Recensione – Cime tempestose – Emily Brontë

Buongiorno lettori oggi torno a parlarvi della bellissima raccolta dal titolo “Storie senza tempo” edita RBA ed ispirata come sempre alla collezione Cranford. Per chi ancora non la conoscesse, la collana comprende un’ampia selezione di classici come “Orgoglio e pregiudizio” e “Cime tempestose”, di cui vi parlerò oggi.

Scheda Tecnica

  • Collezione: Storie senza tempo – audacemente classiche
  • Editore : RBA Italia
  • Titolo prima uscita: Cime tempestose
  • Autore: Emily Brontë
  • Data Pubblicazione: 29 gennaio 2021
  • Genere: Classici
  • Abbonamento

Trama

Questo classico della letteratura inglese, pubblicato per la prima volta nel 1847, racconta la storia di un amore distruttivo, quello di Heathcliff per la sorellastra Catherine, che si svolge su un’alta e ventosa collina dello Yorkshire, in una tenuta chiamata appunto “Cime tempestose”.
A narrare la vicenda è il signor Lockwood, che quarantanni più tardi si ritrova a passare la notte nella tenuta e che, incuriosito dalla presenza di strani personaggi, chiede spiegazioni all’anziana governante Nelly Dean.
Il racconto della donna comincia dal giorno in cui il signor Earnshaw, proprietario di “Cime tempestose”, porta a casa da una sua visita a Liverpool un orfano dalla pelle scura: Heathcliff. Il ragazzo si lega profondamente a Catherine, figlia del signor Earnshaw, ma le differenze sociali finiscono con il separarli, anche se la loro amicizia si è ormai trasformata in amore. Catherine sposa il ricco e gentile Edgar Linton, pur amando disperatamente Heathcliff, e quando questi viene a conoscenza del matrimonio, furibondo, giura vendetta. La sua passione è così violenta da indurlo alla distruzione degli Earnshaw e dei Linton.

Recensione

Cime tempestose è l’unico romanzo di Emily Brönte, una narrazione tutt’altro che convenzionale in cui amore e odio s’intrecciano in un’atmosfera gotica con personaggi spesso sgradevoli e scene immancabilmente violente. Pubblicato per la prima volta nel 1847, il libro fu definito fin da subito dalla critica letteraria un’opera controversa, crudele e, per quella che era la visione dell’epoca, immorale. Oggi sappiamo benissimo che ci troviamo di fronte ad uno dei classici più amati della letteratura inglese dell’Ottocento, un capolavoro che tutti conoscono e apprezzano. Trattandosi di un’opera di origine romantica, la natura dà anima e vita ai sentimenti dei personaggi che riflettono l’asprezza e la volubilità dell’ambiente in cui vivono. I selvaggi territori inglesi, l’atmosfera fredda e desolata dello Yorkshire – terra natale della  Brönte –  fanno da cornice ad un sentimento assoluto e totalizzante come quello fra l’ombroso Hitchiff e la capricciosa Catherina, principali protagonisti della storia.

Il carattere dei personaggi è infatti quanto di più affascinante possa trovarsi nelle pagine di “Cime tempestose”. Gli intrecci creati dalla penna di Emily Brönte trasportano il lettore in un mondo in cui la natura fa da padrona e ne è la protagonista indiscussa. Il libro, “Wuthering Heights” in lingua originale, prende il titolo da una delle tenute in cui si svolge gran parte della storia. L’aggettivo “tempestose” fornisce una chiara idea delle turbolenze alle quali si trova esposta quella località quando infuria il maltempo” ma è anche la chiave per leggere il carattere dei personaggi e, soprattutto, la spietata analisi sull’animo umano condotta dalla scrittrice con uno sguardo attento ed un approccio antesignano rispetto alle tecniche moderne della psicoanalisi sulla quale il romanzo appare ingegnosamente improntato. Infatti, anche se considerato uno dei più grandi romanzi d’amore di tutti i tempi, la passione che lega i due protagonisti non è che, in realtà, un pretesto utilizzato dall’autrice per smuovere un’acuta ed inflessibile critica alla costruzione sociale e, cosa ancora più evidente, il movente per esplorare le zone più oscure dell’animo umano, capace di covare un odio brutale per i suoi simili e di trovare una consolazione solo mediante la vendetta. Quella raccontata dalla scrittrice in questo libro è infatti la storia di un amore distruttivo, un sentimento rovinoso e tormentato come il vento impetuoso che soffia sulla brughiera inglese in cui esso è abilmente ambientato. 

Il romanzo ha due narratori: il signor Lockwood, affittuario di Thrushcross Grange, e la sua governante, la signora Nelly Dean. La storia inizia in una notte turbinosa con Lockwood in visita a Wuthering Heights e la soprannaturale scoperta che un fantasma s’aggiri presso la dimora dannando la casa e tutti i suoi abitanti. Dalle impressioni di questo strano malcapitato il lettore ha modo di conoscere per la prima volta i protagonisti del romanzo, con l’immagine primordiale di una famiglia che pare quasi maledetta. Fra questi spicca la figura di Heatcliff, proprietario delle due tenute, uomo dal carattere brusco e dall’aspetto singolare. Tornato in fretta a Thrushcross Grange, il signor Lockwood tenterà di interrogare la sua governante circa gli eventi soprannaturali ai quali aveva assistito la notte prima ottenendo da questa un racconto dettagliato sulla vita di Heatcliff e della sua strana famiglia. Da questo pretesto ben strutturato prende le mosse la vicenda vera e propria che copre un arco di tempo di trent’anni, dal 1771 al 1801.

Il racconto comincia quando, partito per un lungo viaggio, il signor Earnshaw, allora proprietario di Wuthering Heights, torna a casa con un trovatello dalle origini ignote che deciderà di tenere in custodia e che battezzerà con il nome di Heathcliff. Fin dal suo ingresso a “Cime tempestose” il selvaggio ospite sarà subito oggetto di vessazioni da parte dei due fratellastri, Hindley e Catherine. Con il tempo l’odio del maggiore nei confronti di Heathcliff diventerà talmente grande da costringere Mr Earnshaw a mandare il figlio in collegio. Diversi saranno invece i sentimenti di Catherine che maturerà per il fratello adottivo un forte attaccamento affettivo e diventerà per lui il polo di un amore travolgente. A rovinare tutto sarà sempre e comunque l’avversione di Hindley che, tornato a casa alla morte del padre, esibirà per il primitivo rivale un’amara vendetta, ritorsione che spoglierà Heathcliff di tutti i suoi privilegi degradando la sua condizione agiata a quella di bracciante agricolo. Successivamente, la differenza di ceto fra i due innamorati spingerà Catherine fra le braccia di Edgar Linton, erede di una ricca famiglia del vicinato, che la capricciosa signorina deciderà di sposare esclusivamente per ragioni sociali.

“Mi sentirei umiliata sposando Heathcliff adesso; e lui perciò non saprà mai quanto lo amo. Non lo amo perché è bello, Nelly, ma perché è ancora più uguale a me stessa di quanto possa esserlo io. Di qualsiasi cosa siano fatte le nostre anime, la sua e la mia sono identiche.

[…] Il mio amore per Linton è simile al fogliame del bosco; il tempo lo cambierà, lo so bene, come l’inverno cambia gli alberi; il mio amore per Heathcliff è come le eterne rocce sottostanti: una sorgente di gioia poco visibile, ma necessaria.”

Venuto a sapere del fidanzamento tra Catherine e Edgar Linton, Heathcliff scompare misteriosamente e di lui non si saprà più nulla fino a quando, tre anni dopo, facendo ritorno a “Cime tempestose” deciderà di mettere in atto la sua terribile vendetta.

“Se anche lui l’amasse con tutte le capacità della sua meschina persona, non potrebbe amarla in ottant’anni quanto l’amerei io in un sol giorno. E il cuore di Catherine è grande quanto il mio.”

L’amore comunque rimane l’elemento cardine del romanzo che, tra vendette e macchinazioni, smuove la trama e tutti i suoi personaggi. Anche in Cime tempestose è presente il cosiddetto triangolo amoroso. Da una parte troviamo l’amore dolce e paziente di Edgard Linton che si presenta come lo stereotipo del principe azzurro: bello, ricco e gentile. Il suo è un amore dolce e paziente, fatto di premure e di buone maniere ma non per questo meno sentito e forte. Al contrario, quello di Heathcliff è un amore aggressivo e violento, un legame che non lascia spazio ad intromissioni e non ammette rifiuti. Benché eterno ed immortale, profondo e appassionato, il suo è un sentimento malato che spesso ha a che fare con un pericoloso desiderio di ossessione e di possesso. Un eccesso di passione che io amerei riassumere con una citazione di Elsa Morante su cui ho riflettuto per tutta la lettura:

“È un inferno essere amati da chi non ama né la felicità, né la vita, né se stesso, ma soltanto te”.

Ma è proprio in questo abisso profondissimo di passione e cattiveria che troviamo l’elemento trascinante del romanzo, la forza potente che ha fatto di questa storia un capolavoro indiscusso e che ancora oggi continua ad appassionare intere generazioni.

“Resta sempre con me, prendi qualunque forma, fammi perdere il senno! Solo, non lasciarmi in questo abisso, dove non riesco a trovarti!”

Comunque da amante dell’arte, quale sono, non potevo non associare la figura di Heathcliff a quella “del viandante sul mare di nebbia”, un quadro che a vederlo sembra il ritratto stesso della trama di Emily Brönte e che, personalmente, ha suscitato in me le medesime emozioni. Più volte mi sono trovata a immaginare i panorami descritti nel libro e quasi sempre, nel corso della lettura, ho avuto davanti l’immagine pittoresca delle alte montagne e delle rocce scure immortalate da Friedrich nel suo famoso dipinto.

Cime tempestose è un romanzo forte che ti inchioda alle pagine, un concentrato di sentimenti fortissimi che si abbattono sul lettore come una folata di vento gelido e lo trascinano in un vortice di paura e desiderio. Una lettura un po’ faticosa per alcuni aspetti ma intensa e bellissima.

lettereecolori

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