62# La vostra voce – Il lato nascosto dell’amore – Lenti Erika

Buongiorno cari lettori, oggi inauguriamo una nuova rubrica, “La vostra voce”, un’idea nata in collaborazione con il blog Tra due mondi, per dare voce e spazio ai vostri scritti. Appuntamento fisso ogni martedì e giovedì.

Scheda Tecnica

Trama

Da quando un incidente le ha deturpato parte del viso, Adelia vive nascosta tra le quattro mura della sua stanza. Esce di notte, quando piove, con il cappuccio alzato. Solo nell’oscurità profonda riesce davvero a sentirsi libera. Nel buio, e nel vecchio cinema del signor Baxter, dove ha iniziato a lavorare.
È tra quelle poltrone rosse che Noah, talentuoso fotografo tornato in città per il matrimonio della sorella, la vede. Vede il suo lato perfetto, il profilo che le cicatrici non sono riuscite a segnare, e ne rimane affascinato. Ma Noah non sa che Adelia è la testimone dello sposo. Non sa neanche che cosa si cela dall’altra parte del suo volto, dove c’è molto di più del marchio di una tragedia.
Adelia non ha nessuna intenzione di partecipare al matrimonio e mostrare al mondo il proprio segreto.
Noah, invece, ha tutte le intenzioni di scoprire chi è la ragazza che non vuole fare da testimone allo sposo.
Sarà una banale scommessa a cambiare le carte in tavola.
Noah e Adelia dovranno imparare a fare i conti con la passione, quella che arriva all’improvviso e travolge tutto, e con i pregiudizi della gente.
Perché l’amore ha sempre un lato nascosto, bisogna solo saperlo guardare.

5 buoni motivi per leggere IL LATO NASCOSTO DELL’AMORE

  1. È una storia di rinascita, in cui si mettono in gioco paure, ferite, sofferenze e speranze.
  2. È una storia che ha molto da insegnare e lo fa con delicatezza, rispettando la personalità di ogni protagonista.
  3. Per gli amanti del cinema è un tuffo in un mare di pellicole che hanno fatto la storia e non solo.
  4. Qualcuno l’ha definita “un’esperienza sensoriale”, perché è una storia a tratti drammatica, ma anche ironica e passionale.
  5. È una storia che ti fa sognare e sperare in un mondo migliore.

Estratti

La vedo quella felicità così agognata, devo solo allungare una mano e afferrarla. Solo trovare il coraggio come ieri di assaporare quelle labbra. Solo tuffarmi a capofitto in questa follia, senza pensare a quello che avverrà dopo. La vedo la libertà così sperata. La vedo nel suo sguardo, in quella malefica curva della bocca, nel movimento della sua mano che mi carezza la schiena. Mi sento a due passi dall’essere una luna piena. Devo solo lasciare che il sole m’illumini, completamente. Lasciare che Noah mi completi.

Ho vissuto tutto questo tempo come una foglia d’autunno attaccata all’albero, in attesa di venire giù e morire schiantandomi a terra. Invece Noah ha aspettato che mi staccassi, mi ha presa e spinta a volare per iniziare un nuovo viaggio.

Ed eccola lì che mi osserva dall’alto: la Luna. Il suo carisma è magnetico mentre, timida, si nasconde tra le nuvole. Lei che è la bugiarda per eccellenza, che ogni giorno ti mostra un aspetto di sé diverso da quello precedente. Lei che stimola la vita attraverso i suoi cicli, che regola le maree e che vorrei in questo momento fermasse quella nel mio cuore. Il Sole ne illumina solo una parte sottile, una falce nell’oscurità, ma ciò non m’impedisce di perdermi nella sua contemplazione. Scabra, caratterizzata da cavità e sporgenze: nonostante la sua imperfezione è splendida ed esercita la sua magia, incantandomi.
Così ha fatto Adelia: mi ha ammaliato con la sua luce per poi mostrarmi la sua parte buia, che sì mi ha sconvolto, ma non tanto da provarne repulsione, perché la luminosità che trasmette è più potente di ogni oscurità.

Ho sempre sognato il primo bacio, immedesimandomi nelle tantissime scene d’amore vissute attraverso uno schermo, ma non avrei mai creduto di provare così tante emozioni per un gesto così semplice, di due corpi carnosi che si uniscono in uno solo. Un bacio casto che mi ha tolto la terra sotto i piedi, ha evaporato l’acqua che appesantiva i vestiti e mi ha fatta sentire più leggera di una piuma, desiderosa di volare, di perdersi nell’aria e mai più adagiarsi.

Noah!” ha detto di chiamarsi così, anzi lo ha urlato mentre scappavo da lui. In verità stavo scappando da me stessa, da quella sensazione di trasporto emozionale mai provata prima: quella percezione di averlo sempre conosciuto anche se appena incontrato, di fiato mozzato e cuore accelerato, di mani che tremano, di farfalle impazzite che si divertono indisturbate a svolazzare nello stomaco, di perdita della realtà, di voglia di starlo ad ascoltare per ore senza capire realmente il senso delle sue parole, ma solo per il gusto del suono prodotto dalla sua voce.

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