Recensione e intervista – La poesia non si è fermata a Eboli – Francescomaria Ruberto

Scheda Tecnica

  • Titolo: La poesia non si è fermata a Eboli
  • Autore: Francescomaria Ruberto
  • Editore : Independently published
  • Data pubblicazione: 21 settembre 2020
  • Lingua : Italiano
  • Copertina flessibile : 60 pagine
  • Genere: Poesia
  • Cartaceo: 9,97 euro
  • Ebook: 3,99 euro
  • Kindle Unlimited: disponibile

Trama

Le parole «come pietre nel tempo» testimoni di un «‘percorso in versi’ di un’anima», rievocato attraverso «frammenti di vita passata e presente». Una continua mescolanza di ricordi, esperienze, speranze – il passato che s’intreccia con un presente che sconfina nel futuro. Andare e tornare, partire e arrivare – e sulla nostra strada rimpianti, rimorsi, paure che sembrano minare l’apparente linearità della nostra esistenza. Con un’unica consapevolezza: che solo il ritorno nel luogo che ci ha dato la vita possa aiutarci a ‘rinascere’ e a trovare la forza di proseguire oltre.

Recensione

Hello drunk! Di solito non recensisco libri di poesia, non perchè non mi piacciano, al contrario, sono una appassionata dell’ermetismo, adoro Ungaretti e Quasimodo ma anche poeti più contemporanei come Prevert, Neruda o Hikmet, ma soltanto perché trovo che la poesia sia una forma d’arte molto personale, molto soggettiva e, per questo, difficile da recensire in maniera oggettiva. Da ebolitana, però, non potevo non parlare della raccolta “La poesia non si è fermata ad Eboli” di Francescomaria Ruberto.

La prima cosa che mi ha colpito è stato sicuramente il titolo e la dedica a Carlo Levi, autore del celebre romanzo al quale Ruberto si è ispirato. Tra l’introduzione, la biografia e le foto, il libro di Ruberto si legge in fretta e con facilità. Le poesie seguono l’ordine della vita dell’autore, i primi versi a Eboli, i versi legati a Eboli, i versi oltre Eboli e i versi del ritorno a Eboli. A seconda delle tematiche si nota molto la differenza fra una poesia e l’altra, in alcune avvertiamo un forte senso di nostalgia, in altre speranza per il futuro. Una delle mie preferite è proprio quella che apre la raccolta:
Anche un filo può tagliare

Fragile e sottile,
Come la tua bellezza. 

Quasi tutte le poesie sono di ispirazione ermetica, pochi versi, asciutti, essenziali e, per questo, mi sono piaciute tantissimo. Nel secondo capitolo “i versi legati ad Eboli” ho trovato più rime, poesie più ricche, più corpose, più descrittive, come se il poeta volesse farci rivivere la Eboli che lui ha conosciuto e per la quale prova un sentimento di affetto e nostalgia. Mi ha molto emozionata la lirica “Il grembiule” dedicata ad un amico scomparso troppo presto e accompagnata da una foto di classe degli anni ’80.

“Il tuo grembiule blu
Come un freddo macigno giace,
Nel cortile della scuola
Non c’è rosa, ma spina dolorosa, 
Del tuo fiocco rosso tragica cosa…” 

Non posso riportarvela tutta ma vi scrivo il verso che più di tutti mi ha colpita: In una corda tesa/la tua solitudine pesa. 
Qui troviamo poesie ricche di affetto il verso gli amici, verso la famiglia, verso una città che l’autore ha dovuto abbandonare. Poi il poeta parte, il suo cuore va lontano e leggiamo “i versi oltre Eboli”, Ruberto ci porta a Firenze con “Amore nell’Arno”, grazie alla quale riviviamo gli splendori dell’arte toscana…

“E scorre il fiume,
Che d’Arno portava il nome,
Ritorto tra storia
Di tele e marmo, bianco,
Come il viso che dai ciottoli apparve
Nelle vie dell’arte […]”. 
Altra poesia che mi ha colpita è “solitudine”…

Pallida stella
Luce fredda
Muta compagna

Quasi una canzone, un canto a tratti disperato e sempre toccante. Infine Ruberto torna ad Eboli, il rientro inizia con una poesia dedicata al figlio e leggiamo 

“Luce di vita,
Gioia d’amore
Disincantato e fragile”. 

Il sentimento muta, qui troviamo riflessione sul futuro, speranza per il domani,  anche se a volte si guarda ancora indietro, Ruberto lo fa con uno spirito nuovo e diverso, a tratti fiducioso e a tratti disincantato. Le poesie della raccolta sono trenta, il mio consiglio è quello di poggiare questo libro sul comodino e a sera, o nel pomeriggio se preferite, leggerne una al giorno per un mese. “La poesia non si è fermata ad Eboli” vi farà compagnia, vi spingerà a riflettere e vi riporterà con la mente indietro nel tempo, ai poeti che studiavamo fra i banchi di scuola perché Francescomaria si è ispirato ai grandi e questo ai vede, si sente, si avverte ed è bello, è come tornare a casa dopo un lungo viaggio. 

Al prossimo boccale di lettere, 
Vostra Arte alla Spina.

Intervista

  • Quando hai scoperto di essere appassionato di poesia?

I miei primi esperimenti poetici risalgono al 2004 ma devo dire che nel 2019 ho sentito l’esigenza di scrivere maggiormente provando anche a partecipare a concorsi letterari e ricevendo devo dire sin da subito diversi riconoscimenti.

  • Quale è stato il primo poeta che hai letto?

Devo dire che non ricordo il primo poeta che ho letto, ma sicuramente il primo poeta che ha colpito la mia attenzione leggendo le sue liriche è stato Salvatore Quasimodo.

  • Qual è la tua poesia o raccolta preferita?

Ho più di una poesia a cui faccio riferimento o nella quale mi rispecchio. Se dovessi però citarne una direi “O falce di luna calante” di Gabriele D’annunzio.

  • Qual è il tuo poeta di riferimento ? A quale stile ti ispiri quando scrivi?

Nonostante abbia una predilezione per l’Ermetismo come corrente letteraria, guardo anche ad alcuni grandi della nostra letteratura, come Leopardi o D’Annunzio.
Sono vari gli scrittori a cui faccio riferimento. Se dovessi citarne uno direi sicuramente Salvatore Quasimodo.

  • Hai dei riti per trovare l’ispirazione?

Ad esempio ascoltare musica o accendere delle candele?
No, nessun rito. I versi nascono da soli, come i sentimenti, sbocciano all’improvviso e a me non resta che fermarli con inchiostro su carta.

  • Uno scrittore è prima di tutto un grande lettore: quali sono gli ultimi libri che hai letto e quale è stato il tuo preferito nel 2020 ?

Gli ultimi libri che ho letto sono: Le stagioni della vita, di Herman Hesse; Il piacere, di Gabriele D’Annunzio.
Devo dire che nel 2020 ho letto molti libri di poesia, essendo esplosa in me questa passione. Gli ultimi letti nel 2020 sono raccolte poetiche (nelle quali sono presenti anche delle mie liriche) di poeti contemporanei quali: l’antologia poetica dedicata al premio letterario “Voci poetiche per Alda” – premio Alda Merini 2020, oppure ancora “Penne D’oro della letteratura Italiana 2020”.

  • Oltre alla “La Poesia non si è fermata a Eboli” presentaci altri tuoi lavori.

 La silloge poetica “La Poesia non si è fermata a Eboli” è stato per me il mio primo ed importante traguardo come scrittore. E’ un libro che ho scritto tra il 2019 e il 2020, spinto anche dalla carica emotiva dei diversi riconoscimenti letterari ricevuti. Ho in programma di pubblicarne un altro a breve, ma ovviamente il titolo è ancora in programma.

  • Quale consiglio ti senti di dare a chi ancora non legge poesia? 

Credo che il tempo per leggere una poesia lo possiamo ritagliare in qualsiasi momento della nostra giornata, ed è sicuramente un modo per riflettere sulla vita, sulla bellezza delle cose che ci circondano e sicuramente sulla nostra esistenza in pochi istanti.

  • Perché secondo te, i lettori dovrebbero leggere ”La poesia non si è fermata a Eboli” ?

Per apprezzare l’universalità della poesia, che nel mio libro parte da Eboli (nei ricordi fermati come pietre nel tempo della mia infanzia o attimi di vita vissuta) ma si espande oltre qualsiasi confine fisico o geografico. Infatti il libro termina con una dedica ad un bambino annegato davanti le coste Turche (Aylan Kurdi), che abbraccia un tema di grande attualità, quello dell’immigrazione  e che coinvolge tutti i paesi del mondo.

  • Come mai hai scelto questo titolo per la tua raccolta?

Il titolo che ho scelto è dedicato all’universalità della poesia perché la poesia, come qualsiasi altra forma d’arte non ha confini geografici né fisici e quindi è inarrestabile. Il titolo che allude al grande romanzo di Carlo Levi “Cristo si è fermato a Eboli”, si pone quasi in contrapposizione allo stesso inteso non come blocco, come fermo, come confine ma come espansione, perché la poesia è presente sempre in qualsiasi luogo anche dove la civiltà potrebbe trovare degli ostacoli ad andare avanti.

  • Quali sono i tuoi progetti futuri?

Ho in progetto la pubblicazione a breve di un nuovo libro dedicato alla poesia che si manifesta con la natura. Spero di ultimarlo presto.

  • Se dovessi scegliere una sola poesia della tua raccolta, quale sceglieresti e perché?

Credo che ogni poesia sia una parte di me ritratta in un verso, ed ogni parte legata al tutto. Penso che sia difficile sceglierne una, ma se dovessi evidenziarne una direi “ Io, tra le braccia del mare” (dedicata ad Aylan Kurdi) la quale ritrae il concetto di universalità della poesia (richiamando  il titolo del libro) e il tema dell’immigrazione che coinvolge noi tutti, come la morte di un innocente a causa di politiche sbagliate.
Se ancora invece dovessi evidenziare una parte di me legata alla città di Eboli, direi “il grembiule” dove ricordo gli anni più belli della mia infanzia in un cortile nella scuola elementare, interrotti dalla tragica scomparsa di un amico.

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