Recensione – Il Pugile Chiacchierone – Il Campione Omaggio

Scheda Tecnica

Trama

Un pugile romantico alle prese con un provino per un noto programma televisivo tenta di migliorare la sua vita incantando il pubblico a suon di battute irriverenti. Tra momenti nostalgici, incontri sul ring e stralci di vita vissuta, il Campione Omaggio vi conquisterà grazie al suo graffiante umorismo.
Il black humor regna sovrano solo laddove i comici fanno a gara a chi la dice più cattiva, nessun argomento deve essere tabù, anzi! Lo humor è l’unica arma che ci è rimasta per combattere il moralismo bieco e dilagante che sta attanagliando la nostra cultura. In un regno dove il “politicamente corretto” ha distrutto ogni forma di libero pensiero, il nostro Campione combatte a suon di battute affilate per la nostra libertà di espressione.

Recensione

Benvenuti in questa recensione particolarmente strana e diversa dal solito perché parliamo di un libro dal genere inesplorato per me. Conoscendo la mia indole super curiosa, mi sono lanciata a capofitto senza pensarci troppo e ridere tra battute semplici e diversamente politically correct del pugile comico chiamato anche Il Campione Omaggio. Sono rimasta piacevolmente colpita di venire a conoscenza del suo mondo grazie alla breve presentazione del personaggio attraverso l’icona di una figura classicamente figa e perfetta, contraddistinta dalla totale mancanza di stereotipi. Ok, non avete capito un ciufolo, perfetto siete nel mood del libro ahahahah simpatia portami via.

Il Campione Omaggio si mette in gioco come personaggio primario di questo libro creato e delineato per caratterizzare se stesso, agli occhi delle persone che lo seguono (numerosi aggiungerei). Dalla copertina e relativa trama, avete subito capito che ci troviamo di fronte ad un vero e proprio pugile che insegue il suo sogno di far ridere la gente con le sue battute a suon di humor spinto e lontano dalle diverse etichette che la società ha incollato su ogni singola cosa intorno a noi. Osservare i suoi insuccessi, dimostra quanto il mondo non è più abituato alla diversità, sincerità velata da battute pungenti e irriverenti, senza dare scampo o una semplice possibilità ad una persona che desidera solo fare quello che lo rende felice: sorridere.

Pregi e rose? Ma ti sei fumato le pagine del Piccolo Principe? E non dire che lo hai letto, so che dici di averlo fatto, ma in realtà hai letto solo le prime dieci pagine…cialtrone che non sei altro!

Ma i giochi non finiscono qui. Cosa possiamo trovare di ulteriormente grave in un uomo senza arte che mi ricorda un detto molto vecchio: L’artista è nulla senza il talento, ma il talento è nulla senza il lavoro? Semplice!!! La pazzia!!! Ok, mi spiego meglio. Il nostro Campione soffre di una chiara sindrome di pazzia precoce che viene spiegata attraverso un aneddoto chiaro e palese: la rosa. Non si tratta di una vera e propria pazzia ma un concetto che ognuno di noi ha dentro di sé e pochi riescono a trovare. Vi siete mai chiesti se vi volete veramente bene? Siete felici di quello che siete? Di quello che vi circonda? La rosa sarà il nostro grillo parlante che mostrerà al protagonista del libro, cosa sbaglia e dove spingerlo per la ricerca dell’agognata serenità.

Secondo alcune teorie recenti, sembra che dietro a un grande umorismo ci sia sempre una certa vivacità sessuale, non ricordo chi lo ha detto, sicuramente qualcuno di laureato!

I capitoli sono brevi e dalla lettura scorrevole, avrete modo di finire il tempo di un caffè senza perdere mai il filo conduttore che racchiude episodi legati dallo stesso filo. Non ci troviamo di fronte ad una storia dal gergo pulito quindi se non amate l’uso di parolacce oppure battute spinte con riferimenti all’humor nero, lasciate perdere perché potreste storcere il naso. Personalmente quella nota aspra e sincera la trovo piacevole e a tratti costruttiva perché una voce fuori dal coro, aiuta a vedere le cose in maniera diversa perché cambia il punto di vista.

Il flusso dei miei pensieri è proprio come un fiume in piena, milioni, anzi no, miliardi di cazzate che penso ogni santo giorno.

L’utilizzo del mezzo (un pugile come comico in caduta) è ben caratterizzato perché imparate ad affezionarvi a causa dei suoi spiacevoli racconti, tristi ma maledettamente veritieri e arricchiti dalla rosa “alla Pinocchio moderno” hanno reso divertente e pungente come la cinica civiltà ha costruito il tutto. Mi piace la leggerezza della scrittura che si prende in giro da sola, senza darsi arie da filosofi mancanti oppure poeti in decadenza. Super consigliato.

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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