Recensione – L’amore è miope – Valentina Luberto

Che l’Amore sia miope non c’è alcun dubbio.
Come spiegare altrimenti la sua attrazione per tutti gli intoppi, gli ostacoli e le calamità che, spesso, ne ostacolano il cammino?
L’Amore sembra non accorgersene e tira dritto per la sua strada, salvo barcollare o capitombolare qua e là a seguito di questo o quell’inconveniente.

Scheda Tecnica

Trama

L’amore è miope è una raccolta di scritti accomunati dalla rappresentazione della mancanza di aderenza tra realtà e desiderio che caratterizza l’amore, soprattutto durante l’infatuazione. Attraverso dodici storie, popolate da buffi e grotteschi personaggi, l’Autrice racconta, con ironia e vivacità, uno spaccato del mondo che si cela oltre gli occhiali di un miope amoroso. Occhiali tenuti rigorosamente nel taschino! Una lettura brillante e leggera per sorridere su ciò che fa tribolare il cuore o che lo fa esplodere di gioia.

Recensione

Benvenuti in questa nuova recensione dedicata all’opera di una cara donzella che possiede la capacità di stupirmi sempre costantemente con le sue raccolte di racconti così originali e particolari. Se non avete ancora letto l’ultima pubblicazione Sghembestorie vi lascio di seguito la recensione annessa. Ovviamente io sono stata capace di iniziare dall’ultima opera e tornando indietro, ma la cara Valentina è riuscita a stupirmi allo stesso livello del precedente, un piccolo genietto diabolico che ha scelto di raccontare quell’amore miope che ognuno di noi a vissuto in prima persona.

Diciamo che dal titolo più che esplicito, L’amore è miope racchiude una serie di racconti brevi dal tono ironico e spiritoso, che cerca di mettere in ballo quel velo di coerenza di un amore non sempre lineare e semplice per tutti. Quel velo offuscato, a tratti cieco, viene amplificato dalla spensieratezza di racconti al limite della fantasia ma talmente coerenti che possono essere applicati tranquillamente alla vita di tutti i giorni. Piccoli e semplici messaggi velati in base alla propria esperienza e grado di vista…nel mio caso sono riuscita a scovare ogni singola sfaccettatura perché sono talmente “talpa” da viverli sulla mia pelle ogni giorno ahahahah come si suol dire “occhi da falco”.

Tutto è iniziato con un bacio. Innocuo, giocoso, delizioso. E non dite che l’amore è un apostrofo rosa e bla, bla, bla, perché… perché.. perché magari fosse solo un apostrofo.

La bellezza dei racconti di Valentina sono ricollegabili alla famigliarità delle storie stesse perché sono rivolti a tutti, senza limiti di età, sesso oppure orientamento perché l’amore ha mille sfumature così diverse e incoerenti che ognuno di noi può riversare le proprie considerazioni senza un manuale di psicologia di coppia nella seconda mano libera. Ogni storia viene narrata da personaggi estroversi, particolareggiati e talmente tanto stravaganti che vi porterà quel sorriso fisso sul viso, come tramite per ogni racconto.

La storia che mi rimane nel cuore, tra tutte, è Confidenze di un lovewriter dove il nostro protagonista scrive a sua volte storie di amori strani, fatti di parole stravaganti, sofferti nella loro incredulità e talmente tanto cinici da diventare reali. Tutti amano le sue storie ma nessuno è capace di amare lui e la sua vena “creativa” perché spaventati da tanta autoironia e introspezione estrema da rimanere costantemente solo e incompreso. Capiamo quanto la realtà delle parole rivelate da ogni singolo racconto, viene celato da piccole “marchette” imposte da noi stessi oppure da altri, al punto da perdere la cognizione di noi stessi e lasciarci fregare da amori futili e vuoti.

Quel senso di diversità, primeggia in tutta l’opera proprio per lasciare un messaggio tanto forte nella sua irreale semplicità: l’amore non ha limiti o barriere, non viene ostacolato da bollini e velati richiami alla società bacchettona ma si lancia in un viaggio fatto da mille sfumature irriverenti, incostanti, pazze e sofferte. Nulla è perfetta, compreso noi perché siamo difficili da capire e decifrare, tanto da non bastare un’intera vita per conoscerci veramente….immaginate ad innamorarsi.

Sono ammaliata dalla voglia dell’autrice di andare oltre cliché sui rapporti e rappresentare la pazzia intrinseca in noi, eliminato stereotipi di genere talmente tanto radicati in noi da essere la normalità. Non ci sono barriere, preconcetti oppure categorie ma solo persone comunemente strane e piene di problemi creati o generati dall’amore che tutti cercano ma molti hanno paura di viverlo nella sua pienezza.

Nella mia vita ho letto tantissimi libri sul sentimento per eccellenza, da quelli filosofici, passando dalla satira, ai manuali, concentrandomi sui sogni e sull’applicazione di tutto questo nella mia vita quotidiana ma mai nessuno è risultato tangibile ai miei occhi come la “montatura” creata ad hoc da Valentina…mamma ma i giochi di parole?!??! Ma cosa ti succede Cappellaia Matta?!?!? Stai diventando poetica?!?!? NEEEEEEE sono solo cinica ahahaha!!! Nulla fanciulli, tutto nella norma.

Consiglio L’amore è miope a chi ama sperimentare, osare, prendersi in giro, giocare e aver la voglia di lasciarsi ammaliare da racconti pungenti, pieni di humor satirico e strani ma talmente strani da amarli. La scrittura pulita e coincisa, lascia presagire che la dolce donzella ci sa fare con le parole e sono sicura (confermato da un piccolo uccellino canterino) che la sua fonte d’ispirazione si trova ovunque richiama l’attenzione dell’autrice. Il tutto contornato dalla vivacità di storie molto diverse tra loro e uniche nella loro comicità estrema. Super consigliato.

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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