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Recensione – Il canto del Salice d’Argento – Gabriel Wolf

Benvenuti fanciulli in questa nuova recensione dal sapore diverso dal solito, consci di ascoltare una storia particolare e controversa per diversi aspetti. Ringrazio l’autore per la fiducia riposta in me e per avermi donato due copie dell’opera, causa scrittura troppo piccola. Entriamo subito nel vivo.

Scheda Tecnica

Trama

Fra i decadenti splendori imperiali dell’Epoca Vittoriana presso l’Accademia Reale di Woolwich sboccia un amore proibito fra due giovani cadetti: Andrew Howard, ultimo discendente di una stirpe tanto nobile quanto segnata dal fato, ed Edward Carlisle, un ragazzo della ricca borghesia nascente che ha imparato a vedere il mondo ed a guardare dentro se stesso seguendo gli insegnamenti di una saggezza antica.
La loro storia s’intreccerà con quella di un compagno di corso, Napoleone Eugenio ultimo erede della dinastia Napoleonide, di cui condivideranno vita e destino finché nonostante circostanze imprevedibili, vicende storiche ed insospettabili avversari che li osteggeranno ferocemente scopriranno che solo il coraggio di essere se stessi potrà fornire la chiave per un futuro che appartenga solamente a loro.

Recensione

Partiamo dalla base più semplice, addentrandoci in ogni vicolo di questa storia, passo passo. Essendo una buona lettrice forte, avevo già sperimentato le diverse categorie/generi trattati da questo libro, considerati sempre separatamente (al massimo associato a coppia) ma non avevo mai poggiato lo sguardo su un racconto che riuscisse a racchiudere al proprio interno tratti storici, dalla nota fantasy e contornato da una storia d’amore M/M (per i meno avvezzi romanzo romantico Male to Male, tradotto Uomo e Uomo). Se non concepite questo tipo di genere, potete uscire da questo articolo, oppure se avete la voglia di aprire la mente (per bene) lasciatevi trasportare da una “VERA” storia d’amore.
Essendo un mix di genere difficili da gestire nell’insieme, avevo principalmente due grandi paure: che l’autore non riuscisse a gestire il peso degli argomenti e che il tutto risultasse raffazzonato. Mai più sbaglio fu grande perché Gabriel Wolf è riuscito a deliziarmi di una semplice ma efficacie unione del tutto.

Essendo un romanzo con pilastri storici, l’ambientazione di riferimento sarà concentrato nella seconda metà dell’ottocento in pieno periodo Vittoriano e, consecutivamente, successivi stravolgimenti che questo contesto ha portato. Notiamo fin da subito che l’autore ha concentrato tutto il suo interesse e dedizione, nei più piccoli particolari tanto da non far sentire inetti anche le persone che, quel determinato periodo storico (per un motivo o per un altro) non hanno mai avuto il piacere di studiare. Ebbene sì, Gabriel è riuscito ad inculcare diverse nozioni con uno stile molto simile a quello di Jane Austin, imperiale, importante ma mai superiore o troppo articolato da essere ascoltato da pochi eletti. Lasciare questa vena di umanità sarà riconducibile ai diversi personaggi che vengono narrati, sia a stretto contatto con la “storia degli eventi”(come Napoleone Eugenio Bonaparte e sua madre Eugenia de Montijo), sia come protagonisti effettivi del racconto (Edward e Andrew).

Questo scorrere delle descrizioni minuziose, rende palpabile l’amore dell’autore per la storia, arte così difficile da unire all’amore, troppi intrighi, misteri e situazioni superiori ad ognuno di noi. Ma, il nostro caro Gabriel è riuscito ad andare oltre parlando di un amore diverso dai nostri canoni, più viscerale e sofferto, vissuto in maniera così intensa (sia dalle situazioni che dai personaggi) che ti fa sognare ad occhi aperti. Delicato e palpabile, ogni singolo passo verso due personaggi in apparenza diversi, ma uniti da un destino molto avverso.

Non si tratta di una lettura “mordi e fuggi”, anzi, l’autore stesso pone dei freni fin da subito, dando il ritmo alla storia e offrendo al lettore la coscienza di una lettura vera ma lenta nel tempo, portandovi in un vortice di amore fatto dalla totale assenza di pregiudizio e vincolo.

Unica nota dolente è data dall’estetica del libro. Purtroppo va revisionato sia nel suo interno (tra margini eccessivi e consecutivamente troppe pagine) e una copertina dalla risoluzione troppo basso e dettagli che da “tecnico” non posso venir meno da portare alla luce. Cavicchi facilmente risolvibili ma da dover giustificare visto il prezzo di tale manoscritto. Perché riduce un’opera così meravigliosa, (esternamente con occhio superficiale) all’ennesimo libro pubblicato senza criterio.

Credo che Gabriel sia uno di quei autori che dovrebbe avere molta più cassa di risonanza perché possiede una scrittura divina e pacata, ricercata e delicata. Una scrittura che va rispettata e amata. Faccio i miei più sentiti complimenti e spero di vedere un giorno questa opera “finalmente” con una veste di tutto rispetto per la grandezza della storia. Consigliato.

Alla prossima dalla vostra CAPPELLAIA MATTA.

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