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Intervista – Così è…se ti piace – Luigi Pisti e Giuseppe La Greca

Cover Reveal – Così è…se ti piace – Luigi Pisti e Giuseppe La Greca
Estratti – Così è…se ti piace – Luigi Pisti e Giuseppe La Greca
Aneddoti – Così è…se ti piace – Luigi Pisti e Giuseppe La Greca
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Intervista

–         1. Benvenuti nel blog Un tè con la Palma, presentatevi brevemente e descrivete il vostro carattere con un aggettivo.

Mi chiamo Giuseppe La Greca, amo tutto ciò che è arte e nel mio piccolo faccio sfogo del bisogno creativo in diversi hobby: pittura, computer grafica, scultura del legno e musica. La mia fantasia non si ferma mai. E’ una necessità irrefrenabile di esprimermi a tutto tondo. Ora è sopraggiunta anche la scrittura.

Mi chiamo Luigi Pisti, diminutivo di Pistininzi, sono una persona che ama dire sempre la verità, mi piace stare in compagnia come godermi la solitudine. Per ogni mio progetto passato e presente mi appaga lavorare per il gruppo e per abitudine non mi vanto mai di niente. Sono motivato dall’impulso della passione, agisco con il cuore, istintivamente.

–         2. Come nascono questi racconti?

I racconti nascono dall’amicizia. In questi anni ho curato le copertine dei libri di Luigi Pisti e proprio dal nostro rapporto di conoscenza prima, e amicizia dopo, è nato questo progetto. Il suo sprone nella scrittura è stato fondamentale. Le storie del libro in fondo sviluppano il rapporto di amicizia come base per la condivisione di esperienze e la crescita personale.

–         3. Quanto tempo avete adoperato per studiare e costruire ogni singola storia?

Il tempo necessario è sempre una incognita. La costruzione ha inizio nella mente dello scrittore ma è sul foglio che si compie la magia. Spesso sono gli stessi personaggi e le situazioni che dettano la storia. È un lasciar scorrere la penna, un lasciarsi trasportare a braccio dagli attori della scena. Ad esempio i dialoghi di Romoletto e Mariuccio non sono mai stati decisi a tavolino ma sono frutto di una logica conseguenza del momento.

–         4. Da cosa vi siete lasciati ispirare?

Ogni buona ispirazione nasce da una attenta percezione di tutto ciò che ci circonda nel vivere quotidiano. Ovviamente cogliendo sia i pregi che i difetti che ne derivano. Viviamo un epoca di profondi e velocissimi cambiamenti dove tutto è messo in un gigantesco tritacarne dal quale a volte escono grandi novità e positività ma a volte negatività e danni irreparabili a ciò che prima funzionava. In questo contesto si trovano tematiche utili alla scrittura.

–         5. Quale consiglio offrite ai futuri lettori che si prestano a leggere il vostro libro?

Il fruitore di cultura, in tutte le sue espressioni, possiede già grande sensibilità e capacità. E’ difficile dare consigli. Il compito di uno scrittore è per noi, quello non di dare un pacchetto già confezionato per comunicare il proprio pensiero, ma esclusivamente quello di stimolare di volta in volta la fantasia, la curiosità, la critica costruttiva e la ricerca della verità che può presentare sfaccettature diverse a seconda di come viene percepita e da chi.

         6. Notiamo questa grande vicinanza al dialetto romano, potete spiegarci il motivo?

Il dialetto romanesco è quello che per noi si adatta meglio in un contesto di situazioni scanzonate, simpatiche ma anche a quelle che vengono definite “strappacore”. Il grande Trilussa ne è testimone antico e il compianto Gigi Proietti un maestro moderno. Anche altri attori, come Enrico Brignano, fondano la loro comicità giocando sui modi di dire, sui fraintendimenti e sulla saggezza popolare tipica della romanità. Anche il dialetto napoletano è un classico esempio di forza espressiva che sa fondere stati d’animo diversi come comicità e malinconia.

–         7. Quale storia ha richiesto più attenzione?

Sicuramente la seconda, per il fatto che l’argomento delicato delle pandemie andava affrontato in maniera da non tediare il lettore, costruendo una storia credibile e che contenesse un significato molto profondo portato alla facile comprensione

–         8. Quale messaggio desiderate trasmettere?

L’unico messaggio che ci sentiamo di mandare ai lettori è quello di non lasciare mai l’hobby della lettura. Un libro è capace di creare atmosfere e mondi sui quali rifugiarsi per scappare dallo stress quotidiano. Dedicarsi del tempo risulta assolutamente fondamentale per non perdersi

–         9. A chi consigliereste il vostro libro?

I racconti, per gli argomenti trattati e il modo simpatico scelto per affrontarli, risulta adatto a tutti. Noi consigliamo vivamente di adattarlo per le scuole.

–         10. Progetti futuri?

Luigi Pisti ha ancora qualcosa da dire e scrivere, finché mente non si separi…
Per Giuseppe La Greca quello di non smettere mai di credere che il domani potrebbe riservare sempre sorprese inaspettate.

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