Recensione – Sedimenti – Andrea Keji

È solamente un atroce bisogno di chiarezza
che cerco negli sguardi distratti,
sguardi schivi che schivo.
Cerco il modo per guardare avanti,
per diradare la nebbia.
Lungo questo cammino, l’ipocrisia.
Sopra queste strade il velo della vostra pietà.
L’amarezza nel capire
che mai veramente nessuno
ha saputo dire la verità.

Scheda Tecnica

Sedimenti è il primo libro pubblicato da Andrea Keji.
L’opera nasce dall’intenzione dell’autore di completare un percorso di scrittura durato sette anni. Durante la formazione universitaria e lavorativa l’autore si è trovato a confrontarsi con i propri demoni interiori e con gli stravolgimenti della sua generazione. Da questo sono nati dei componimenti che sono stati trascritti su una Moleskine, nella maggior parte dei casi di getto, inseguendo le sensazioni più spontanee.
Da questo fondersi di ispirazione e razionalità creativa è nato un lavoro fatto di intima connessione emotiva.
In un periodo di forte crisi per la poesia come forma espressiva Andrea Keji cerca di utilizzare il mezzo lirico per dare una forma ai propri pensieri e renderli un messaggio per chi nuota nel mare dell’incertezza.
Il volume si compone di testi alternati, poesie e flussi di coscienza che hanno come filo conduttore quello di interrogarsi sulla verità e sulla profondità delle derive dell’anima.

Trama

Un viaggio nella coscienza, attraverso i turbamenti del divenire. Le poesie raccolte in questo volume raccolgono riflessioni sulla verità e sulla vita. Uno sguardo disincantanto nell’anima, un immersione nel profondo essere senza un attimo di respiro.

Biografia

Andrea Keji, nato a Roma nel 1989. Laureato in Lettere e Filosofia presso “La Sapienza” di Roma, con
un lavoro sulla poetica di Emanuel Carnevali.
Nel 2010 vince il concorso “Bellezza in parole”.
Oggi lavora come grafico e continua ad occuparsi di letteratura.

Recensione

Vi capita mai di pensare che un libro sia scritto e cucito a misura del tuo cuore? Appena mi sono approcciata alla raccolta di pensieri e poesie di Andrea, mi sono sentita presa costantemente presa in considerazione perché riuscivo a percepire come mie, ogni singola sua flessione e verso che racchiude al meglio questo titolo così ambiguo ma allo stesso tempo enigmatico e pieno di valore.

Si estinguono i desideri
come fossero bestie rare.
Le speranze si spengono,
smorte,
dietro l’orizzonte.
Restano i sogni, quelli sì,
come fantasmi solitari,
come illusioni aggrappate a ieri.

Sono consapevole che ognuno di noi vive situazioni e stati d’animo così diversi e contrastanti tra loro ma vivere questa raccolta è proprio un viaggio tra le proprie insicurezze, paure, fragilità e momenti belli che hanno segnato la nostra vita, narrati con un linguaggio talmente incisivo che mi spaventavo della totale realtà di determinati stati d’animo.

Cosa si nasconde in questi occhi?
Forse l’interminabile abisso,
forse l’oscuro, il non detto.
Cosa si nasconde in questi occhi?
Il viaggio nell’anima
e l’approdo su terre desertiche.

Negli occhi il profondo senso della verità,
l’incertezza di un riflesso incontrollabile.

Andrea cerca di estrapolare momenti così tangibili e spiegarli senza tralasciare nessuna venatura nascosta, esplodendo in un concentrato di pensieri facili da interpretare e comprendere senza usufruire di manuali filosofici per leggere tra le righe. Ognuno di noi potrà percepire un pezzetto di sé e rivivere momenti rimasti congelati in noi perché, per esperienza personale, ho compreso che tutto quello che ci attraversa lascia un segno più o meno grande e profondo, evolvendosi ogni qualvolta ci troviamo in una situazione simile e altrettanto forte da ricordarlo, associarlo oppure sostituirlo per spessore o “pesantezza”.

Una raccolta consigliata a chi desidera sperimentare e conoscere le proprie fragilità, portare a galla emozioni assopite e lasciarsi cullare dalla verità espressa dal vostro passato che plasma il vostro presente e mette le radici per il vostro futuro. Semplice nella sua “leggibilità”, da viversi mano mano senza fretta. Faccio i complimenti all’autore perché ha saputo farmi vivere stati d’animo contrastanti e ricordarmi che se sono la donna che ammiro oggi, è tutto merito dei sacrifici e perdite avute nel corso della mia vita.

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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