66# La vostra voce – La tentazione del peccato – Arianna Gallo

Buongiorno cari lettori, oggi inauguriamo una nuova rubrica, “La vostra voce”, un’idea nata in collaborazione con il blog Tra due mondi, per dare voce e spazio ai vostri scritti. Appuntamento fisso ogni martedì e giovedì.

Scheda Tecnica

Trama

Il desiderio mi sta divorando, mi sento bruciare dall’interno, questo fuoco può essere spento solo con altro fuoco.
Il suo.


Quando il peccato è a portata di mano, cadere in tentazione è molto semplice. Daniel Cooper lo sa bene. Imprenditore di una casa editrice dedicata a sua moglie con cui il rapporto non va a gonfie vele. Il matrimonio, si sa, non è sempre rose e fiori, ma sua moglie, che tanto ama, non lo degna più delle sue attenzioni e questo lo mette in crisi. Pamela è la sua editor, con lei lavora fianco a fianco tutto il giorno e non l’aveva mai notata prima di allora, per lui è sempre stata una dipendente. Perché, allora, prova questa irrefrenabile tentazione che lo porta sulla via del peccato? Quando il desiderio e l’attrazione si fondono insieme, cercare di tenerli a bada diventa complicato. Ma non tutto è così semplice e a ogni azione corrisponde sempre una reazione e anche una scelta che può sembrare facile, può risultare difficile e insidiosa.

Questa notte sarà mia, in modo totalmente diverso da tutte le altre passate. Questa notte sa che la amo e sarà indimenticabile.

5 BUONI MOTIVI PER LEGGERE IL MANOSCRITTO

1 Perché dovete assolutamente conoscere Daniel Cooper
2 Perché tratta di un amore impossibile
3 Perché è impossibile resistere alle tentazioni
4 Perché il PECCATO affascina un po’ tutte noi.
5 Se amate le storie hot, con qualche retroscena, questo è il romanzo che fa per voi.

ESTRATTI

“Seduto sulla poltrona, al buio, mi scolo in un sorso il bicchiere colmo di ghiaccio e scotch, voglio che mi aiuti a dimenticare, che mi distrugga la mente.
Al cuore ci sta già pensando lei.
Mi rendo sempre più conto che ormai questo è un amore a senso unico.
Stringo i denti.
Stringo i pugni.
Ma il cuore fa male e gli occhi bruciano.
E fanculo a tutto! In qualche modo devo pur espellere tutta questa frustrazione, tutto questo dolore e le lacrime sembrano l’unico modo possibile. “

“«Voglio scoparla, signorina Harris», ancora una volta riesco a farla restare di sasso.
«Oh, bene. Cioè…».
«La prego, evitiamo tante chiacchiere inutili. Lei lo vuole o no?», la blocco subito.
Abbassa lo sguardo, lo punta su di me dopo pochi secondi.
È arrossita.
È bellissima.
«Sì», sussurra con un filo di voce.
Le sorrido con dolcezza, non voglio si senta a disagio. Adesso è il momento di chiarire le cose una volta e per tutte. «Ma voglio sappia che sarà solo questo. Sesso».
A queste parole il suo sguardo si intensifica. Diventa audace. «Anche le mie intenzioni sono queste».
Le sorrido ammirato. «Ogni volta che ne sentirò l’esigenza», rincaro la dose.
Ricambia il sorriso, continuando a puntare i suoi occhi nei miei. Non immagina quanto mi eccita quando si comporta così. «Naturalmente dovrò sentirne anch’io l’esigenza».
Faccio un cenno del capo, come se volessi complimentarmi con la sua risposta. Sa giocare bene anche lei, devo ammetterlo.”

“Mi dà le spalle e da questa postazione le blocco il corpo con le mie braccia.
«Dove credi di andare?»
Si paralizza, non parla più. Poi: «Lontana da te», mormora, ma so che non lo pensa realmente.
«Neanche per sogno», le soffio contro l’orecchio che mordo mentre lei si lascia andare con la testa contro il mio petto. La spoglio del tutto, il suo corpo ancora un tantino bagnato mi inumidisce la camicia. Si siede sulla stessa poltrona che occupavo io pochi secondi fa. Mi inginocchio ai suoi piedi, sarà anche sotto il mio potere, ma non sa quanto *io *sono schiavo di lei, del suo corpo, di queste meravigliose labbra al centro delle sue cosce, che inizio a bagnare, più di quanto già non lo siano, con la mia lingua. Tengo ferme le sue gambe sui braccioli, le stringo tra le mani, per evitare che le chiuda e interrompa il mio piacere. Godo maledettamente ad avere il suo sapore in bocca, le mie papille gustative non hanno mai provato niente di tanto buono in vita loro.”

“Si siede pochi sgabelli lontani da me, ce l’ho di fronte. L’uno sotto lo sguardo dell’altra. Si volta pochi secondi soltanto per ordinare qualcosa da bere, deve essere whisky quello che il barista gli mette davanti. Mi fissa, mi studia, non distoglie gli occhi dai miei, piano avvicina il bicchiere alle sue labbra, che prendono la piega di un sorriso scaltro. E conosco il motivo; sa che desidero baciarlo, sa che sto invidiando quel bicchiere. Il suo sguardo adesso scende verso la parte bassa del mio corpo, scruta serio le mie gambe coperte da una sottile calza nera. Sembra quasi arrabbiato e potrei immaginare il perché: prima di raggiungere Livvy qui, sono passata a casa per un cambio di vestiti, ora indosso un maxi pull azzurro che arriva sopra al ginocchio, molto sopra al ginocchio. E sta quasi fumando di rabbia, perché è proprio questo l’abbigliamento che vorrebbe indossassi ogni mattina al lavoro. E quel sorriso che aveva lui, adesso sboccia sul mio viso.
Ecco, ho trovato la risposta alla domanda che la mia amica mi ha posto.
«Adesso ho intenzione di divertirmi un po’».”

“Volevo ringraziarla per ieri sera», dice, a pochi centimetri da me.
Deduco mi abbia visto e abbia fatto finta di nulla. Allora adesso voglio prendermi un po’ gioco di lei: «Cosa ho fatto ieri sera?»
Sorride: «Ha offerto da bere a me e la mia amica».
Mi avvicino di un altro passo a lei: «Quindi sapeva che io ero lì», dico con un mezzo sorriso.
La vedo sussultare lievemente, si sarà accorta dell’errore che ha commesso. Mi sto proprio divertendo a vederla in difficoltà, avrebbe fatto meglio a continuare a fare finta di niente, ma è troppo buona ed educata per non ringraziare. Boccheggia e io avvicino la bocca al suo orecchio. «Non si preoccupi. Non mi sento offeso», sussurro, carezzando di proposito il suo lobo con le mie labbra. Potrei dire che ha smesso di respirare.
Per così poco, dolce Pamela?”

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