Recensione – Il calore del prezzemolo – Mariella di Bisceglie

«Dopo aver scoperto quanto calore fosse racchiuso in un ciuffo di prezzemolo, Mario ne avrebbe avuto sempre la dispensa piena».

Scheda Tecnica

Trama

Mario Artusi, ultimo di quattro figli, dopo la maturità classica lascia il suo paese d’origine – secondo lui gretto e pettegolo -dell’entroterra barese, per studiare Medicina all’Università di Bologna. Nel pieno degli anni cinquanta, il ragazzo cerca la libertà tanto desiderata, lontano da casa, ma all’insorgere delle prime grosse difficoltà, si accorge che a mancargli è proprio il calore di quella sua “famiglia soffocante” e della vita di provincia – da cui è quasi scappato – che ricercherà e troverà in una storia d’amore intricata. Attraverso vicissitudini assurde il ragazzo toccherà il fondo della disperazione dal quale risalirà rinvigorito e maturato.

Biografia

Mariella Di Bisceglie nasce nel 1955 a Corato (BA). Vive a Roma dai tempi dell’università dove ha insegnato Scienze Motorie presso il Liceo Classico Seneca, ma attualmente è in pensione.
Tra le sue opere letterarie ricordiamo i romanzi “Donne a mezzo marito” (SECOP Edizioni, 2012), “Scarpe basse da uomo” (BookSprint Edizioni, 2015) e “Un mondo alla rovescia” (Youcantprint, 2017). Ha già collaborato con Tempra Edizioni, a gennaio 2020, curando la prefazione di “Appunti di trincea – diario di guerra di Giuseppe Di Bisceglie” opera illustrata da Mariateresa Quercia. “Il calore del prezzemolo” è la sua nuova pubblicazione di narrativa.

Recensione

Un titolo molto strano che cela al suo interno un significato molto profondo che, molto probabilmente, in pochi capiranno perché sottointeso per occhi poco attenti ma abbagliante per le persone che riescono a leggere tra le righe. Oggi vi propongo una lettura molto particolare nella sua semplicità, una collaborazione nata dalla gentile concessione della casa editrice Tempra Edizioni che sceglie con molta cura ogni pubblicazione, variegando nel genere e nella struttura. Vi lascio alcuni esempi:

Perché ho accettato questa collaborazione? Visionando la trama, potete intuire quanto la vita di Mario Artusi di origini baresi, siano molto vicine a me perché da buona terrona martinese, capisco benissimo quella sensazione di oppressione. Facciamo un passo alla volta. Il nostro protagonista per scelta, apparentemente condivisibile, ha deciso di allontanarsi dalle braccia materne e intraprendere gli studi lontano dalla terra d’origine perché costretto a subire (in prima persona oppure per osmosi) alcune dinamiche che solo le persone nate al sud possono comprendere. Vivere in un piccolo paese dove tutti si conoscono e ognuno chiacchiera liberamente dei fatti tuoi, senza un minimo di tatto e/o contegno. L’invadenza di una famiglia che impone la propria impronta “chiusa” alle generazioni future, impostando un nucleo ed una determinata educazione che difficilmente riesci a scollarti di dosso. Tutti questi fattori, hanno dato valore alla scelta di Mario, consapevole di scegliere in maniera egoistica ma doverosa per tagliare quel cordone che diverse persone hanno tatuato per sempre sulla propria pelle.

La vita insegna che nulla rimane immobile e di punto in bianco tutto decide di cambiare, in bene o in male sarà chiaro successivamente perché Mario avrà modo di conoscere una donna apparentemente perfetta e altruista, dal passato difficile e pieno di violenze e abusi mutando così la sua ideologia di vita e futuro. Le situazioni si sommeranno al punto di rottura massima dove tutto sembrerà crollare e l’unico faro nella notte sarà quella vecchia e ingombrante famiglia che riesce a comprenderti senza bisogno di parlare.

Il calore del prezzemolo rappresenta quell’elemento imprescindibile: la famiglia che, proprio come il prezzemolo, si trova sempre in cucina e viene inserito, anche abusandone, per arricchire pietanze con sapore e odori tipici. Quel bene che riscalda e congela allo stesso tempo, senza lasciare mai via d’uscita perché costantemente presente. Questo libro affronta il legame profondo tra figlio e famiglia, problemi e convinzioni, mancanze e bugie, silenzi e urla, tutto quello che concerne la vita. Ho apprezzato il sottile filo tra morale e racconto perché troverete una narrazione dal punto di vista del fratello di Mario che si concentra sulla superficie fino alle sotto-trame importanti per comprendere al meglio cosa si cela dietro un sorriso tirato o atteggiamenti scontrosi e distanti. Una lettura che va letta con attenzione e con calma, in alcune momenti avrete la necessita di rileggerlo per assimilare dei passaggi perché diverso dal solito. Consigliato

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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