Recensione – Una vita da scovare tra le pagine di un diario – Ginevra Blue

“Mi chiamo Elisa e la mia vita è iniziata solo qualche anno fa quando l’incubo di un ricordo ha bussato alla mia mente dando origine alla vita stessa.”

Scheda Tecnica

Trama

Questa è la storia vera di una ragazza che, ritrovando un suo diario, ripercorre la sua vita parlando d’amore, d’amicizie ma anche di abusi, stupri e solitudine.
Un’esperienza di vita che risveglia ricordi ma porta anche alla luce aspetti che cerchiamo spesso di nascondere.
La protagonista si mette a nudo sotto ogni aspetto diventando lei stessa un diario vivente.

Recensione

Benvenuti fanciulli in questa nuova recensione dedicata all’opera di Ginevra Blue che ha deciso di raccontarsi attraverso questa narrazione biografica, utilizzando uno pseudonimo che la distacchi e tuteli lontano dalle pubblicazioni già avvenute con casa editrice.

In questo diari….ops volevo dire libro creato a modo di diario narrativo, viene suddiviso in modo da raccontare parti importanti e decisive dell’autrice, che attraverso la voce di Elisa, ci mostra una vita fatta da tanti momenti tristi e difficili, coprendo l’infanzia di distanza da una famiglia distaccata, distratta da cose futili e la mancanza totale di attenzione nei confronti della figlia. Di seguito, questo distanziamento ha inficiato sui rapporti con le persone, provocando una totale mancanza di amore di ogni forma. Notare quanto i tasselli del nostro passato, costruiscono il nostro futuro, fa stringere il cuore e amaramente apprendere la consapevolezza che non si può tornare indietro e molte volte la colpa non esiste oppure non è tangibile. Cosa scatena in noi sentimenti come frustrazione, insicurezza, paura di esporsi e amara tristezza nei confronti della vita? Abbiamo un monitor che ci mostra nome e cognome di chi ha reso difficile la nostra vita?

Ginevra ha cercato di raccontare in modo molto pulito e lineare, a tratti molto stringato, una raccolta di momenti proprio come un diario che, giorno dopo giorno, è un testimone silenzioso della nostra strada. Riuscite a seguire questo filo conduttore senza mai sentirvi morbosamente attaccati e nemmeno distanti anni luce perché l’autrice non vuole mostrare l’ennesima “finta eroina” che spacca il mondo che l’ha sempre trattata male ma semplicemente un qualcosa che (personalmente) alla mia veneranda età, ho capito solo da qualche anno: la vita non è semplice, il più delle volte ti farà tanto male ma se sei capace di andare oltre, potrai trovare un piccolo spiraglio e crescere da tutto quello che ha calpestato il tuo cuore e corpo, rendendoti più forte e resistente alle intemperie. Una fenice. Non vi aspettate un trattato psicologico, pieno di grandi paroloni ed esempi scientifici, anzi totalmente opposto perché avrete modo di leggere una prosa adatta a tutti, con parole comprensibili e dirette comprensibili anche ai non addetti ai lavori ahahahah. Questa è la sua forza.

Di giorno, nella quotidianità, ero sempre io, ma dentro bruciavo, soffrivo e c’erano intere giornate in cui rivivevo quel ricordo e faticavo a trovar pace.

In conclusione, ho giusto due appunti che (in proporzione al prezzo di vendita) possono anche non essere rilevanti ma vanno segnalati per correttezza dei lettori. Tutto quello che dirò, farà riferimento alla mia copia in oggetto, in caso di correzioni dell’opera (non confutabili al momento dalla sottoscritta) preferisco avvisare a monte. All’interno di questo breve volume di 100 pagine, troverete la presenza di alcuni refusi ed errori di impaginazione che, in alcuni momenti, confondono la lettura del manoscritto stesso. E ultimo, non per importanza, consiglio di spaziare con titoli un pelo più corti e intuitivi. Mai nessuno ricorderà un titolo così lungo come Una vita da scovare tra le pagine di un diario, cercate sempre di rimanere su frasi più corte oppure parole chiavi che a colpo d’occhio rimangono impressi. Questo aiuta anche la ricerca su Amazon o qualsiasi supporto online, perché avendo una frase lunga le probabilità che sali nelle prime ricerche sono minori rispetto ad un titolo con solo una parola/nome oppure una frase di massimo quattro parole. Più risulta grande, più diventa dispersivo.

Per il resto è stata una lettura piacevole e senza grosse pretese, dritta la punto e vera nella sua genuinità.

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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