Recensione – La cura al dolore – Nicola Pesce

Scheda Tecnica

  • Titolo: La cura al dolore
  • Autore: Pesce Nicola
  • Collana: Himself
  • Numero in collana 3
  • Editore: NPA
  • Genere: Narrativa contemporanea, psicologia
  • Formato: Cartonato con copertina in imitl in nero e testo in rilievo argento
  • Pagine: 96
  • Prezzo: 11,40 euro

Trama

Il protagonista, Henry, è una persona che ha sempre fatto di tutto per compiacere gli altri, ma questa volta verrà trascinato in una esperienza kafkiana, in un istituto governativo dove dei “burocrati” spingeranno all’estremo la sua tendenza a dire sempre di sì e ad accettare tutto. Sottoposto a torture fisiche e psicologiche, arriverà Henry a capire che deve essere se stesso, ribellarsi e vivere la propria vita?
Una folle ed elaborata metafora della società attuale, sempre troppo politically correct, un “memento vivi”, ossia “Ricordati di vivere”.

«Sebbene il sole splendesse serenamente dal lato del mare, aveva cominciato a cadere una pioggerella sottile, che non dava fastidio. Henry mise entrambe le mani nelle tasche e per qualche motivo si ricordò di quando era piccolo. Gli tornò alla mente un pensiero che aveva covato spesso: tutti intorno a lui erano cresciuti, e soltanto lui non si sentiva ancora un adulto. Dalla stradina di cemento sulla quale passeggiava, spruzzata di sabbia come una madia coperta di farina, cominciò a sollevarsi un profumo appena percettibile di ruggine, mentre le prime gocce la inumidivano e la rendevano più scura. In lontananza, attenuate dal vento, provenivano le grida felici di qualche bambino che per la prima volta faceva il bagno mentre pioveva, e le voci delle madri che temevano chissà cosa e volevano che i loro figli uscissero subito fuori dall’acqua, aspettandoli a riva con gli asciugamani aperti…»

L’Autore

Nicola Pesce è l’editore dell’omonima casa editrice. Questo è il suo terzo romanzo. Forte di un seguito personale di oltre 70.000 followers accaniti ed appassionati di libri, tè e gentilezza.

Recensione

Cari lettori oggi ho il piacere di parlarvi del libro “La cura al dolore” di Nicola Pesce edito NPA che ringrazio di cuore per la copia fornita. Ci sono libri che quando li finisci non riesci a staccartene e questo è uno di quelli. Un libro che si legge con molta freschezza ma che porta molti spunti di riflessione. Ammetto che quando ho finito la lettura di questo volume l’ho riletto perché ne volevo ancora. La scrittura di Nicola Pesce è semplice, lineare, delicata e profonda, pagina dopo pagina questo libro entra nell’anima del lettore.

Una metafora sulla vita, sugli sbagli che gli esseri umani commettono. Quegli stessi sbagli che affliggono l’essere umano tanto da abbatterlo facendogli vedere il bicchiere totalmente vuoto e non mezzo pieno o addirittura pieno. Fare errori ci rende umani perché solo chi osa può dire di aver rischiato e nel bene o nel male sarà comunque una vittoria perché ci mettiamo in gioco ma la cosa essenziale è riconoscere gli sbagli, imparare da essi e cercare di migliorarci. La cosa da non fare e rimuginare sugli errori commessi ma pensare a come non farne di altri. Come nel caso del nostro protagonista Henry siamo noi ad innalzare delle barriere, ci creiamo un mondo tutto nostro per fuggire dalla realtà perché non riusciamo a vederla in maniera oggettiva. Ma la vita è fatta di scelte, di sbagli e anche se in un momento preciso quegli errori ci sembrano insuperabili abbiamo sempre una scelta perché vivere significa andare avanti e essere consapevoli di ciò che sentiamo e che viviamo. “La cura al dolore” pur essendo un libro piccolo perché si compone di 94 pagine esplorerà in maniera impeccabile l’umanità dell’essere.

Qui non conta la quantità delle pagine ma la qualità. Abbiamo un’edizione davvero super curata: un cartonato rigido in imitlin nero con un gioco di tridimensionalità in rilievo con l’argento per quanto riguarda la sagoma della mano, il retro di copertina riporta una particolarità, non troviamo la trama e il prezzo è posto in rilievo come se fosse un francobollo. Non avevo ancora letto nessun libro di Nicola Pesce e me ne pento perché è davvero bravissimo e sicuramente sarà mia premura recuperare altre sue opere. Non sapevo cosa aspettarmi da questo libro e mi sono ritrovata tra le mani un vero e proprio gioiello. Il protagonista è Henry un uomo con cui è facile entrare in simbiosi perché è un personaggio reale, con i propri pensieri e difetti.

“Avrebbe potuto essere prigioniero fino alla sua morte, ma adesso era fuori e tutto quel tempo nuovo diventava una sua proprietà, di cui non avrebbe più sprecato un centesimo né un secondo”

Attraverso queste pagine faremo un lungo percorso metaforico sulla società che ci circonda e circonda il protagonista. Hanry si ritroverà intrappolato nelle sue paure “vivendo” attraverso di esse, prigioniero della sua stessa vita che troverà la libertà quando ormai sarà forse troppo tardi. Non posso dire oltre perché è un libro che va letto e amato, penso che ogni lettore possa rispecchiarsi tra le pagine dandogli diversi significati. Voglio solo aggiungere che ho adorato il post fazione dove conosciamo l’autore che con una dolcezza infinita parla proprio attraverso le sue parole con il lettore, ci spiega l’importanza dei suoi libri e anche il motivo della loro brevità. Sono rimasta davvero colpita da così tanta sincerità.

“Vi abbraccio tutti, ci vediamo sulle pagine Facebook e Instagram «Nicola Pesce Himself», se vi va. Se non vi va, non ci vediamo mai più, ma vi perdereste un pazzo che sogna di raccontarvi i suoi sogni al tavolino di un bar.”

Per concludere prendetevi del tempo per leggere questo libro, allontanatevi dalla tecnologia e immergetevi in questa storia che vi toccherà non solo l’anima ma anche il cuore.

Giada

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