Segnalazione- “C’era una volta… dalle fiabe a Netflix” – Raffaella Iannece Bonora

“C’era una volta” è la quarta pubblicazione di Raffaella Iannece Bonora, trentenne campana, laureata in Scienze del Patrimonio Culturale, giornalista, editor, ghostwriter, bookblogger. Divoratrice di libri fin dalla più tenera età, negli ultimi anni si è dedicata alla pubblicazione di volumi di generi diversi, con casa editrice e non, come “La Tavola degli Otto”, “Io mi battezzo…Rebecca” e “Verde Menta”. “C’era una volta…” racchiude le tre grandi passioni della Iannece, l’amore per la storia, per la letteratura e, infine, quello per lo studio, il saggio infatti racchiude molte delle tematiche affrontate dalla scrittrice nella sua tesi di laurea.  Oggi Raffaella Iannece Bonora ha all’attivo collaborazioni con diversi autori, case editrici, giornali e cura l’ufficio stampa di produzioni letterarie e cinematografiche. “C’era una volta” è una volume che unisce storia e leggenda, focalizzandosi soprattutto su una delle fiabe più rimaneggiate al mondo, “La Bella e la bestia”, partendo dalla versione mitologica fino al Tremotino della serie tv “Once Upon a Time”, passando per le varie versioni letterarie, senza dimenticare il celebre cartone animato Walt Disney. Più che un saggio, un racconto, una fiaba a sua volta, che ci parla di come sia cambiato il concetto stesso di fiaba, di come sia cambiato il pubblico di riferimento, di come si siano evolute tematiche e personaggi. Il volume è stato pubblicato dalla casa editrice “Il Saggio”, la copertina è stata curata dalla dott.ssa Palma Caramia, è disponibile sul sito dell’editore www.ilsaggioeditore.it, ordinabile in libreria oppure sul profilo instagram della scrittrice @raffaella_iannecebonora_author.

Scheda Tecnica

  • Titolo: C’era una volta…
  • Sottotitolo: dalle fiabe a Netflix
  • Autore: Raffaella Iannece Bonora
  • Data di pubblicazione: 30 settembre 2021
  • Editore: Il Saggio
  • Genere: saggio storico/semiotico
  • Pagine: 108
  • ISBN: 9788893603263
  • Prezzo cartaceo: € 14.00

Trama

C’era una volta… iniziano tutte così le fiabe, o forse no? Fin dalla notte dei tempi i popoli di ogni dove hanno sentito il bisogno di riunirsi intorno ad un fuoco e raccontarsi storie, miti, leggende o semplici fatti quotidiani, ai quali mescolavano magia e mistero. Nei secoli questi racconti, nati per allietare adulti di ogni età, si sono trasformati in fiabe per bambini, in film e in cartoni animati. Ma come è accaduto? Quando è successo? Questo saggio semiotico ci spiega l’evoluzione della fiaba, dalla mitologia di Apuleio al Tremotino di Once Upon a Time.

“Come il mito e la leggenda, anche la fiaba è un genere antichissimo, nato per dare delle spiegazioni riguardo alle origini dell’uomo e ai fenomeni naturali. Nella fiaba ritroviamo la medesima atemporalità e aspazialità con l’aggiunta del lieto fine, elemento non sempre presente all’interno di miti e leggende.”

Biografia

Raffaella Iannece Bonora, chiamata spesso con vari nomignoli, fra i quali Ella, a causa della lunghezza del suo nome (usato per intero solo in momenti di rabbia da parte di alcuni parenti e migliori amici) è una giovane  (mica tanto?) giornalista e scrittrice laureata in Scienze del Patrimonio Culturale indirizzo DaViMuS (a quanto pare è anche una fan dei nomi lunghi). Appassionata di teatro, cinema, arte ma, soprattutto libri, libri, libri e ancora libri che colleziona in maniera preoccupante (sta vagliando la possibilità di dormire sul pianerottolo per sostituire il letto con una nuova libreria) ha deciso di dedicarsi…all’ippica. No… ovviamente no, anche perché non è mai stata sportiva. Ha deciso di dedicarsi alla scrittura. Ha all’attivo diverse collaborazioni con giornali, case editrici e book blog, ha pubblicato diversi libri – “La Tavola degli Otto”, “Io mi battezzo Rebecca…”, “Verde Menta”, “C’era una volta… – dalle fiabe a Netflix” – e passa il suo tempo fra una recensione e l’altra, spezzando la routine con interviste ma anche articoli di attualità ed il suo lavoro di Ufficio Stampa. È una fan sfegatata di Harry Potter, fra i suoi libri preferiti  ricordiamo “Il Grande Gatsby” di Fitzgerald, “Orgoglio e Pregiudizio” della Austen, “Penelope alla guerra” di Oriana Fallaci, “Il ritratto di Dorian Gray  di Oscar Wilde, “Intervista col vampiro” di Anne Rice, “La gabianella e il gatto che le insegnò a volare” di Sepulveda, “Novecento” di Baricco, “Mille splendidi soli” di Hosseini, “fuori da un evidente destino” di Faletti, “Il codice Da Vinci” di Brown, “Cose Preziose” di King, “Le sette sorelle” della Riley e i Piccoli Brividi di R.L.Stine (perché adesso ridete?). Ce ne sarebbero molti altri ma abbiamo i caratteri contati, per questo motivo le abbiamo chiesto di scegliere solo quattro film, lei ci ha fatto pescare dei titoli a caso da una boccia, fra i milleduecento scelti… e sono usciti, escluse le trasposizioni dei suoi libri preferiti (in specialmodo Baricco e Fitzgerald) Matrix, Nuovo Cinema Paradiso, The Blues Brothers e Il Re Leone (però ci ha chiesto vivamente di nominare Baz Luhrmann). Sul cantante siamo andati un pochino più spediti perché adora Bruce Springsteen e appena ha iniziato a parlare dei Queen e di David Bowie l’abbiamo chiusa in uno sgabuzzino. Per quanto riguarda l’arte e il teatro abbiamo deciso di bypassare, l’abbiamo sentita blaterare di Shakespeare e delle opere di Caravaggio ma stavamo già sorseggiando un mojto in terrazzo. Oltre a scrivere i suoi libri, Raffaella svolge anche il lavoro di ghostwriter, editor, ufficio stampa e tiene corsi di scrittura creativa.

Per contattarla potete scriverle su instagram al suo profilo @raffaella_iannecebonora_author.

Chi ha pubblicato “C’era una volta… dalle fiabe a Netflix”?

Il Centro Culturale Studi Storici “Il Saggio” nasce nel 1988 dalla passione del Cav. Giuseppe Barra per la ricerca e la conservazione della cultura locale e le tradizioni popolari delle regioni del sud Italia, con particolare attenzione alla Campania ed ai luoghi di origine del fondatore. La redazione non si è mai spostata da Eboli sebbene, negli anni, siano nate altre sedi in località differenti. Il Centro Culturale è strutturato in tre unità: la redazione giornalistica del mensile “Il Saggio – mensile di cultura” fondato nel 1996; l’Associazione organizzatrice del Concorso di Poesia “Il Saggio – città di Eboli”, nato nel 1997, ad oggi fra i più importanti d’Italia e la Casa Editrice “Edizioni il Saggio” che vanta la pubblicazione di oltre 750 volumi. “Il Saggio” spazia molto, toccando ogni genere, dalla saggistica, appunto, alla poesia, dagli aforismi alla narrativa, dai fumetti ai libri d’arte, di benessere, gastronomia o legge. Sul sito www.ilsaggioeditore.it sarà possibile dare uno sguardo a tutte le categorie presenti nel ventaglio editoriale.

E la cover?

Per quanto riguarda la copertina di “C’era una volta … dalle fiabe a Netflix”, il progetto grafico è stato realizzato dalla dottoressa Palma Caramia, celebre nel web come @unteconlapalma che, insieme al suo blog, porta su carta le idee di tutti gli autori. Potete trovare ulteriori informazioni sulle sue grafiche sul sito: https://unteconlapalma.com/copertina-2

Estratti

“Con il passare dei secoli questa favola antica ha subito innumerevoli cambiamenti, sempre per rispecchiare i gusti del nuovo pubblico, dei nuovi luoghi e dei nuovi tempi, fino ad approdare ai giorni nostri, risultando sempre attuale, come ci dimostra l’autrice Alex Flinn con il suo romanzo Beastly pubblicato per la prima volta nel 2007, dove il principe è Kyle, uno studente liceale, bello, ricco, popolare e dunque viziato e prepotente, la strega ha un nome, si chiama Kendra ed è una ragazza bruttina ed emarginata, la sua bella si chiama Linda ed incarna tutte le virtù delle belle che l’hanno preceduta.”

“Una figura interessante e di complessa interpretazione è quella del libro, intitolato “Once Upon a Time”, quest’oggetto non solo può essere considerato l’aiutante di Henry per comprendere la realtà o per mettere in atto il suo programma narrativo, ma risulta anche in qualche modo il senso e il referente della rappresentazione. Come già stato detto, le vicende del passato dei personaggi vengono rappresentate esattamente come narrate nel libro, come se il testo audiovisivo non fosse che una trasposizione di questa fonte letteraria. Il libro è ciò che garantisce l’autenticità della storia, ne è una prova, ma è anche presente nella stessa rappresentazione come uno degli elementi raffigurati.”

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