli per recepire corde che ognuno di noi può ascoltare in maniera diversa. Una chiara danza poetica che fa sognare mondi stranamente reali e uscirne intatti dal delirio più totale. Consiglio questa lettura a tutte quelle persone che vogliono sperimentare il proprio intelletto ed uscirne devastati ma felicemente consapevoli di aver fatto un passo in più verso…chissà…io il mio punto sono riuscito a trovarlo, ora tocca a te.

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

Ah no, quasi dimenticavo, il caro autore bizzarro John McDillan è stato capace di proseguire questa sua linea di pensiero, utilizzando l’arte della poetica in versi…siete curiosi? Io tantissimo, al punto di portarlo a breve sul blog dopo la sua lettura. Work in progress.

Malacostraca

Non sono d’accordo e mi spiego: viviamo in un’epoca dove la poesia vive ancora ma non s’esprime palesemente.
La poesia sta nell’esser osservatori e viver nonostante gli amori, gli orrori.
La poesia è una cacciatrice d’emozioni, scacciatrice di malumori… la poesia è quando vivi e tutto il mondo ti grida: «muori!»
La poesia sta nel dire parole in tre secondi ed esprimere mondi che son dentro a mondi incastonati dentro a mondi che sono dentro ad altri microscopici e macroscopici mondi… la poesia è dire al subconscio altrui: «Ma tu, ti ricordi?»
La poesia sta nel raccontarsi, senza svelarsi. La poesia è mostrare il proprio cuore da lontano a chi è presente e a chi è assente, a chi non ti ha mai pensato e a chi ti ha dato sempre una mano…
La poesia è sia come un crostaceo che un libro in cartaceo: a proteggerli dalla realtà hanno una corazza, ma dentro son saporiti, pieni di bontà e sostanza.

Suvvia! Legga “Malacostraca”. Chissà, potrebbe esser una buona occasione per far sì che anche in lei nasca la passione per la poesia…

«Ma sa che le dico, John?»
«Dica pure…»
«Così sia: Malacostraca, sei mia!»

Malacostraca”, è venuto fuori per un astruso motivo. Pensavo tra me: se dovessi associare la mia poesia a una creatura vivente, quale sceglierei? Un leone? No. Un panda rosso? Forse sì, ma quella è già la mia musa. Un assolotto, un gufo? Non disturbiamo questi amabili animali ampliamente citati dal sottoscritto… e allora? Un crostaceo, ecco. Non avrei potuto scegliere di meglio.

John McDillan

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