Recensione – Le memorie di Dante Bastille

Copia cartacea offerta dall’autore.

Benvenuti fanciulli in questa nuova recensione che predispone diverso sfumature che comprendono il cyberpunk, passando dal distopico fino al raggiungimento del noir. Una storia diversa che mette in campo una ipotetica realtà, non tanto lontana da noi. Difficile da interpretare perché l’autore ha scelto di mettere in campo diversi indizi che ti fanno cambiare sempre idea e mai centrare il punto che risulta sempre sotto i nostri occhi.

Scheda Tecnica

Trama

Dante ha imparato da tempo a convivere con la violenza che permea nel Blocco Sud, il luogo ideale dove dimenticare e farsi dimenticare, e recente traguardo nella colonizzazione di un Pianeta Rosso oramai fagocitato da multinazionali.
L’amena vita all’interno delle Colonie trascorre noiosa finché Daniel, il ragazzo con cui condivide l’unità abitativa, poco prima di morire gli consegna una FemtoSD, scheda di memoria contenente la registrazione in soggettiva delle ultime ore di vita di uno sconosciuto, ucciso da una delle persone più importanti ed in vista della società.
Braccato, Dante si troverà costretto a fuggire, ma non è facile passare inosservati in una società in cui la legge impone il possesso di un device costantemente connesso.
Aiutato da qualcuno, osteggiato da molti, Dante dovrà tornare sul suo pianeta nativo alla ricerca di risposte, spesso dovendo ricorrere alle maniere forti.
I pochi indizi forniti dalle registrazioni di memoria criptate saranno la sua sola bussola nell’intricato percorso che lo vedrà costretto a vestire i panni dell’antieroe, svelando così ai suoi occhi le numerose sfaccettature prese dalla società durante la sua assenza.

Biografia

Marco Fichera vive e lavora nel campo della grafica a Trieste.
Ha pubblicato nel 2018 in edizione limitata “Nello stesso fiume”, il suo primo romanzo. Nasce nel 1981 a Monfalcone (GO), cresce a Trieste e prosegue gli studi all’Accademia di Belle Arti a Venezia, laureandosi in comunicazione digitale. Dopo alcuni anni di lavoro nel campo della grafica in Veneto, ritorna a Trieste dove vive e lavora. Lettore insaziabile, parallelamente al percorso grafico sperimenta scrivendo online sotto pseudonimo brevi racconti pop cinici e politically incorrect. I suoi riferimenti vanno da Gibson e Palahniuk, da Fleming a Lansdale, da Frank Miller a Pratt, da Eco a Conan Doyle, dai Wu Ming ai Wu Tang.

Recensione

Appena l’autore ha scelto di collaborare con me, sono rimasta molto colpita dalla scelta di inserire questo contesto molto amplificato in un cyberpunk che, per chi non comprende la sua origine utilizza tipologie di tecnologia molto evolute. Generalmente sono ambientati in epoche antecedenti a noi ma questa volta la scelta dell’autore si dirige verso una distopica prospettiva della vita umana fatta di “movimenti e azioni pianificate” e coordinate al limite del robotico vivendo su un pianeta d’appoggio.

– Una volta si arruolavano in Finanza, oggi vengono su Marte. – Si disse. Persone senza prospettive o senza titolo di studio, disagiati e persone semplici con un passato difficile. Erano diverse le motivazioni che portano tutti questi individui a firmare un contratto di otto anni che li avrebbe confinati su di un pianeta con null’altro da offrire che uno squallido lavoro. Paghe buone rispetto alla Terra, lo sapeva, ma altrettanto facilmente dissipabili in prodotti governativi di “seconda necessità”.

Questa vita gestita solo per “sopravvivere” viene sovvertita da un’evento che lascia subito il segno sia per il protagonista Dante ma soprattutto nel lettore perché in tempo zero capiamo il “tono” scelto dell’autore e il peso di ogni singola scelta effettuata da ogni singolo componente. Notiamo fin da subito il linguaggio diretto come le scene “violenti” che non lasciano spazio all’immaginazione (preparatevi perché durante la storia sono molto presenti, ecco perché ho accennato a quel tocco noir) confrontando il lettore verso una realtà fatta di inesistente rispetto della vita ed estrema sottomissione. Perfino la morte del coinquilino di Dante, non desta nessun scalpore o dolore inizialmente (no spoiler perché si legge dalla trama), tranne per la presenza del FemtoSD che porta con sé segreti insospettabili ma molto legati al contesto politico attuale. Viene spiegato così il perché della scelta consapevole delle persone che emigrano su un pianeta esterno per una fittizia sicurezza e le diverse manovre politiche annesse. Da questo momento in poi ogni singolo capitolo sarà un modo per estrapolare informazioni tra pagine decriptate e parole traducibili in seguito. Un ammasso di colpi di scena attraverso gli occhi di un uomo che non possiede una vera e propria missione nella vita ma si lascia trasportare dagli eventi che diventano sempre più complessi e difficili da gestire.

Dante era una di quelle persone che non tolleravano il prossimo, forse per questo aveva fatto richiesta di contratto presso le Colonie. Ormai neanche lo ricordava più il perché, o non voleva ricordarlo. Neppure questo avrebbe saputo più dirlo con certezza.

Essendo un’opera nata in un’ambientazione diversa e inusuale, troverete una buona fetta del manoscritto che si concentra su descrizioni e spiegazioni dovute per illustrare al meglio “dove ci troviamo e come ci siamo arrivati” senza lasciare domande inespresse o questioni irrisolte. Come specificato più volte, troverete diversi “scontri” accessi che offrono movimento alla storia ma, di conseguenza, un linguaggio diretto e senza “veli” può far storcere il naso al lettore non preparato. Entrambi i fattori non sono risultati negativi per gusto personale ma ogni persona ha una propria testa pensante ed è giusto accentuare questi aspetti.

Alla lunga Dante vide che in questa involuzione della società la distinzione sociale non era più percepita, o almeno veniva percepita differentemente, e questo perché gli scontri ideologici furono inesorabilmente spostati su altri temi di natura più superficiale. Lo specchio dell’epoca che stava vivendo. O meglio, scansando.

Altro elemento molto rilevante è il ritmo, l’autore ha scelto di creare una danza altalenante che segue momenti estremamente veloce (vedi l’inizio della storia) e momenti di troppa tranquillità. In questo caso (ripeto personalmente) reputo che questo susseguirsi di ritmi possa spaventare la lettura perché non troppo equilibrata da rendere piacevole la lettura. Nel tempo è possibile “abituarsi” ma in futuro consiglio di seguire una struttura più lineare e bilanciata. I momenti “criptici” dedicati alla visione dei dati segreti all’interno del FemtoSD sono il jolly della storia stessa perché hanno reso (a tratti) illeggibile alcuni ricordi (volutamente) e rende magnetica la lettura perché “vuoi sapere assolutamente cosa succede successivamente”, espediente che aiuta il lettore ad appassionarsi. Ovviamente se gestita nel giusto modo, era possibile ottenere lo stesso effetto anche su dispositivi digitali (problema riscontrato durante la lettura di alcune recensione sul web) un dettaglio che sicuramente può inficiare la bellezza per i lettori tecnologici.

Nel complesso trovo questo libro originale con dettagli da migliorare ma dall’ottima base di partenza. Una scrittura che tende ad accontentare un maggior pubblico possibile perché non risulta mai complessa e tende a caratterizzare i personaggi “forti” della storia. Essendoci un filo conduttore molto evidenti, troverete facile la risoluzione della storia ma (credo) l’autore non ha giocato tanto sul finale, bensì sul viaggio per arrivarci. Un finale dal giusto clamore scenico e d’impatto, unito da un messaggio urlato fortemente: il coraggio di cercare la risposta ad ogni domanda senza avere la paura di sapere o conoscere realtà troppo dure per noi. Spero di avervi incuriosito.

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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