Recensione – Mago di Oz – Sèbastien Perez

Scheda Tecnica

  • Titolo: Il mago di Oz
  • Autore: Sèbastien Perez
  • Illustratore: Benjamin Lacombe
  • Marchio: Rizzoli
  • Collana: Ragazzi
  • Pagine: 120
  • Formato libro: 31.0×22.7×1.4
  • Tipologia: Libro illustrato
  • Data di uscita: 01/10/2019
  • Cartaceo: 23,75 euro

Trama

Testo di Sébastien Perez ispirato alla storia e ai personaggi di L.F. Baum. Illustrazioni di Benjamin Lacombe. UNA COLLANA DI CLASSICI ILLUSTRATI PRESENTATA E DIRETTA DA BENJAMIN LACOMBE

Quando si incontrano nel paese del Mago di Oz, a tutti manca qualcosa: Dorothy non riesce a tornare a casa, l’uomo di latta non ha un cuore, al leone serve il coraggio e lo spaventapasseri, che ci racconta le loro avventure, è senza cervello. Intimoriti dal potere di Oz e delle streghe, troveranno in loro stessi ciò che cercavano altrove. Un nuovo sguardo su un classico intramontabile in cui vibra l’elogio della differenza e dell’audacia.

Recensione

Cari lettori oggi torno a parlarvi della meravigliosa collana illustrata diretta e presentata da Benjamin Lacombe: “Il Mago di Oz” Testo di Sébastien Perez ispirato alla storia e ai personaggi di L.F. Baum con le spettacolari illustrazioni di Benjamin Lacombe edito Rizzoli che ringrazio per la copia fornita.  Ogni volta che mi ritrovo tra le mani un capolavoro di questa collana, le mani tramano, il cuore è in subbuglio e i miei occhi diventano sempre un po’ lucidi questo perché vengono presentati dei grandi capolavori con delle vesti moderne, raffinate e oniriche che puntano dritto al cuore.

Come per i volumi già precedentemente recensiti (Bambi e Pelle D’Asino) questa collana non stravolge i grandi classici anzi fornisce al lettore una versione singolare con un linguaggio moderno e contemporaneo arricchito da illustrazioni che rendono la fiaba ancor più preziosa. Questo celebre romanzo per ragazzi è stato scritto da Lyman Frank Baum e pubblicato nel 1900. Nella prefazione del romanzo Baum dichiara che con questo scritto voleva creare un nuovo tipo di fiaba che in qualche modo si discostasse da quelle scritte da altri autori che avevano come protagonisti personaggi fantastici con ambientazioni surreali ma con la finalità di trasmettere una morale. Secondo Baum la fiaba non doveva contenere per forza un messaggio educativo ma doveva far divertire i bambini. 

Anche se l’obiettivo di Baum era semplicemente quello di incantare i lettori, in particolar modo il giovane pubblico, “Il Mago di Oz” offre una grande morale che acquista maggior rilievo in questa rivisitazione di Sébastien Perez il cui testo dona una versione più poetica dove la narrazione è affidata a uno dei personaggi (lo spaventapasseri) e la morale si rafforza alla fine della storia. Come sempre voglio dedicare delle parole all’edizione Rizzoli: parliamo di un formato abbastanza grande cartonato, curato nei minimi dettagli non solo esterni ma anche interni con una rilegatura perfetta. Come per i precedenti volumi è una collana da collezionare, da leggere e amare non solo per un pubblico giovane, questa fiaba è un capolavoro intramontabile.

Forse sarò ripetitiva ma come si fa a non amare questa collana? I disegni del maestro Lacombe sono magici, i personaggi come le ambientazioni sono così reali da prendere vita agli occhi del lettore pagina dopo pagina. Il colore verde, simbolo della società capitalistica per il verde dei dollari, pervade sempre di più nelle illustrazioni man mano che si va avanti con la lettura, non mancheranno di certo effetti grafici con varie sfumature del verde che riportano all’Art Nouveau e Art Dèco (queste correnti artistiche avevano l’obiettivo di migliorare la vita del popolo conferendo una certa bellezza). La storia molti di voi la conosceranno già: Dorothy durante un tornado viene si trova catapultata insieme al suo fedele amico a quattro zampe Toto nel mondo del Mago di Oz.

“«Non c’è posto più bello della propria casa» disse lei con un sorriso. «E, poi se non ritornerò zio Henry e Zia Em saranno tristi per il resto della loro vita»”

Da qui inizia un lungo viaggio per la nostra protagonista alla ricerca di questo famoso mago che potrebbe aiutarla a tornare a casa dagli zii.  Nel suo cammino Dorothy farà la conoscenza di diversi personaggi che si uniranno al suo viaggio perché si sentono incompleti: Lo Spaventapasseri che desidera avere un cervello (rappresenta la ragione e il pensiero), Il Leone Codardo (che vorrebbe avere più coraggio e che rappresenta l’insicurezza) e L’Uomo di Latta (il cui desiderio è di avere un cuore (che rappresenta l’incapacità di provare empatia e sentimenti).

Un viaggio arduo quello che affronteranno questi personaggi che sul loro cammino dovranno fare i conti con la magia non sempre benevola. Riusciranno i nostri “eroi” a ottenere ciò che desiderano e per cui si sono messi in viaggio per andare dal Mago di Oz? Lascio a voi scoprirlo se non lo sapete.

La morale è davvero preziosa in questo capolavoro perché tutti noi al mondo nascondiamo le nostre insicurezze, spesso pensiamo di non essere all’altezza delle nostre aspettative o delle aspettative che gli altri hanno per noi, cerchiamo soluzioni negli altri, un aiuto ma dovremmo solamente soffermarci su noi stessi, guardarci allo specchio e amare ciò che vediamo perché la vera bellezza sta nei nostri cuori, nessuno è perfetto anzi a mio avviso la perfezione non esiste ma dobbiamo cercare in noi il coraggio e la voglia di amarci così come siamo con i nostri pregi e difetti. Se non ci amiamo per primi, nessuno lo farà per noi. “Il mago di Oz” è dunque un grande elogio alla differenza, alla crescita di se e all’audacia.

Giada

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