Recensione – Mai Vuei – Vincenzo Loreto

La fiducia arriva quando meno te lo aspetti, quando cominci a guardare tutto da un’altra prospettiva. Adesso so che per niente al mondo posso fallire. Non posso fare altro che allargare le braccia, alzare la testa e godermi questa manna che cade dal cielo. Devo credere in me stesso! Non contano più i miei finali deludenti, questo è l’inizio della mia vittoria. Per la prima volta in vita mia ho solo voglia di farcela.

Scheda Tecnica

Trama

Nella sua struttura si incontrano caratteristiche molto diverse. L’immaginazione e la fantasia, ad esempio, che ne caratterizzano il contenuto rendendolo accattivante e piacevole, sono accompagnate da idee ragionate e logicamente esposte.  
La vicenda ampia e varia, circoscritta e fantasiosa, si dipana in pochissimi luoghi verosimili e fantastici, prevalentemente chiusi.
La narrazione si sussegue principalmente con sequenze narrative e dialogiche e sono poche le sequenze riflessive vere e proprie, come anche le descrizioni.
Il tempo della storia è breve considerando ciò che accadrà, invece, nel tempo del racconto. È ampio, infatti, lo spazio che il narratore dedica agli eventi.

MAI VUEI ha come protagonista Marco, giovane giornalista con un sogno nel cassetto: diventare uno scrittore.
Riceve l’incarico di scrivere un’intervista riguardo a un fatto straordinario avvenuto in un’altra città, un avvenimento che potrebbe cambiare per sempre le sorti delle relazioni umane.
Un uomo morto in ospedale si risveglia mentre viene condotto in sala mortuaria. Il suo ritorno porta con sé un messaggio sia per il mondo che per Marco.
La vita del protagonista, fino a quel momento costruita su rinunce, solitudine e aspettative disattese, si scontrerà improvvisamente con eventi surreali e mistici.
Una canzone amata da tutti, un miracolo, una mela…
Marco, da quel momento, vivrà la sua esistenza con una marcia in più, senza dare peso alle conseguenze che derivano dalle scelte e forgiano la sorte di ogni essere umano.
Sullo sfondo di una storia immaginaria si muoveranno personaggi vittime e artefici di sacrificio, amore, amicizia, tradimento…

Recensione

Benvenuti fanciulli in questa nuova recensione che apre la settimana prima dell’inizio della scuola. Ebbene sì, oggi entriamo nella selva oscura di un genere che ultimamente lascio un po’ da parte, sia per mancanza di titoli ma soprattutto di incipit; ecco perché appena ho letto la trama di Vincenzo, mi sono subito incuriosita e invogliata alla collaborazione. Lo so cosa state pensando, ma il titolo è un errore oppure l’autore ha scelto volutamente queste parole? Ahahah mi dispiace smentirvi ma è tutto vero, mai titolo ha il suo massimo connotato. Veniamo a noi.

Mai Vuei nasce con l’intento di avvicinarsi ad un pubblico molto ampio e variegato. Già dalla trama, intuite la semplicità intrinseca della scrittura e rende tangibile la proiezione di esso. La copertina ricorda una caccia al tesoro tra indizi e macchie di caffè dovute dal costante contatto. Super diretto e dalla pulizia stilistica assicurata. Tra fantasia e realtà, Vincenzo Loreto vuole raccontarci la storia di Marco Esposito che diventerà un legante con lo stesso lettore dopo alcuni capitoli introduttivi e a tratti lenti che cerca di instillare un senso di “noia” che prova il protagonista nei confronti della sua vita. Costantemente ostacolato dal suo sogno più profondo, Marco deve lottare per vincere questo suo irraggiungibile traguardo ambito: desidera ardentemente fare lo scrittore. Chiunque possiede questo sogno, entrerà subito in empatia con Marco perché la sua spensierata ingenuità, instilla nel lettore quel senso di protezione nei suoi confronti sperando sempre nel lieto fine.

Le sue giornate risultano sempre uguali, monotone e costantemente statiche tanto da rendere il suo lavoro da giornalista, l’unico spiraglio di folle risveglio. E proprio sulla parola “risveglio”, la storia ruota su una serie di eventi che porteranno alla luce eventi imprevedibili e a tratti surreali. Ecco che Mai Vuei prende il vivo, rendendo avvincente una storia che parte piano piano ma scorre facilmente sotto le mani. Vincenzo ha incentrato tutto il libro su valori semplici e immediati, offrendo una chiave di lettura tempestiva nel lettore grazie alla prosa pulita da tanti fronzoli, apparentemente tanto giovanile.

Avvicinando molti lettori, Vincenzo proietta tutti i suoi ideali nella vita di Marco, inserendo quel pizzico di fantasia che non guasta mai e mostrando la veridicità dei nostri sforzi per raggiungere quello che di più caro abbiamo: sognare. Adattissimo anche per i più giovani. Non spaventa anzi attrae.

Unica nota oggettivamente dolente, è l’impaginazione del cartaceo che assente di sillabazione e dalla giusta distanza per ogni discorso, riduce tutto ad una voragine tra le parole e una stilistica associazione ad un comune autore self senza un contributo professionale di una casa editrice. Questo aspetto, anche se minimo, rende la lettura poco scorrevole e di bassa qualità. Piccoli accorgimenti, avrebbero reso migliore un prodotto di partenza già convincente.

Per il resto, consiglio questa lettura a tutti. Non fatevi spaventare dal genere perché avendo un mix di componenti, può accontentare molti palati. Possiede dei buoni messaggi, narrati in maniera decisa ma intuitiva e il personaggio tende ad avvicinarsi facilmente al lettore, proiettando le proprie insicurezze e gli stessi successi. Apprezzo sempre molto l’uso della lineare comprensione, per unire i lettori ai libri e Vincenzo è consapevole di questo. Molto consigliato.

Alla prossima dalla CAPPELLAIA MATTA.

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