Recensione – Anima Mia – Rachele Vestri

Non posso permettermeli da quando sono diventato il ricercato numero uno tra i più grandi trafficanti d’armi al mondo.

Scheda Tecnica

Trama

Logan Dalton ha trentotto anni, è un geniale uomo d’affari, ricco, astuto e molto affascinante. Quando varca la soglia della sua sontuosa villa, però, smette i panni del brillante imprenditore e si riappropria della sua vera identità. Per Logan i sentimenti sono off limits, ha imparato a essere freddo e ad evitare l’amore, ma l’incontro con la giovane Abby scatenerà in lui emozioni forti e contrastanti, al punto che il suo mondo potrebbe ripiegare su se stesso. Possono due scintillanti occhi blu far capitolare il più arido dei cuori?

Abby ha ventitré anni, frequenta l’università ma si mantiene grazie alle borse di studio e ad alcuni lavoretti saltuari. Vive con la madre, una donna lasciva che da sempre usa la figlia, cui ha negato rispetto e amore. Quando finalmente le si offre la possibilità di allontanarsi dalla sua condizione e Logan Dalton posa gli occhi su di lei, Abby non sa a quali rischi stia andando incontro. Attorno a quell’uomo gravitano forze oscure, minacce che rischiano di travolgerla.

Lei, giovane, bellissima, turbata da un passato torbido ma ancora piena di speranza e sete di rivalsa. Lui, contaminato dall’illegalità, dalla violenza, dagli orrori dell’infanzia, ma improvvisamente spinto dall’ardore di liberarsi dal male. Riusciranno a sconfiggere i propri demoni e ad opporsi alla realtà che sembrerebbe costringerli a rinunciare l’uno all’altra? Una passione travolgente, due cuori sotto assedio e una misteriosa vendetta che rimescolerà le carte in gioco.

Recensione

Benvenuti fanciulli in questa nuova recensione con un simpatico sapore di redenzione ahahah ok, sicuramente siete un po’ confusi, ma ogni cosa avrà la sua dimensione. Ringrazio l’autrice per questa lettura che possiede diverse venature letterarie, passando dal romantic suspance al mafia romance, quest’ultimo molto difficile da trattare vista la facile preda nei cliché canonici.

La voce narrante corrisponde al protagonista indiscusso del libro, primario e principale nel quale ruota ogni dinamica: Logan Dalton. Il fanciullo viene descritto come un gran bel manz….ops volevo dire affasciante uomo (Palma professionalità per cortesia), perennemente concentrato sul lavoro “ufficiale” e quello più celato e nascosto. Perché dovete sapere, o miei lettori viandanti, che Logan è un noto trafficante di armi conosciuto in tutta Miami per la sua propensione alla violenza in caso di mancato dialogo (per usare un eufemismo) ma ligio al suo ruolo di capo della sua associazione criminale. Essendo un uomo molto violento, vi anticipo già la presenza di scene forti e toccanti che potrebbero colpirvi (quando posso, avviso sempre) ma comprensibili per il genere di riferimento.

Logan nasconde un passato molto sofferto che ha creato questa voragine fatta di sacrifici, rivincite e tanti lavori sporchi. Convivere con tale pese, ha reso il cuore di Logan impenetrabile per qualsiasi componente della sua “quasi famiglia” o da parte dei suoi soci/collaboratori, ponendo una distanza mentale e fisica irrecuperabile. Logan è consapevole di tale distacco e ogni giorno cerca di alimentarlo sempre di più perché troppo ferito dalla vita. Il costante rischio è solo un piccolo effetto collaterale che pone un filtro alla sua facciata, fatta di finzione e intimidazione. Noterete anche una certa “soddisfazione” nei confronti di tale paura dipinta nel volto delle persone che hanno modo di conoscerlo, una riverenza fatta di sguardi penetranti ed ordini non detti.

Durante la sua carriera, però, scopriremo passo passo cosa nasconde l’occhio velato di Logan, in particolar modo grazie alla semplicità naturale di Abby. La donzella di questa storia è una studentessa volenterosa che per arrotondare, lavorerà nel bar di Logan, instaurando un dialogo umano e portando alla luce il vero carattere dell’uomo nero. Essendo una storia dal tono romantico, avrete la vostra dose di amore ma escludendo quelle scene finte annesse del genere, perché fortunatamente Rachele crea una dinamica più veritiera e prolungata nel tempo, motivando anche la passione scaturita dal contatto tra i protagonisti. Anche la stessa caratterizzazione di Abby, racchiude una diversa ideologia della donna: meno arrivista, più spontanea nei gesti e comportamenti, naturale nella sua bellezza pura e succube di un altrettanto passato/presente piuttosto ingombrante.

Vi anticipo già che questa storia ha quel tassellino di “arrivate fino alla fine prima di parlare”, perché inizialmente l’autrice necessita di tempo e spazio per raccontare cosa si cela dietro a tutto e mostrare la vita dura e cruenta di un uomo sostanzialmente mafioso. Quindi più che lecito come ragionamento ma da precisare a chiunque desideri approcciarsi e avere la pretesa di avere tutto e subito.

Altro punto importante è la “voce” dei personaggi perché sostanzialmente vediamo e sentiamo tutto attraverso gli occhi e il cuore di Logan, passato e presente. Proprio per questo motivo, avrete una prospettiva di Abby a tratti (passatemi il termine, successivamente motivato) “superficiale” perché non avrete delle vere e proprie azioni concrete della ragazza ma un continuo manipolare/manovrare da parte di Logan nei suoi confronti, coerente con il suo ruolo da leader. Giustamente, come nel mio caso, questa descrizione lascia un certo distacco nel familiarizzare o solo empatizzare con Abby. Secondo il mio parere, andava un attimo ampliato lo spazio dedicato alla ragazza, ponendo maggiormente il suo ruolo e relativa voce. Ovviamente ci tengo a specificare che Logan non comanda in maniera tossica Abby ma pone determinati paletti atti a proteggerla da…mi fermo qui per evitare spoiler ma ricordatevi che ci saranno serie motivazioni in merito…quindi, tutto quello che verrà fatto è per la sicurezza della ragazza. Giustamente dare adito anche al personaggio di lei, avrebbe reso ancora più emozionante e vibrante una storia di base molto buona.

Tralasciando questa nota prettamente personale, qualche refuso ed errore nell’impaginazione, posso confermarvi che questo libro ha la giusta predisposizione per eliminare quell’alone di “ripetitività” nascosta dietro al personaggio del mafioso di turno, dando voce più concreta ad un personaggio tanto controverso per ruolo e azione. Logan è un protagonista complesso e pieno di sfumature che vanno colte perché sapientemente spalmate nella narrazione, da parte dell’autrice. Punto di forza è la prosa molto diretta, non si perde mai in troppe descrizioni e crea la giusta “atmosfera” al tutto. Andando oltre l’inizio piuttosto lento, successivamente si correrà abbastanza per il vostro palato di lettori esigenti ahahaha. Vi consiglio la lettura di questa opera perché in linea con il genere e dal giusto proposito in base al ruolo del protagonista (non voglio dire che essere criminali sia giusto, specifichiamo sempre tutto che qui si diventa pazzi) e creando un bel gioco di paura e passione.

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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