Recensione – Lasciami perdere – Barbara Morini

Il tempo è qualcosa di strano, misurabile su complessi e costosi meccanismi che possono stare al polso oppure su orologi da muro da pochi spiccioli, le sue lancette scandiscono il passare delle ore. Quando siamo felici scorre troppo velocemente, quando siamo tristi o annoiati sembra non passare mai. Eppure, alla fine passa, sempre e comunque. Le ore si sciolgono come ghiacciai in primavera, diventando torrenti di giorni, laghi di mesi e mari di anni.

Scheda Tecnica

Trama

Francesca è una fata molto speciale, Steno un principe per niente azzurro. Lei, dopo aver subìto violenza dieci anni prima, si è confinata in un mondo di incertezze e paure: non ha relazioni sociali e non si lascia toccare. Lui, rinomato ginecologo, scontroso e troppo diretto nelle sue esternazioni, ha appena scoperto il tradimento della moglie e deciso di abbandonare casa e routine a favore di una vita indipendente e solitaria. Con in mano una lista di obiettivi da raggiungere per ritrovare la propria identità, Francesca approda nello studio medico di Steno in cerca di lavoro e lui la assume come segretaria. Le loro vite, tuttavia, sono destinate a incrociarsi in modi differenti e più profondi, grazie anche all’aiuto di una Contessa eccentrica, inaspettata fata madrina. Attorno a loro una vicina che fa magie con ago e filo, due domestiche particolari e una strega in camice bianco. Tra polvere di stelle, desideri inespressi e candeline di compleanno, vivremo la magia di una storia dove tutto è esattamente come sembra.

Biografia

Barbara Morini è lo pseudonimo con cui una anonima impiegata della provincia di Treviso ha deciso di pubblicare il suo primo libro. Nata nello stesso anno della mitica Route americana, è cresciuta a pane, libri e musica ascoltata tra radio e musicassette. Animata dal fuoco della passione per la lettura, ha passato l’adolescenza in compagnia dei classici. Negli anni ’90 ha iniziato ad attraversare mondi sconosciuti con la letteratura fantasy e per ragazzi. All’inizio del nuovo millennio si è approcciata al mondo del romance, senza abbandonare gli altri generi. Senza davvero crederci fino in fondo ha scritto e pubblicato la sua prima storia su Wattpad, che ha riscosso un successo incredibile e che si appresta a diventare ora il suo primo libro edito Words Edizioni. E ora, giura solennemente che non smetterà più di scrivere.

Recensione

Benvenuti cari fanciulli in una di quelle recensioni realizzate subito dopo la lettura e lasciata macerare per comprendere se il pensiero mutava nel tempo. Mai libro così breve, ha saputo lasciarmi tanto e nel tempo. Veniamo a noi. In primis ringrazio la casa editrice per aver selezionato per me questa pubblicazione perché sono rimasta piacevolmente ammaliata dalla scrittura di Barbara Morini, capitata nel momento giusto e con una proporzionata voglia di cambiare le carte in tavola. Piccola premessa: non aspettatevi un titolo semplice oppure scontato, anzi l’autrice è riuscita a scardinare alcuni cliché (purtroppo) legati al genere che difficilmente si riesce a scrollarsi di dosso, puntando su una scrittura diretta, pungente, “fastidiosa” a tratti (per un personaggio) ma poetica allo stesso tempo.

La protagonista di questa storia è una dolce fata, smarrita dal suo cammino perché colpita da un fulmine violento e improvviso che, spezzando le sue ali, ha inclinato il suo spirito in maniera indelebile. Francesca è una ragazza silenziosa, impaurita dal mondo, incupita dal riflesso della sua ombra, incapace di scorgere un minimo di luce al di fuori della quattro mura nel quale è racchiuso il suo cuore, decide di stilare una lista di desideri e buoni propositi. Nessun limiti di periodo o imposizione. Primo obiettivo necessario: trovare un lavoro. Ecco che conosciamo l’uomo più scorbutico e affascinante che troverete sulla faccia della terra, il ginecologo Steno. Uomo preciso e puntiglioso sul lavoro, tanto distratto dal genere femminile del quale non sopporta neanche il suono della voce ma desideroso di occupare il posto da segretaria per causa di forza maggiore.

Il rapporto instaurato tra Francesca e Steno risulta basato sulla superfice consapevolezza che l’uomo ha scelto una inconsueta segretaria per il suo aspetto fisico bizzarro al limite del decente. Fragile e riservata, Francesca si dimostra una ragazza desiderosa di dimostrare la sua voglia di precisione e ordine, puntualità e silenziosa accondiscendenza verso le svampite clienti che cercano tutti i modi di attirare l’attenzione del manzo ginecologo ma completamente convinta della sua anonima trasparenza. Trascurata, magra e intoccabile (per impaurita dal ogni forma di vicinanza) la ragazza avrà l’opportunità di mostrarci un’aspetto fin troppo evidente sulla società odierna. Essere etichettate “brutte” e “diverse”, porta con sé lati positivi e negativi…ma pensandoci…chi pone questi paletti? Siamo noi che siamo talmente abituati a non vedere, oppure è la società che impone standard troppo alti e irraggiungibilità che perdiamo tempo a toccare la perfezione perdendo noi stessi?

L’autrice ha scelto di narrare la superficiale attenzione di donne e uomini, nei confronti della bellezza rimasta tragicamente al limite della effimera estetica esterna. Andare oltre i pregiudizi e afferrando la consapevolezza del desiderio di rispetto verso noi stessi e successiva sicurezza verso un’esterna fatto da giudizi affrettati e screditanti. Ho apprezzato molto il contrasto netto tra una donna dalla voce così sottile e pacata, da sormontare la tenace convinzione di un eclettico ma controverso uomo amato da tutte le donne e costantemente solo. Il carattere eccessivamente lunatico ed egocentrico di Steno può risultare finto e artificioso, ma cari fanciulli posso assicurarvi per tutti i libri del mondo che purtroppo uomo tanto irascibili e intrattabili sono presenti e invadono la superfice terrestre. Ovviamente troverete una crescita psicologica di entrambi i personaggi, proprio perché l’autrice vuole dimostrare quanto l’apparenza può celare tante verità e segreti connessi e concessi.

Per alleggerire la tematica fortemente presente, Barbara ha utilizzato la tecnica del linguaggio inverso. Noterete l’uso costante di frasi ripetute all’inverosimile e dalle sporadiche battute taglienti del ginecologo bisbetico, in alternanza alla simpatia eclettica della voce narrante. Tutto viene posto in equilibrio precario ma maledettamente funzionante. Perché precario? L’eccessivo uso di estremizzazione può risultare pesante e ingombrante, Lasciami perdere sfida ogni legge e unisce cinismo, ironia e polvere di stelle (sì, cara Contessa, madrina fatata di questa fiaba moderna) in poche pagine che divorate in tempo zero. Ho trovato un grande equilibrio millesimale.

Consigliato a tutte le persone, senza limiti di età, sesso e concezione perché da questi libri possiamo trovare giovamento tutti, sia chi digerisce questi argomenti tutti i giorni, sia per portare una nuova forma di rispetto verso se stessi e gli altri, a tutte le persone. Dovete leggerlo.

Ps. è presente anche un seguito, quindi occhio alla novella natalizia Aggiungi un desiderio.

fffffff

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