73# La vostra voce – CIAK! Ti amo! – Belle Landa

Buongiorno cari lettori, oggi inauguriamo una nuova rubrica, “La vostra voce”, un’idea nata in collaborazione con il blog Tra due mondi, per dare voce e spazio ai vostri scritti. Appuntamento fisso ogni martedì e giovedì.

Scheda Tecnica

Trama

Audrey è giovane, frizzante, con un grande talento per la recitazione e un sogno: approdare nell’Olimpo di Hollywood.
Raffaello è bellissimo, presuntuoso e sicuro di sé, con un’avviata carriera nel mondo del cinema che ancora non gli ha dato ciò che desidera: un Oscar.
Dopo uno scontro iniziale fatto di malintesi e figuracce in diretta Tv, i due dovranno collaborare per la buona riuscita del loro prossimo film: il remake di un’amatissima commedia romantica.
Un viaggio a New York, i problemi sul set e la vita difficile di Audrey li faranno avvicinare, molto più di quanto i due avessero pensato.
Un mix eccitante, un incastro perfetto tra Lalaland, C’era una volta ad Hollywood e Pretty Woman.

Cinque buoni motivi per leggere il mio romanzo

  • È un libro Divertente
  • Come tutti i romance è molto Romantico
  • Se siete dipendenti dalle commedie romantiche
  • Se amate il cinema e le serie tv
  • Se hai sempre sognato di innamorarti di scoprire cosa si nasconde dietro al mondo patinato di Hollywood

Estratti

Non ho mangiato nulla a colazione e bere di prima mattina di certo non aiuta. Così mi ingozzo di bignè al cioccolato. Ho solo una parola per definirli. GODURIOSI.
«Cazzo, sono meglio del sesso!» mi ritrovo a pensare ad alta voce e con la Bocca piena.
«Forse perché non hai provato il mio cannoncino!» una voce calda alle mie spalle mi fa sobbalzare, di nuovo.


«Quindi ragazzi avete deciso cosa volete fare?» chiede Marc rientrando senza preavviso.
Entrambi ritiriamo le mani, come due fidanzatini beccati dalla madre a pomiciare sul divano di casa. In sua presenza mi sento sempre così. Finirà mai questa sensazione?
«Accettiamo» mormora lei.
L’ha sentita anche Marc, ma perché non vendicarmi almeno un pochino?
«Come scusa?» le chiedo con aria innocente e mostrandole il mio miglior sorriso.
«Non tirare troppo la corda, Bonaventura!» borbotta lei.
«Ti chiedo di ripetere, non ho proprio sentito» le richiedo, stronzo.
«Ti scuso, sarà la vecchiaia!» dice lei con un sorriso.


Scendo dallo sgabello e le porgo la mano in direzione della pista. Lei strabuzza gli occhi. È davvero buffa. Riprovo questa volta con una faccia più spazientita. Sono sicuro che mi rovescerà addosso l’intero contenuto del suo bicchiere, ma pure nel suo drink ci deve essere la stessa droga pesante, perché fa una smorfia strana, alza gli occhi al cielo, mormora “devo essere deficiente” e prende le mie dita. Un sorriso mi fuoriesce spontaneo, quando vorrei solo mostrarmi indifferente e posato.
La porto in mezzo alla pista. Nessuno sembra badare a noi e al nostro cessate al fuoco. Le faccio fare una piccola piroetta e poi le trattengo il fianco destro con una mano avvicinandola un poco. L’altra continua a stringere la sua in una classica posizione danzante. Devo dirlo, le lezioni di ballo imposte da mia madre quando avevo circa quindici anni hanno funzionato.
Mi muovo sicuro e Audrey non è da meno. Niente di ché, ma neppure sfiguriamo. Più la guido, più divento sicuro dei miei mezzi e più lei si lascia andare tra le mie braccia. Quella strana sensazione, quella per cui avrei voluto baciarla durante il provino, e quella per cui l’ho fatto davvero dopo lo show di Ellen, torna a torturarmi. Come un formicolio insistente lungo la spina dorsale.
La guardo, ha un’espressione incomprensibile. Ondeggiamo sulle note allegre e romantiche finché il ritmo aumenta e io la faccio volteggiare, una, due e tre volte. Poi la riprendo tra le mie braccia, questa volta vicini, pelle a pelle.
Con il suo vestito che emette un fruscio leggero e che lascia intravedere davvero troppo, o troppo poco, dipende dai punti di vista. La musica si ferma, insieme ai nostri piedi.
Ma i nostri occhi non hanno smesso di osservarsi, di cercarsi. Così mentre una canzone di Lady Gaga prende a martellare nelle casse, io e lei ci stiamo impercettibilmente avvicinando. Chiuderei gli occhi se mi trovassi in normali circostanze, ma la paura che si scosti è troppa. È un atto scellerato e compromettente, ma è come se fossi totalmente catalizzato dai suoi occhi e dalla sua bocca. Sto per baciarla, manca davvero un nulla, quando un lampo mi acceca per qualche istante. Quando riapro gli occhi la ragazza che avevo di fronte un attimo fa si allontana imprecando ancora con un maledizione che rende bene la situazione.

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